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Genocidio

In memoria dei cristiani armeni

Anche in Italia come in altri paesi è stato ricordato il genocidio degli armeni nel giorno – il 24 aprile – in cui 111 anni fa ebbe inizio

 

 

Il 24 aprile di 111 anni fa in Turchia venivano effettuati i primi arresti tra la popolazione armena di Costantinopoli, proseguiti poi nelle settimane successive. Fu l’inizio dello sterminio degli armeni. È per questo che ogni anno in Turchia e in molti altri paesi, tra i quali l’Italia, il 24 aprile si ricorda con cerimonie ed eventi culturali il genocidio armeno: tre milioni di morti tra il 1915 e il 1923, uccisi o fatti morire di stenti e torture. Dapprima fu eliminata l’elite armena, poi i militari armeni furono disarmati e massacrati e infine iniziò la deportazione sistematica della popolazione – donne, bambini e gli uomini ancora in vita – verso il deserto di Deir el-Zor. Pochi lo pochi raggiunsero. Quasi tutti morirono infatti durante il viaggio per la durezza del trattamento subito e per le fatiche e le privazioni sopportate. Gli armeni erano cristiani e fino ad allora avevano vissuto nello stato di dhimmi, cioè di persone non musulmane che vivono in uno stato islamico e che in cambio del pagamento di una tassa usufruiscono di un patto di protezione. “Il genocidio degli armeni fu una tragedia immane che è nostro dovere non dimenticare. Un dramma di violenza assoluta che si abbatté su un popolo di antichissima fede cristiana – ha detto l’onorevole Giulio Centemero, presidente dell'intergruppo di amicizia Italia-Armenia prendendo la parola durante la commemorazione svoltasi in parlamento  – ricordare oggi questa atrocità significa rinnovare il monito verso quei governanti che, per meri interessi, alimentano divisioni e guerre regionali, con il rischio di creare i presupposti di nuovi e più ampi conflitti”. Antonia Arslan ha raccontato il genocidio in un libro intitolato “La masseria delle allodole”.