Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Federico di Utrecht a cura di Ermes Dovico
Svipop
a cura di Riccardo Cascioli
Infanzia

I bambini del Burkina Faso vittime del jihad

Mezzo milione di studenti sono a casa perché il 13 per cento delle scuole sono state chiuse e migliaia di bambini e adolescenti sono stati reclutati dai gruppi armati e combattono

Svipop 16_01_2022

Nonostante la presenza nella regione di caschi blu e di unità militari internazionali, i jihadisti affiliati ad al Qaida e all’Isis continuano a imperversare nei paesi del Sahel e in altri paesi africani. Uno degli stati più colpiti è il Burkina Faso dove le incursioni e gli attacchi alla popolazione civile iniziati nel 2015 sono andati intensificandosi a partire dal 2018 nel nord, dove i jihadisti controllano estese aree. In 14 delle 45 province del paese è stato dichiarato lo stato d’emergenza. Testimonianze di civili e forze dell’ordine denunciano un crescente impiego di bambini soldato da parte dei jihadisti. Uno degli attacchi più gravi verificatosi nel 2021, quello al villaggio di Solhan, il 4 giugno, ha provocato più di 130 morti. A compierlo sono stati in gran parte dei ragazzini di età compresa tra 12 e 14 anni. Raggiunto il villaggio, hanno aperto il fuoco sulla popolazione e ne hanno incendiato le abitazioni dandosi poi al saccheggio. Il reclutamento di bambini e adolescenti da parte di gruppi armati ne viola gravemente i diritti. Ma i diritti dei minori sono violati anche in altri modi. Sono minori infatti il 61,5 per cento degli sfollati, che sono circa 1,5 milioni. Inoltre l’insicurezza ha costretto alla chiusura 3.280 scuole, vale a dire il 13 per cento circa delle strutture scolastiche del paese. Secondo stime governative, 511.221 minori in età scolastica non hanno modo di andare a scuola. Il 7 gennaio il presidente Roch Marc Christian Kaboré si è rivolto alla nazione dicendo di aver incaricato il governo di ripulire le aree infestate dai gruppi terroristici. Ha inoltre sottolineato l’importanza di realizzare la riconciliazione nazionale e di intensificare la lotta all’impunità e alla corruzione. Il cammino sembra tuttavia lungo e arduo. Il 12 gennaio le autorità del paese hanno annunciato l’arresto di otto militari di alto grado che stavano preparando un colpo di stato.