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America Latina

I vescovi nicaraguensi monsignor Alvarez e monsignor Mora sono a Roma

Il presidente dittatore Ortega ne ha ordinato la scarcerazione e li ha esiliati insieme a 15 altri sacerdoti e a due seminaristi

Monsignor Rolando Alvarez, vescovo di Matagalpa e amministratore apostolico della diocesi di Estelì, monsignor Isidoro del Carmen Mora Ortega, vescovo di Siuna, due seminaristi e altri 15 sacerdoti sono stati scarcerati dal governo del Nicaragua ed esiliati. Tutti, salvo uno, sono arrivati a Roma nel pomeriggio del 15 gennaio, accolti dalla Santa Sede. Monsignor Alvarez era stato posto agli arresti domiciliari nell’agosto del 2022 e dal febbraio 2023 era in carcere dove per 339 giorni è stato recluso in una cella di massima sicurezza. Per reati contestati – traditore della patria, diffusione di notizie false, incitamento alla violenza, cospirazione e terrorismo – era condannato a 26 anni di carcere, privato della nazionalità nicaraguense, dei propri beni e di tutti i diritti civili. In alternativa al carcere gli era stata offerta la possibilità di lasciare il paese, ma monsignor Alvarez aveva rifiutato. Monsignor Mora era stato arrestato il 20 dicembre, di ritorno da La Cruz de Rio Grande dove aveva impartito la Cresima a 230 ragazzi della parrocchia di Santa Cruz. Il giorno precedente durante la messa, questa la sua colpa, aveva menzionato monsignor Alvarez nell’omelia dicendo ai fedeli che la Conferenza episcopale del Nicaragua continuava a pregare per lui. In Nicaragua, paese a grande maggioranza cattolico, da tempo sacerdoti e religiosi sono perseguitati. Il presidente dittatore Daniel Ortega motiva la persecuzione della Chiesa cattolica accusandola di complicità in un tentativo di golpe ordito secondo lui ordito dagli Stati Uniti. In realtà la Chiesa cattolica si oppone al regime e ne denuncia le violazioni dei diritti umani e la violenza. Dal 2018, anno della rivolta popolare non violenta in seguito alla quale il regime ha inasprito la repressione, più di 200 esponenti del clero sono stati esiliati, espulsi o costretti a lasciare il paese.