• CAPODANNO NEL PALAZZO OKKUPATO

Il Vaticano ha riallacciato la luce per droga e illegalità

Ricordate lo stabile okkupato di Roma cui l'elemosiniere del Papa ha riallacciato la luce? A Capodanno è stato il trionfo di degrado, droga e delinquenza per un rave party. Il tutto grazie allo zelante cardinale Krawjesky, elemosiniere di papa Bergoglio che dichirava orgoglioso di aver agito secondo la legge di Dio. Dalla Dottrina sociale al centro sociale direttamente. 

E niente. Continuano a fioccare figure raccapriccianti, senza soluzione di continuità. Chissà se Sua Eminenza il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere di papa Francesco, è stato invitato al recente, disastroso rave illegale di Capodanno nel palazzo okkupato di Via di Santa Croce, a Roma. Del resto, sarebbe stato quantomeno doveroso da parte del collettivo Spin Time, dato che nel maggio 2019 il porporato, improvvisandosi elettricista aveva tolto i sigilli al contatore della corrente da poco staccato dall’Acea. Era infatti dal 2013 che nessuno degli occupanti abusivi pagava l’elettricità, maturando un arretrato di ben 300.000 euro. (Tra l’altro, Premio “Giobbe 2019” alla pazientissima azienda energetica).

Orbene, prima "figuraccia": il cardinale si era impegnato a saldare le bollette a proprie spese, ma solo dal momento della sua incursione in poi, dimenticando (casualmente?) il debito di 300.000 euro. L’avete visto il saldo, poi?  Di certo non i colleghi de La Verità, che hanno invece svelato come la situazione amministrativa dell'edificio - poi scelto dalle Sardine per un summit programmatico - sia rimasta invariata. Nemmeno i giornalisti de Il Messaggero che aggiungono: «Nessuno ha pagato il maxi debito, ma soprattutto non è più possibile registrare i consumi elettrici mensili: il contatore, infatti, è stato blindato con una catena e ai tecnici di Acea viene impedito di visionare gli effettivi consumi».

Seconda "figuraccia" è stato il trionfo di degrado, rischio e delinquenza durante il rave illegale di Capodanno organizzato dagli abusivi nello stesso stabile.

Già all’epoca della bravata di Krajewsky varie voci si erano levate a denunciare come nel palazzo, al di là di ogni svenevolezza buonisteggiante, vigesse una situazione esplosiva di spaccio, mescita di alcolici senza licenza, condizioni sanitarie-limite, assoluta mancanza di presidi di sicurezza e così via. La prova se ne è avuta la notte del 31 come racconta, ancora, il Messaggero: “Risse, malori, proteste, minacce di denunce per truffa, residenti esasperati dal caos, con richieste di aiuto al 112 e al 118. È un fiume di rabbia, quello che scorre il giorno dopo il Capodanno abusivo a pagamento organizzato nel palazzo occupato di Spin Time con i ragazzi di Scomodo. È stata quindi ignorata, come era ampiamente prevedibile, la diffida del questore e si è dato vita ad uno degli appuntamenti illegali più grandi della Capitale”.

Pare siano stati quasi 5000 i partecipanti alla serata (tra cui moltissimi i minorenni) che dovrebbe aver raccolto intorno agli 80.000 euro, ovviamente senza uno straccio di scontrino, né di licenza per vendita di alcolici e di cibo.  

Alle 2 di notte c’è stata una rissa, alle 3 un’ambulanza portava via un giovane che si era ubriacato al punto da sentirsi male. Grazie a Dio, per pura fortuna, non ci è scappato il morto come spesso accade, purtroppo, ai rave party.

Grottesco come ci siano state persino delle truffe sulla vendita online di biglietti (per un evento così elegante) cosa che ha causato file lunghissime, gente calpestata, altra che scavalcava i cancelli e altra ancora che insultava gli organizzatori. Spaccio di droga, ovviamente, a livelli da “distribuzione Amazon” e musica a livelli pazzeschi, fino all’alba, che ha privato del diritto al sonno (a proposito di diritti) tutto il quartiere. (Il bello è che poi non si possono sparare i botti perché sennò i cagnolini si spaventano, ma la tortura della privazione del sonno sui cittadini, quella va bene).

Ecco, tutto questo, va ricordato, è stato possibile grazie allo zelante cardinale Krawjesky, elemosiniere di papa Bergoglio che dichiarava orgoglioso “Ho agito seguendo la legge di Dio, non quella degli uomini”. Ci permettiamo di dubitare circa il fatto che Dio volesse il prosperare della droga, dell’alcol, del degrado e della corruzione in un "Capodanno giovane, frocio, libero e ribelle", come definito orgogliosamente dagli organizzatori.  

Tra cannabis e clandestini siamo passati dalla dottrina sociale della Chiesa ... al centro sociale tout court.