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Rwanda

Il Rwanda pronto a ospitare 30.000 emigranti africani

Il Rwanda offre accoglienza a 30.000 emigranti africani bloccati in Libia. Ma la vera soluzione è il loro rimpatrio assistito, proposto da UE e UA  in collaborazione con i paesi di origine degli emigranti

Migrazioni 21_12_2017

Il Rwanda è disposto a ospitare circa 30.000 africani che vivono in stato di schiavitù in Libia. Il ministro degli esteri Louise Mushikiwabo si è detta “inorridita dalle immagini della tragedia che si consuma in quel paese” e ha annunciato che il suo governo sta pensando a come accogliere gli emigranti prigionieri in Libia. “In considerazione della nostra filosofia politica e della nostra storia – ha detto il ministro – non possiamo rimanere inerti mentre degli esseri umani vengono maltrattati e venduti come bestiame”. Sembrerebbe una buona notizia, una proposta generosa, risolutiva. Tuttavia è molto improbabile che il Rwanda voglia e possa ospitare a proprie spese degli emigranti privi di mezzi di sostentamento, assicurare loro una sistemazione dignitosa e buone prospettive di integrazione. Non è neanche chiaro chi debba quindi provvedere al trasferimento e al mantenimento degli emigranti: se l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, in quanto emigranti economici, o l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, se il fatto di essere minacciati nella libertà e nella vita in Libia li ha resi tali, oppure l’Unione Africa, in qualità di supremo organismo continentale. L’iniziativa più sensata ed efficace, la via da seguire sembra essere piuttosto quella proposta durante il summit Unione Europea-Unione Africana di Abidjan: il ritorno degli emigranti illegali nei rispettivi paesi, assistiti e aiutati nel periodo di reinserimento nelle rispettive comunità.