Ha vinto il Leone della tribù di Giuda
La malvagità è stata vinta dalla sapienza, il Signore Gesù ha regnato dal legno della croce, operando la nostra salvezza. L’agnello è stato ucciso, ma il leone ha vinto. Buona Pasqua a tutti i lettori della Bussola, con un testo tratto da In resurrectione Domini (Sermone primo, Sugli insulti dei Giudei, 1, 2, 9), di san Bernardo.
«Ha vinto il Leone della tribù di Giuda» (Ap 5, 12). È chiaro che la malvagità è stata vinta dalla sapienza, quella che si estende da un’estremità all’altra del mondo e dispone tutto con potenza e soavità, con potenza a mio favore, con soavità per riguardo a me. Ha vinto le bestemmie dei Giudei al patibolo, ha legato nel palazzo l’uomo forte armato, e ha trionfato sullo stesso impero della morte. Dove sono, o Giudeo, i tuoi insulti? Dove sono, o diavolo, i tuoi strumenti di schiavitù, dov’è, o morte, la tua vittoria? Il calunniatore è stato gettato nella confusione, il rapinatore è stato spogliato. «Un nuovo genere di potenza» (inno Hostis Herodes impie). Finora vittoriosa, la morte si stupisce.
E che farai tu, o Giudeo, che ieri, davanti alla croce, scuotevi il tuo capo sacrilego? Perché ti agitavi a insultare il sacro capo di Cristo uomo? «Cristo, dicevi, re d’Israele, discenda dalla croce» (Mc 15, 32). O lingua velenosa, o parola malvagia, o discorso iniquo! Non è questo, o Caifa, quello che dicevi poco fa: «È meglio che un uomo solo muoia per il popolo piuttosto che perisca tutta la nazione» (Gv 15, 50). Ma in questo, siccome non era una bugia, non parlavi in proprio, non lo dicevi da te. «Se è il re d’Israele, scenda dalla croce» (Mt 27, 42) Questo è certamente tuo, o piuttosto di colui che è stato bugiardo fin dall’inizio.
Quale potrebbe essere la conseguenza, se è un re, di una sua discesa, quando piuttosto si dovrebbe parlare di un’ascesa? Così non ti sei ricordato, o serpente antico, di come eri confuso quando hai detto: «Gettati giù» e «Tutto questo ti darò se prostrandoti mi adorerai»? (Mt 4, 6.9). Così, o Giudeo, ti è sfuggito ciò che avevi udito, e cioè che il Signore ha regnato dal legno, al punto che arrivi a negare come re colui che rimane sul legno? Ma forse non l’hai mai sentito, perché non era ai Giudei, ma alle nazioni che questo annuncio era destinato: «Dite alle nazioni che il Signore regna dal legno» (Sal 95, 10, Vulg.). […]
Ma dicono: «Ha salvato altri, e non può salvare se stesso» (Mt 27, 42). E però, se scendesse non salverebbe nessuno. Dato che non può essere salvo se non chi avrà perseverato sino alla fine, avrebbe fatto di meno il Salvatore? Dunque, fa salvi altri, dato che, essendo Lui la salvezza, non ha bisogno di essere salvato. Opera la nostra salvezza, e non sopporta che manchi la coda al sacrificio vespertino di una vittima di salvezza [riferimento a Es 29,22 e Lv 3,9, ad indicare la totalità del sacrificio della vittima, ndr]. Sa, o malvagio, quello che tu pensi. Non ti darà l’occasione di sottrarci la perseveranza, che sola riceve la corona. Non farà zittire la lingua dei predicatori, che consolano i pusillanimi e dicono ai singoli: “Tu non abbandonare il tuo posto”, cosa che accadrebbe se potessero rispondere che Cristo ha abbandonato il suo. […]
«Ha vinto il Leone della tribù di Giuda» (Ap 5, 12). L’agnello è stato ucciso, ma il leone ha vinto. «Il leone ha ruggito, chi non tremerà?» (Am 3,8). «Il leone, dico, è il più forte degli animali, che non si spaventa davanti a nessuno» (Pr 30, 30), e questo è il Leone della tribù di Giuda. Si spaventino quelli che lo hanno rifiutato, che hanno detto: «Non abbiamo un re se non Cesare» (Gv 19, 15). Si spaventino quelli che hanno detto: «Non vogliamo che costui regni su di noi» (Lc 19, 14). Ma ritorna, dopo aver ricevuto il regno, e «punirà senza pietà quei malfattori» (Mt 21, 41). Volete sapere perché ritorna dopo aver ricevuto il regno? «Mi è stato dato, disse, ogni potere in cielo e in terra» (Mt 28, 18). Ma il Padre nel salmo dice: «Chiedi a me, e ti darò le genti per tua eredità, e per tuo dominio i confini della terra. Li reggerai con scettro di ferro, e li stritolerai come vaso di vasaio» (Sal 2, 8-9). Il leone è certamente forte, ma non crudele; la sua indignazione è severa, e intollerabile è l’ira della colomba. Ma il Leone ruggirà per i suoi, non contro i suoi. Siano altri a spaventarsi; la tribù di Giuda invece esulti.

