• A TOKYO

Il Papa: “Proteggere ogni vita, anche se non è perfetta”

Molti gli incontri avuti da Francesco nel penultimo giorno del suo XXXII viaggio apostolico, dalle vittime del triplice disastro nipponico del 2011 all’imperatore Naruhito, fino al premier Abe. Davanti ai giovani ha chiesto di accogliere quanti cercano “rifugio nel vostro Paese”. Nell’omelia al Tokyo Dome ha quindi esortato alla compassione e a “ricevere la vita così come si presenta”.

Penultimo giorno per il papa in Giappone. Il lunedì del Santo Padre è iniziato al centro convegni di Bellesalle Hanzomon, dove ha incontrato le vittime del triplice disastro del 2011. L’11 marzo di quell’anno il terremoto di magnitudo 9 che colpì la costa settentrionale del Giappone innescò un violento tsunami e provocò un incidente nucleare nella centrale di Fukushima Dai-ichi. L’Agenzia nazionale di polizia stimò almeno 18.000 morti, mentre altri 3.600 persero la vita a causa delle conseguenze del disastro.

Nell’hotel di Tokyo, Francesco ha ascoltato le testimonianze di alcuni sopravvissuti a cui è seguito un momento di silenzio e di preghiera. Nel suo discorso, il pontefice non ha dimenticato le persone che a causa della catastrofe hanno perso tutto e si trovano ancora oggi a vivere in condizioni precarie e ha voluto lanciare un appello affinché non siano dimenticati e possano continuare a ricevere gli aiuti necessari. “Nessuno si ‘ricostruisce’ da solo, nessuno può ricominciare da solo”, ha detto Bergoglio, aggiungendo che è essenziale “trovare una mano amica, una mano fraterna, in grado di aiutare a risollevare non solo la città, ma anche lo sguardo e la speranza”.

Nel suo discorso, Francesco si è voluto soffermare sulle conseguenze che il disastro di Fukushima ha avuto anche nel tessuto sociale e ha rilanciato la richiesta dei vescovi giapponesi in favore dell’abolizione delle centrali nucleari. Un monito anche sui limiti del cosiddetto mito del progresso: “La nostra epoca è tentata di fare del progresso tecnologico la misura del progresso umano”, ma “questo paradigma tecnocratico di progresso e di sviluppo modella la vita delle persone e il funzionamento della società e, spesso, porta a un riduzionismo che tocca tutti gli ambiti delle nostre società”.

Successivamente, il papa si è recato in visita privata all’imperatore Naruhito, salito al trono lo scorso maggio. Al termine della visita, Francesco si è spostato nella Cattedrale di Santa Maria Immacolata. Nella chiesa ha avuto luogo l’incontro con i giovani che si è aperto con le testimonianze di tre partecipanti: un cattolico, un buddista e un migrante. Francesco ha apprezzato “la diversità culturale e religiosa” dei tre oratori e considerata il volto migliore del Giappone di oggi. Commentando le storie raccontate, il papa se l’è presa con il bullismo scolastico definendolo una “tragedia”. “Chi fa bullismo - ha affermato - è un pauroso, e la paura è sempre nemica del bene, per questo è nemica dell’amore e della pace” mentre “le grandi religioni insegnano tolleranza, insegnano armonia, insegnano misericordia; le religioni non insegnano paura, divisione e conflitto”.

Il papa ha indirizzato un appello alla condivisione, a non rifugiarsi nell’egoismo e nella vanità perché “per scoprire la nostra identità, la nostra bontà e la nostra bellezza interiore, non possiamo guardarci allo specchio”. “Hanno inventato tante cose, ma grazie a Dio non ci sono ancora i selfie dell’anima”, ha detto il pontefice utilizzando un’immagine d’impatto. Per essere felici bisogna andare incontro agli altri e in particolare ai più bisognosi. In questa categoria, Francesco attribuisce uno spazio speciale ai migranti: “Vi chiedo di stendere le braccia dell’amicizia e di accogliere quelli che vengono, spesso dopo grandi sofferenze, a cercare rifugio nel vostro Paese”, ha detto il pontefice nella parte finale del suo discorso.

Più tardi il Santo Padre ha celebrato la Messa al Tokyo Dome davanti a 50.000 fedeli, ai quali ha lanciato un messaggio contro il consumismo, che non può diventare il criterio con il quale decretare il valore di una persona. Questo, ha avvertito il pontefice, rischia di rendere gli uomini “impermeabili e insensibili alle cose importanti, spingendo il cuore a battere per le cose superflue o effimere”. L’omelia ha toccato anche il problema dell’impulso all’isolamento sociale che risulta particolarmente diffuso nella società nipponica. “Casa, scuola e comunità, destinate ad essere luoghi dove ognuno sostiene e aiuta gli altri, si stanno sempre più deteriorando a causa dell’eccesiva competizione nella ricerca del guadagno e dell’efficienza”. La soluzione sta nell’“aprire le nostre priorità a un orizzonte di senso più ampio e così a creare spazio per guardare nella sua stessa direzione” e preferire il ‘noi’ condiviso all’‘io’ isolato.

Francesco ha poi rivolto un invito alla comunità cristiana “a proteggere ogni vita e a testimoniare con sapienza e coraggio uno stile segnato dalla gratuità e dalla compassione, dalla generosità e dall’ascolto semplice, uno stile capace di abbracciare e di ricevere la vita così come si presenta”. In particolare, i cristiani devono sviluppare “una pedagogia capace di dare il benvenuto a tutto ciò che non è perfetto, a tutto quello che non è puro né distillato, ma non per questo è meno degno di amore. Forse che qualcuno per il fatto di essere disabile o fragile non è degno d’amore? [...] Qualcuno, per il fatto di essere straniero, di aver sbagliato, di essere malato o in una prigione, non è degno di amore? Così ha fatto Gesù: ha abbracciato il lebbroso, il cieco e il paralitico, ha abbracciato il fariseo e il peccatore. Ha abbracciato il ladro sulla croce e ha abbracciato e perdonato persino quelli che lo stavano mettendo in croce”.

L’ultimo appuntamento della giornata è stato l’incontro con il primo ministro Shinzo Abe e con i rappresentanti del corpo diplomatico, ai quali ha ribadito la convinzione che l’unica arma accettabile è il dialogo e la richiesta di affrontare la questione nucleare a livello multilaterale. Necessità di difendere il creato e promozione della cultura dell’incontro e della solidarietà, specialmente in vista dello svolgimento delle imminenti Olimpiadi, sono stati gli altri argomenti toccati da Francesco nel suo discorso indirizzato al capo del governo giapponese e alle altre autorità presenti nel grande salone del Kantei.