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Green pass ritardato, ma colpisce i soliti noti

Senza che ne sia stata spiegata la ragione il Governo ha spostato al 5 agosto l'avvio del green pass obbligatorio per accedere a luoghi ed eventi. Si salvano - per ora - i trasporti, ad essere colpiti sono i soliti: bar, ristoranti, piscine e palestre. E lo stato d'emergenza è prorogato di altri 5 mesi.

Il presidente del Consiglio Draghi

Se venisse indetto un concorso per scoprire i criteri seguiti dal Governo nelle decisioni prese ieri probabilmente non vincerebbe nessuno. Non esiste infatti alcuna evidenza scientifica che giustifichi i divieti introdotti nel nuovo decreto legge varato dal Consiglio dei Ministri e si fa davvero fatica a individuare una direttrice di marcia coerente con l’obiettivo dichiarato di arginare la variante delta del virus.

Il terrorismo mediatico seminato per giorni e giorni dai principali telegiornali e quotidiani cartacei e online è stato in parte smentito dai fatti. Il green pass non partirà lunedì e non riguarderà i trasporti. Gli italiani che hanno acquistato biglietti aerei o di treni o traghetti e non sono vaccinati potranno partire tranquillamente. Però il famigerato certificato verde dal 5 agosto sarà indispensabile a chi ha più di 12 anni per accedere a bar e ristoranti, ma solo se si mangia e beve al chiuso seduti al tavolo. Senza quel documento non ci si potrà allenare in palestra e non sarà possibile frequentare cinema, teatri, musei, stadi e palazzetti per eventi sportivi o concerti. Per averlo basterà una sola dose o il tampone negativo.

Ma perché proprio dal 5 agosto e non dal primo agosto o dopo ferragosto? C’è una logica? Nessuno l’ha spiegato. E appare incomprensibile il perché, pur in assenza di evidenze scientifiche sui luoghi del contagio, ci si accanisca sempre e soltanto con i soliti noti, cioè ristoratori, baristi, gestori di palestre e piscine e, soprattutto titolari di discoteche. Le cronache ci regalano ogni settimana notizie di feste private in ville e perfino per strada, con assembramenti incontrollati e ingestibili, mentre le discoteche, che resteranno ancora chiuse per disposizioni del Governo, potrebbero selezionare le persone e contingentare gli ingressi e dunque far divertire in sicurezza i ragazzi. Infine, ma non ci sono ancora conferme, sarebbe inquietante se il green pass diventasse obbligatorio per partecipare a concorsi pubblici, che in ogni caso hanno un carattere di estemporaneità, poiché normalmente i candidati affrontano una prova scritta di un giorno e si presentano all’orale in base a convocazioni scaglionate nell’arco della giornata. Quindi rischi minimi, ma un’ipoteca pesante sul piano delle limitazioni di libertà.

Nessuna decisione è stata presa per i trasporti, e questo è un bene, così come sull’eventuale obbligo vaccinale per gli insegnanti. Ma tutto lascia supporre che già la prossima settimana ci saranno novità anche su questi aspetti. Il Governo corre in maniera folle verso la blindatura del Paese nonostante il forte incremento di contagi non si traduca minimamente in ospedalizzazioni e decessi. Il Covid circola ma depotenziato e privo di effetti sulla salute dei cittadini, mentre le chiusure sono rovinose per interi settori economici che, già stremati da un anno e mezzo di perdite, rischiano davvero il tracollo. E i nodi verranno al pettine in autunno, con altri licenziamenti di massa e fermi produttivi devastanti per decine di migliaia di famiglie.

Anche se il pass varrà dal 5 agosto, il decreto dovrebbe entrare in vigore già da oggi per evitare che con i parametri attualmente in vigore alcune regioni passino in giallo. Il limite tra la zona bianca e la zona gialla sarà stabilito dalla percentuale di occupazione dei posti letto disponibili, sia nei reparti ordinari che in quelli di terapia intensiva, che si aggiunge al criterio dell'incidenza che resta fissato in 50 casi ogni 100 mila abitanti. L'indicazione della cabina di regia è fissare il limite al 10% per le terapie intensive e al 15% per i reparti ordinari.

Anche chi ha il green pass ma entra in contatto con un positivo dovrà fare la quarantena, ma il governo pensa di prescriverne una ridotta. Se, però, il vaccinato dovesse ricontagiarsi, verrebbe trattato esattamente come il non vaccinato, in termini di isolamento e necessità di verificare costantemente con i tamponi l’andamento del contagio.

Ciliegina sulla torta: stato di emergenza prorogato fino al 31 dicembre 2021, quindi per altri 5 mesi, con maggiori poteri al Governo, prolungato ridimensionamento delle Camere e segnali di precarietà e debolezza che il nostro Paese lancia ai mercati esteri. E nel frattempo il commissario straordinario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Figliuolo, chiede ai governatori di fornirgli entro il 20 agosto i nominativi dei docenti non ancora vaccinati. Sembra lo stesso spartito del governo precedente, imperniato sull’inseguimento al virus senza una strategia di prevenzione adeguata e che possa consentire di far ripartire in sicurezza le attività scolastiche, sociali, produttive. E’ l’eterno vizio dei governanti italiani di scaricare sui cittadini le responsabilità delle loro inefficienze e della mancanza di una politica di contrasto alla pandemia fondata sull’utilizzo di cure, di medicinali, di assistenza domiciliare, e sul potenziamento dei servizi di trasporto pubblico, principale luogo di contagio e diffusione del virus.

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