• BEATA EMMERICK

I personaggi del Vangelo

Anna Katharina Emmerick, la mistica bavarese morta nel 1824, immobilizzata nel suo letto di dolore vide in modo soprannaturale e continuato l’intera vita della Madonna e di Gesù. Ora, un recente volume delle edizioni Estrella de Oriente, Dramatis Personae, ha messo insieme le figure principali delle visioni della Emmerick, corredate dai disegni a matita di Tissot.

Se diciamo Anna Katharina Emmerick i lettori della Nuova Bussola Quotidiana sanno subito di chi stiamo parlando. La mistica bavarese, morta nel 1824, immobilizzata nel suo letto di dolore vide in modo soprannaturale e continuato l’intera vita della Madonna e di Gesù. Poiché sapeva esprimersi solo in dialetto dettava man mano quel che vedeva al letterato e poeta, famoso a quel tempo, Clemens Brentano.

Dopo essere stato al suo capezzale per sei anni, alla morte di lei il Brentano riordinò tutto quel che aveva appuntato e lo mise per iscritto in diversi volumi. Quel che ne risultò era così dettagliato che, anni dopo, due francescani si improvvisarono archeologi e trovarono la casa della Madonna a Efeso, ormai Turchia. Fossero stati scienziati non avrebbero dato certo peso alle descrizioni della veggente tedesca, ma non lo erano e la presero in parola. Seguendo l’itinerario da lei tracciato e la descrizione del luogo rinvennero quel che i cristiani del posto sapevano da sempre. O meglio, quel che si tramandavano da secoli e che chiamavano Meryem Ana Evi, la Casa di Maria.

Ora, un recente volume delle edizioni Estrella de Oriente, Dramatis Personae (pp. 194, €. 21) ha messo insieme le figure principali delle visioni della Emmerick, corredate dai disegni a matita che il pittore James J. Tissot (1836-1902) ricavò dall’opera della veggente. Andiamo con gli esempi. Giuda. Secondo la visioni era nato ad Ascalon da una ballerina che lo aveva avuto da un comandante militare di Damasco. Poiché era frutto del peccato, sua madre, che era ebrea e conosceva bene la storia di Mosè, lo mise in una cesta che affidò al fiume. Il neonato fu trovato da una ricca coppia di Keriot (o Iscariot) senza figli. Ora, poiché ho scritto un intero romanzo su Giuda (Il mio nome è Giuda), so per certo che il nome esatto della località è Keriot (era, perché non c’è più). Ma Brentano scrisse Iscariot. Può essere che la pronuncia aramaica abbia tratto in inganno la Emmerick. O può essere che il suo esprimersi in dialetto abbia ingannato il Brentano, che magari credette opportuno correggere a modo suo quel che sentiva dalla veggente.

Ma torniamo a Giuda. I genitori adottivi lo fecero studiare ma poi, quando scoprirono che si era impegolato in una frode, lo cacciarono. Andò a stare con la madre naturale, che nel frattempo si era sposata. Qualcuno però si incaricò di riferire al patrigno i trascorsi di quel giovine che si era messo in casa e Giuda finì cacciato di nuovo, con l’aggiunta di una maledizione. «Era di media altezza e di bell’aspetto, con in capelli di un nero profondo e la barba un po’ rossiccia». Sempre ordinato ed elegante, aveva sui venticinque anni quando incontrò Gesù. «Gesù lo guardò con amabilità ma con indescrivibile tristezza». Quando i discepoli furono mandati a evangelizzare le contrade provvisti del dono delle guarigioni, il solo a non riuscire a guarire nessuno fu lui. E ora l’altro Giuda, Taddeo. Quando il re di Edessa, Abgar, mandò una delegazione perché voleva conoscere Gesù, quest’ultimo dettò proprio a Taddeo la lettera di risposta. La lettera di Gesù ad Abgar è confermata da una lunga tradizione.

Secondo un’altra tradizione, che non confligge con questa, Abgar avrebbe espresso il desiderio di incontrare Gesù, ma questi si limitò a passarsi sulla faccia un fazzoletto che consegnò all’emissario. Sul panno si era impresso miracolosamente il volto di Gesù e pare sia questo il Volto Santo che si venera a Manoppello in quel di Chieti. Taddeo eseguì l’incombenza, poi si diresse verso la Persia, dove morì martire (la testa spaccata da un colpo di ascia) come gli altri Apostoli. Proseguendo col libro apprendiamo che Giacomo il Minore e Bartolomeo erano esseni prima di entrare nello staff di Gesù. E poi: Andrea era calvo, Pietro aveva cinque anni più di Gesù, Giovanni morì (unico) nel suo letto ma alla sua morte successe qualcosa di meraviglioso… Che scoprirete leggendo il libro.

 

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