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Asia

I vescovi cattolici indiani contro discriminazioni e violenza

In un messaggio esortano le autorità ad abrogare le leggi che violano la libertà religiosa e i fedeli a vivere con perseveranza la fede

 

Sempre più allarmati per il numero crescente di episodi di violenza e intolleranza nei confronti dei cristiani in India, i vescovi cattolici al termine della loro Assemblea svoltasi nella prima metà di febbraio a Bengalore, la capitale dello stato del Karnataka, hanno lanciato un appello alle autorità del paese affinché abroghino le leggi che violano la libertà religiosa e facciano rispettare le norme costituzionali, in particolare l’articolo 25 della Costituzione che garantisce “uguale diritto alla libertà di coscienza e al diritto di professare, praticare e propagare liberamente la religione”. “Poiché molte persone innocenti vengono incarcerate sulla base di accuse infondate di conversioni religiose forzate – si legge nel messaggio diffuso dalla Conferenza dei vescovi cattolici indiani – chiediamo con forza l’abrogazione delle leggi incompatibili con la libertà religiosa e con il diritto alla privacy”. “Nell’India di oggi – prosegue il testo – assistiamo a un aumento delle disuguaglianze, al degrado ecologico, alla disinformazione, alla polarizzazione e all’ansia legata all’identità e all’appartenenza. Ogniqualvolta i diritti costituzionali vengano ingiustamente limitati, in particolare a danno dei poveri, degli emarginati, dei dalit e delle popolazioni tribali, è necessario difendere la tutela dei diritti fondamentali di ogni persona, indipendentemente da casta, credo o lingua”. “La vocazione della Chiesa – conclude il messaggio – è promuovere il dialogo, la riconciliazione e la fraternità. La fede cristiana ci ha sempre ispirati a percorrere la via del perdono ogni volta che siamo stati privati della dignità e dei diritti umani. Ci impegniamo in un dialogo interreligioso costante e nel coinvolgimento della società civile, in solidarietà con tutti coloro che subiscono ingiustizia o esclusione, lavorando insieme per la pace, l’armonia sociale e la tutela della dignità umana”. Infine i vescovi rivolgono ai cristiani indiani l’appello a perseverare “in una testimonianza pubblica matura, carica di speranza e credibile. Ogni volta che la nostra fede viene messa in discussione o il nostro stile di vita cristiano viene contrastato – ricordano – ci viene offerta un’occasione provvidenziale per approfondire il nostro rapporto con Cristo, che non manca mai di concederci la grazia necessaria per perseverare. Invece di tacere o ritirarci dalla nostra missione, siamo chiamati a vivere la nostra identità cristiana con coraggio e convinzione, affinché il profumo di Cristo pervada ogni ambito della società, ispirando speranza e promuovendo l’unità tra tutti i popoli”.