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Il Sacro Monte della Madonna nera che però era bianca

Bruna sono io e pur leggiadra… recita il verso del Cantico dei Cantici all’origine dell’immagine della Madonna Nera riflessa nella statua venerata a Crea (Al). E il fatto che, dopo i restauri, si sia svelata bianca non ha condizionato la devozione: la Cappella della Madonna resta il cuore del Sacro Monte piemontese.

Il Sacro Monte di Crea

Bruna sono io e pur leggiadra… recita il verso del Cantico dei Cantici all’origine dell’immagine della Madonna Nera riflessa, un tempo, nella statua venerata a Crea (Alessandria). E il fatto che, dopo attenti restauri, si sia svelata bianca non ha condizionato la devozione nei suoi confronti: la Cappella della Madonna resta, comunque, il cuore del Sacro Monte della città piemontese.

Secondo la tradizione fu il vescovo Eusebio da Vercelli a fondare sull’altura di Cardalona intorno al 350, un primo oratorio dedicato alla Vergine, per consacrare alla divina Madre un territorio già occupato da divinità pagane. Sempre lui, una decina di anni più tardi, avrebbe portato dall’Oriente tre simulacri di Madonne Nere, lasciandone uno a Crea. Si tratta di una statua di piccole dimensioni: Maria che tiene in braccio il Suo Bambino è oggi ritenuta, più verosimilmente, un manufatto del XIII secolo.

Il santuario mariano, da sempre meta di pellegrinaggi, col limitrofo convento agostiniano, fu voluto dal re d’Italia Arduino all’inizio dell’ XI secolo. Col passare del tempo si ampliò e si arricchì grazie alla particolare cura riservatagli dalle diverse dinastie di Marchesi di Monferrato. Uno dei tesori artistici che vi si conserva è il ciclo di affreschi della cappella di Santa Margherita d’Antiochia, fatta erigere all’interno della chiesa tra il 1372 e il 1418. Negli anni Settanta del XV secolo Guglielmo VII Paleologo commissionò la decorazione a fresco a un pittore comunemente noto come Maestro di Crea, identificato, forse, nel casalese Francesco Spanzotti. Qualunque sia la sua identità egli realizzò la splendida immagine della Madonna con Bambino tra angeli e santi sulla parete centrale e la Passio di Santa Margherita sulle pareti laterali, imprimendo alle scene una particolare vivacità narrativa.

Fu sotto la dinastia dei Gonzaga che si concepì l’idea di costruire le cappelle del Sacro Monte, al fine di creare un percorso devozionale il cui culmine sarebbe stata la chiesa mariana. Era l’anno 1589. Delle quaranta cappelle dell’ambizioso progetto iniziale, fino alla fine del Seicento se ne edificarono diciotto. Oggi, dopo il restauro e la costruzione ex novo ottocentesca, se ne contano ventitrè che, ad eccezione delle prime due intitolate al martirio di Sant’Eusebio, sono tutte dedicate alla contemplazione dei misteri della vita di Maria. Una delle più spettacolari è il tempio rotondo, detto del Paradiso, dentro cui un gruppo di ben trecento figure sospese rappresentano la Santa Trinità che incorona Maria al centro tra angeli e santi. Trovandosi a circa 450 metri sul livello del mare, dalla terrazza circostante si ammira lo straordinario panorama collinare. Il Sacro Monte di Crea è immerso in un meraviglioso parco naturale la cui fitta vegetazione si compone di querce di Rovere, ippocastani, pini silvestri, faggi, cerri e arbusti tipici dell’arco alpino.

 

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