• UDIENZE GENERALI

Il Papa ritorna sulla GMG: accoglienza, festa, missione

Questo mercoledì Papa Francesco ha proposto una riflessione sulla Giornata Mondiale della Gioventù e sul viaggio in Brasile. Accoglienza, festa e missione sono le tre parole chiave per comprendere quell'esperienza.

Francesco

Il 4 settembre il Papa ha ripreso le udienze generali. Ma, ha annunciato, le catechesi sulla fede ricominceranno la settimana prossima. Questo mercoledì Francesco ha proposto una riflessione sulla Giornata Mondiale della Gioventù e sul viaggio che lo ha portato in Brasile nello scorso mese di luglio. «È passato più di un mese – ha detto – ma ritengo che sia importante ritornare su questo evento, e la distanza di tempo permette di coglierne meglio il significato». Come fa spesso, il Pontefice ha riassunto il significato della GMG brasiliana in tre parole: accoglienza, festa, missione.

L'accoglienza è stata quella dei brasiliani, che hanno fatto sentire il loro calore al Papa e anche ai giovani venuti da tutto il mondo, anche se «il pellegrinaggio comporta sempre dei disagi». La capacità di accoglienza dei brasiliani, ha detto Francesco, non deriva solo dalla loro naturale bonomia. Ha un segreto: la devozione alla Madonna, venerata in Brasile con il titolo di Aparecida. «Nostra Signora Aparecida è molto importante per la storia della Chiesa in Brasile, ma anche per tutta l’America Latina», ha affermato il Pontefice, ricordando – come aveva fatto spesso nel suo viaggio – anche l’importanza dell’Assemblea generale dei vescovi dell’America Latina e dei Caraibi, che si tenne al santuario di Aparecida nel 2007 alla presenza di Benedetto XVI e il cui documento finale rappresenta una sorta di linea-guida per il pontificato di Francesco.

La seconda parola che descrive, secondo il Papa, quanto ha vissuto alla GMG è «festa». Certo, «la GMG è sempre una festa, perché quando una città si riempie di ragazzi e ragazze che girano per le strade con le bandiere di tutto il mondo, salutandosi, abbracciandosi, questa è una vera festa. È un segno per tutti, non solo per i credenti». Non c’è nulla di male in questa dimensione esteriore della festa: ma non è qui «la festa più grande». La vera festa della GMG «è la festa della fede, quando insieme si loda il Signore, si canta, si ascolta la Parola di Dio, si rimane in silenzio di adorazione: tutto questo è il culmine della GMG, è il vero scopo di questo grande pellegrinaggio, e lo si vive in modo particolare nella grande Veglia del sabato sera e nella Messa finale». Qui ogni dimensione meramente esteriore rivela il suo limite: la festa della fede «è possibile solo con il Signore! Senza l’amore di Dio non c’è vera festa per l’uomo!». E la «vera festa» ha anche una dimensione escatologica: è una festa che «inizia in questo mondo e non avrà fine».

Dunque «accoglienza, festa. Ma non può mancare un terzo elemento: missione». Questo era il tema scelto da Benedetto XVI per la GMG dell’Anno della fede: «Andate e fate discepoli tutti i popoli». Papa Francesco lo ha interpretato sottolineando una parola che è centrale nel suo Magistero: «Andate», cioè «uscite da voi stessi, da ogni chiusura per portare la luce e l’amore del Vangelo a tutti, fino alle estreme periferie dell’esistenza». Vale, ha detto il Papa, tra «i giovani che riempivano a perdita d’occhio la spiaggia di Copacabana» come valeva sulle rive del Lago di Galilea ai tempi del Vangelo. Ma andare per che cosa? Uscire a portare che cosa? «Solo con Cristo – ha ripetuto il Papa ai giovani in Brasile, e ha sottolineato ancora nell’udienza – noi possiamo portare il Vangelo».

Un «uscire» che non annunci Cristo gira a vuoto. «Senza di Lui non possiamo far nulla – ce lo ha detto Lui stesso (cfr Gv 15,5). Con Lui, invece, uniti a Lui, possiamo fare tanto. Anche un ragazzo, una ragazza, che agli occhi del mondo conta poco o niente, agli occhi di Dio è un apostolo del Regno, è una speranza per Dio!». I giovani non vanno sottovalutati: «Un cuore giovane, che accoglie l’amore di Cristo, si trasforma in speranza per gli altri, è una forza immensa!». I giovani «che hanno incontrato Cristo risorto a Rio de Janeiro» «non vanno a finire sui giornali, perché non compiono atti violenti, non fanno scandali, e dunque non fanno notizia. Ma, se rimangono uniti a Gesù, costruiscono il suo Regno, costruiscono fraternità, condivisione, opere di misericordia, sono una forza potente per rendere il mondo più giusto e più bello, per trasformarlo!»

Così, «l’esperienza della GMG ci ricorda la vera grande notizia della storia, la Buona Novella, anche se non appare nei giornali e nella televisione: siamo amati da Dio, che è nostro Padre e che ha inviato il suo Figlio Gesù per farsi vicino a ciascuno di noi e salvarci». Dall’accoglienza e dalla festa nasce così la missione.