• INTERVISTA ALLA REUTERS

Il Papa esclude le dimissioni. E dà un colpo a Cordileone

In un’intervista alla Reuters, Francesco ha escluso categoricamente di volersi dimettere e ha smentito di avere un tumore. Ha detto di non aver abbandonato l’idea di andare a Mosca e Kiev. Ha condannato ancora una volta l’aborto, ma anche dato una risposta indiretta a mons. Cordileone che nega la Comunione all’abortista Nancy Pelosi.

Pochi giorni dopo l'intervista all'argentina Telam, Papa Francesco è tornato a dare un'intervista ad un'agenzia di stampa in cui ha parlato a ruota libera di Chiesa, attualità e del suo futuro. Alla Reuters, una delle più importanti agenzie del mondo, il Santo Padre ha escluso categoricamente di volersi dimettere ed ha smentito di avere un tumore. Il Concistoro per la creazione di nuovi cardinali, la riunione di tutti i porporati dopo tanti anni e la visita pastorale a L'Aquila dove si trova la tomba di Celestino V erano stati interpretati da più di qualcuno come segnali in vista di un eventuale passo indietro.

Non è la prima volta che Bergoglio fa capire che l'idea della rinuncia, pur non esclusa a priori, non è nella sua testa. Tra maggio e giugno il Santo Padre si è mostrato in più occasioni su una sedia a rotelle o è stato ritratto mentre veniva aiutato a camminare da monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura della Casa Pontificia.

Al giornalista Philip Pullella, il Papa ha confidato di aver subìto una "piccola frattura" quando il legamento del ginocchio destro era già infiammato e che però sta migliorando. Ma la sua salute non è stato l'unico argomento affrontato nell'intervista: Bergoglio, infatti, è ritornato sulla crisi ucraina ed ha fatto capire che ci potrebbe essere ancora una porta aperta all'eventualità di un suo doppio viaggio a Mosca e a Kiev. Resta convinto, infatti, che per raggiungere il traguardo della pace la strada da percorrere sia quella che conduce nella capitale russa. "La prima cosa - ha detto Francesco - è andare in Russia per cercare di aiutare in qualche modo, ma mi piacerebbe andare in entrambe le capitali". Parole che non sono piaciute alle autorità ucraine, con l'ambasciatore presso la Santa Sede Andrii Yurash che ha polemizzato, sostenendo che sia "ora di convincere il Santo Padre che non c'è speranza di ricevere un invito dalla Russia". Secondo il diplomatico, lo stesso contrario alla presenza di una donna russa al fianco di un’ucraina alla Via Crucis al Colosseo, la visita a Mosca "resterà un sogno".

Un altro dei passaggi importanti dell'intervista alla Reuters è stato quello dedicato alla recente decisione della Corte Suprema statunitense che ha ribaltato definitivamente quanto stabilito nel 1973 con la sentenza Roe vs Wade. Francesco ha detto di rispettare la decisione dei giudici ma di non avere informazioni sufficienti per parlarne da un punto di vista giuridico. Non un modo di eludere la questione aborto visto che il Papa, sempre nel corso dell'intervista, ha pronunciato una condanna ineludibile, tornando a paragonare l'interruzione di gravidanza all'"assunzione di un sicario" così come aveva fatto quattro anni fa durante una catechesi sul comandamento di non uccidere. "Chiedo - ha continuato Francesco - è legittimo, è giusto eliminare una vita umana per risolvere un problema?".

Il tema aborto è direttamente legato ad un altro dei temi caldi nella Chiesa, specialmente oltreoceano: quello dell'ammissione o meno alla Comunione dei politici pro-choice. Lo scorso maggio l’arcivescovo di San Francisco, Salvatore Cordileone, ha annunciato che nella sua diocesi verrà negata l'Eucarestia alla speaker della Camera, Nancy Pelosi, convinta sostenitrice dell'aborto e che ha avuto parole durissime per la sentenza della Corte Suprema Usa. Interpellato da Pullella, Bergoglio ha detto che "quando la Chiesa perde la sua natura pastorale, quando un vescovo perde la sua natura pastorale, crea un problema politico". Difficile non interpretarla proprio come una risposta a monsignor Cordileone che, nel motivare la sua decisione in una lettera ai fedeli dell'arcidiocesi, aveva spiegato che il divieto era "puramente pastorale, non politico".

Pelosi, che indiscrezioni vorrebbero prossima ambasciatrice americana a Roma se le elezioni di mid-term dovessero andare male per i dem, si è comunicata nella Basilica di San Pietro la scorsa settimana in occasione della solennità dei santi Pietro e Paolo. Occorre precisare che in quel momento il Pontefice non era presente: dopo l'omelia, la celebrazione eucaristica è stata presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re, ma la politica dem ha ricevuto la comunione da uno dei sacerdoti della Basilica. Pelosi e suo marito Paul hanno avuto modo di stringere la mano al Papa prima della Messa, in un angolo della Basilica.

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