Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Galdino a cura di Ermes Dovico
SUD EST ASIATICO

Il Vietnam si prepara alla beatificazione del martire padre Diệp

Sarà celebrata il prossimo 2 luglio la Messa per la beatificazione padre Francesco Saverio Truong Buu Diệp, morto martire nel marzo 1946, in un periodo di caos che ha seguito la Seconda guerra mondiale. Un evento eccezionale per una delle più grandi comunità cattoliche asiatiche.

Ecclesia 18_04_2026

I cattolici vietnamiti attendono con gioia e fervente fede la beatificazione di padre Francesco Saverio Truong Buu Diệp, amato martire e pastore il cui sangue suggellò il suo amore per Gesù Cristo e il suo gregge nel 1946. Nel mese di marzo di quest'anno, decine di migliaia di pellegrini, cattolici e non, si sono riuniti presso il Centro di Pellegrinaggio di Tac Say, nel delta del Mekong, in Vietnam, per celebrare l'ottantesimo anniversario del martirio di padre Diep e per esprimere la loro gratitudine per la notizia della sua prossima beatificazione. E proprio presso il centro di Tac Say, nella provincia meridionale di Ca Mau, si svolgerà la celebrazione per la beatificazione il prossimo 2 luglio, come annunciato lo scorso 19 dicembre dal vescovo di Can Tho, monsignor Peter Le Tan Loi, dopo l'approvazione della Santa Sede. A Tac Say si trovano anche le reliquie del sacerdote prossimo beato.

Il vescovo Loi ha spiegato che a presiedere la cerimonia di beatificazione in qualità di inviato speciale di papa Leone XIV sarà il cardinale Luis Antonio Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione. Le autorità ecclesiastiche stanno ora preparando piani per accogliere le centinaia di migliaia di cattolici che parteciperanno alla cerimonia. Padre Joseph Vo Van Hoai, responsabile del Centro di Pellegrinaggio di Tac Say, ha sottolineato che sono in corso intensi preparativi per quello che potrebbe essere uno dei più grandi eventi cattolici del Vietnam degli ultimi tempi. Il santuario può ospitare circa 20.000 fedeli, pertanto la cerimonia si svolgerà in un parco adiacente di cinque ettari, in grado di accogliere fino a 100.000 persone. Ricordiamo che in Vietnam c'è una delle più grandi comunità cattoliche asiatiche, otto milioni di fedeli, circa il 10% della popolazione.

«Più di ottant'anni fa, in questa remota zona di Tac Say, c'era un sacerdote che serviva silenziosamente con amorevole compassione tutte le persone. Quello era padre Francesco Saverio Truong Buu Diệp, che in seguito sacrificò la propria vita per il suo gregge», ha dichiarato il vescovo Loi. Rivolgendosi alla comunità non cattolica, il vescovo Loi ha affermato: «So che tutti voi amate molto padre Truong Buu Diệp e che molti di voi hanno ricevuto da lui benedizioni spirituali e materiali grazie alla sua intercessione. Questo è molto prezioso e vorrei invitarvi a fare un passo in più: padre Truong Buu Diệp non intercede per voi solo per ottenere benedizioni materiali o fisiche, ma forse ciò che desidera di più è di elargirvi la grazia della fede in Gesù Cristo, affinché possiate essere guidati verso la vita eterna, nella quale credono i cattolici».

Padre Peter Vu Van Hai, vicario generale della diocesi, ha riferito che le autorità locali hanno promesso il loro sostegno per l'occasione e contribuiranno a garantire la sicurezza durante i festeggiamenti. «Questo non è solo un evento per la nostra diocesi, ma per l'intera Chiesa cattolica in Vietnam», ha dichiarato padre Hai.

Per molti cattolici vietnamiti, questo momento non è solo il riconoscimento di un santo sacerdote, ma anche una rivendicazione pubblica della fedeltà della Chiesa cattolica in una terra segnata da persecuzioni, guerre e animosità ideologiche.

Nato nel 1897 ad An Giang, padre Diệp entrò in seminario in giovane età e ricevette l’ordinazione sacerdotale nel 1924. Ha svolto il ministero pastorale per oltre due decenni nelle parrocchie del delta del Mekong, tra cui Tac Say, dove si trova oggi la sua tomba. Il ministero sacerdotale di padre Diệp si è distinto per la profonda carità e l'incrollabile impegno verso il suo gregge, in particolare in un periodo segnato da turbolenze politiche e conflitti sociali.
Nel marzo del 1946, mentre il caos creatosi dopo la fine della Seconda guerra mondiale si diffondeva nella zona, padre Diệp fu arrestato insieme a diversi parrocchiani. Pur avendo la possibilità di fuggire, scelse di restare al fianco del suo gregge, affermando: «Morirò al posto del mio popolo».

Quanto ai responsabili della sua morte per molto tempo si è creduto che fosse stato giustiziato dalle forze comuniste, ma una indagine più recente, fatta propria dalla Santa Sede, ha individuato come responsabili dei disertori giapponesi che si volevano vendicare per la sconfitta nella guerra. Padre Diệp fu comunque ucciso brutalmente e in seguito furono ritrovati i suoi resti sfigurati. Nonostante le evidenti ferite, i presenti notarono il suo volto sereno e le mani ancora giunte in preghiera, segno della sua fede incrollabile fino alla fine, come riferito da UCA News.

Nel 2017, la diocesi di Can Tho ha completato la raccolta di tutte le testimonianze richieste nella fase di inchiesta diocesana del processo di canonizzazione, e il 25 novembre 2024, Papa Francesco ha riconosciuto il martirio di padre Diệp in difesa del suo gregge, affermando che il sacerdote ha incontrato la morte "in odium fidei" il 12 marzo 1946.

Dalla sua morte, milioni di pellegrini affollano ogni anno il suo santuario nella chiesa di Tac Say, in cerca di grazie, guarigioni e conforto. È sorprendente che la maggior parte di loro sia costituita da non cattolici che espongono la sua immagine o le sue statue nelle proprie case e nei propri uffici. Confidano nelle sue preghiere per ottenere protezione e guida.

La vita e la morte di padre Diệp offrono ai cattolici di oggi almeno tre lezioni concrete. In primo luogo, padre Diệp ci ricorda che il sacerdozio è un servizio sacrificale e pastorale: egli rifiutò la sicurezza quando ciò significava abbandonare il suo gregge, incarnando le parole di Cristo sul buon pastore che «dà la vita per le pecore». In un'epoca in cui sia il clero che i laici possono essere tentati dal comfort, dal carrierismo o dalla paura, la fedeltà di padre Diệp può incoraggiare i sacerdoti a rimanere vicini al loro gregge e invita i fedeli a pregare e a sacrificarsi per i loro pastori.

In secondo luogo, la vita di padre Diệp mostra come il suo martirio sia stato il culmine di anni dedicati al suo popolo, offrendo riparo ai senzatetto e insegnando e predicando con pazienza. Gli atti di carità compiuti quotidianamente nel corso degli anni hanno preparato il cuore di padre Diệp a un eroismo straordinario.
In terzo luogo, la devozione popolare a padre Diệp dimostra come il suo esempio di vita e la sua santità abbiano evangelizzato il Vietnam.