a cura di Riccardo Cascioli
  • Global warming

Il latte in polvere per neonati produce CO2, va bandito

Se finora l’allattamento al seno è stato consigliato nell’interesse della salute delle madri e dei neonati, adesso sembra essere diventato un imperativo perché produrre latte artificiale, anche se biologico, danneggia gravemente l’ambiente. A dirlo sono i ricercatori dell’Imperial College di Londra. La maggior parte del latte per neonati, hanno scoperto, deriva da latte di mucca in polvere e le mucche emettono metano, un gas serra ancora più pericoloso del CO2. Inoltre occorre acqua riscaldata ad almeno 70° e questo comporta un consumo complessivo di energia pari alla ricarica di 200 milioni di smarthphone all’anno. Allattare al seno per sei mesi consente un risparmio di circa 95-153 chilogrammi di CO2 per bambino rispetto all’allattamento al seno: è come eliminare dalle strade – dicono i ricercatori britannici – tra le 50.000 e le 77.500 automobili ogni anno. La dottoressa Natalie Shenker che guida l’equipe di ricercatori che hanno condotto lo studio spiega che “la produzione di latte artificiale per neonati e bambini aggrava il danno ambientale e dovrebbe essere una questione di crescente preoccupazione globale”. Una precedente ricerca del 2009 aveva accertato che ogni anno finiscono nei rifiuti 550 milioni di confezioni di latte per neonati, composte da 86.000 tonnellate di metallo e 364.000 tonnellate di carta. Inoltre per renderne adeguato il valore nutrizionale, il latte di mucca in polvere deve essere integrato con additivi quali l’olio di palma, di colza e di girasole. Se anche  sono utili per lo sviluppo del bambino, innegabilmente la produzione di questi alimenti danneggia anch’essa l’ambiente.