• IN PURGATORIO CON DANTE/3

Il proemio e il guardiano Catone l’Uticense

Da subito il Purgatorio, regno della purificazione dal peccato, appare come la cantica della libertà. Dopo il proemio che apre la cantica, Dante e Virgilio incontrano il guardiano del Purgatorio, Catone l’Uticense, che appare come un vegliardo, solo, degno di riverenza e di ossequio, autorevole nello sguardo e nell’atteggiamento, illuminato dalle quattro stelle che in chiave simbolica rappresentano le virtù cardinali. Se Catone è illuminato da queste, significa che la sua persona ha raggiunto il vertice dell’umano prima dell’incarnazione di Cristo, Catone è l’uomo in cui si sono concretate tutte le massime virtù umane.

Dante applica una clamorosa deroga a Catone. Come sappiamo, i suicidi sono collocati all’Inferno nel settimo cerchio, nella selva oscura ove si trova anche Pier della Vigna. Catone rappresenta un caso unico. In vita aderiva alla filosofia stoica, secondo la quale il saggio doveva in qualsiasi modo procurare il bene per la collettività. Soltanto nel momento in cui non gli fosse più consentito favorire l’affermazione del Logos nel mondo, a causa della situazione politica e della mancanza di libertà, al saggio era consentito il suicidio.

In chiave storica il suo gesto può essere compreso in questa prospettiva. Nella puntata di oggi vedremo il proemio e la figura del guardiano del Purgatorio.

Dona Ora