• DOPO L'EMERGENZA

Grazie alle Ong riprende il business dei clandestini

Mentre Malta e Grecia respingono i barconi, l’Italia ha iniziato nuovamente a spalancare porti e portafoglio per accogliere immigrati clandestini e chiunque paghi criminali per partire. Dall’inizio dell’anno sono giunti in Italia 6.184 clandestini (l'anno scorso con Salvini e senza lockdown erano 2.386). L’incremento delle partenze e la presenza al largo delle navi cosiddette “umanitarie” lascia aperti molti dubbi sul coordinamento tra Ong e trafficanti.

Il 20 giugno sono sbarcati a Pozzalo i 67 immigrati clandestini raccolti davanti alla Libia dalla nave Jonio della Mediterranea Saving Humans e il giorno successivo a Porto Empedocle sono stati trasferiti per la quarantena sul traghetto Moby Zaza (che costa al contribuente oltre un milione di euro al mese solo per l’affitto della nave) i 211 clandestini raccolti sempre davanti alle coste libiche dalla Sea Watch 3 della omonima Ong.

La nave della capitana Carola Rackete, ha recentemente cambiato bandiera e dopo aver abbandonato quella dell’Olanda (le cui autorità ne contestava le attività a favore dell’immigrazione illegale) batte ora una bandiera tedesca probabilmente più accomodante.

Il grande “circo” delle Ong sembra aver ripreso in grande stile la sua “tournèe estiva”, ormai un classico nei mari antistanti le coste meridionali italiane. Mentre Malta e Grecia ormai respingono barconi e gommoni verso le coste di provenienza, l’Italia è rimasta l’unico grande paese esposto alle rotte migratorie illegali a spalancare porti e portafoglio per accogliere immigrati clandestini e in ogni caso chiunque paghi criminali per raggiungere il territorio nazionale.

In più il governo Conte incoraggia nuovi flussi parlando ormai quotidianamente di abrogare i Decreti Sicurezza voluti l’anno scorso dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, di fatto già da tempo totalmente ignorati e inapplicati: non solo le navi delle Ong vengono fatte approdare in Italia senza esitazioni ma persino le diarie assicurate alle lobby dell’accoglienza sono già stati da tempo ritoccate al rialzo rispetto ai tagli apportati da Salvini.   

Con il business dei soccorsi e dell’accoglienza in pieno rilancio (alla faccia delle difficoltà economiche in cui versa l’Italia post Covid-19) le navi delle ong di fronte alla Libia sono destinate ad aumentare. È in arrivo anche la Ocean Viking della Ong Sos Mediterranee, tornata in mare ieri dopo tre mesi di interruzione legati alla crisi sanitaria e si sta già dirigendo verso le acque libiche, come ha reso noto l’agenzia France Presse che ha un suo inviato a bordo. 

Restano in fermo amministrativo a Palermo dal 5 maggio scorso la nave Alan Kurdi, della tedesca Sea-Eye, che aveva continuato il soccorso in mare durante il periodo del contenimento da Covid, e la Aita Mari, della ong spagnola Proyecto Maydayterraneo. Gli equipaggi di entrambi le navi erano stati sottoposti a quarantena dopo il rientro dalle operazioni di soccorso, ma entro fine mese anche queste due potrebbero riprendere il mare.

Con 3/5 navi delle Ong pronte a raccogliere clandestini si sono già intensificate le partenze di gommoni e barconi dalle ciste libiche e con essi, come è sempre accaduto, aumenteranno gli incidenti, i naufragi e i morti in mare. Solo il 18 giugno la Guardia Costiera libica ha salvato e riportato in Libia 328 clandestini su barconi diretti verso le navi delle ONG e l’incremento delle partenze in concomitanza con la presenza al largo delle navi cosiddette “umanitarie” lascia aperti molti dubbi circa il coordinamento tra le Ong e i trafficanti.

«Le navi delle Ong stanno facendo i taxi del Mediterraneo. È necessario che lo Stato e l'Europa ci aiutino a sostenere il peso dell'accoglienza perché tutti i migranti, sia quelli sbarcati a Lampedusa che quelli soccorsi in acque internazionali, passano da Porto Empedocle. Abbiamo bisogno di aiuto», ha detto ieri all'Adnkronos il sindaco della cittadina dell'Agrigentino, la pentastellata Ida Carmina.

La politica dei porti spalancati e dell’accoglienza per i clandestini sta facendo aumentare la pressione migratoria illegale anche lungo i confini tra Friuli e Slovenia e lungo le coste ioniche della Calabria dove i migranti giungono a bordo di velieri direttamente dalla Turchia.

Un veliero battente bandiera ucraina con 22 persone a bordo è sbarcato la notte di domenica nel porto di Santa Maria di Leuca, nel Leccese. L'imbarcazione è stata avvistata e scortata dalla Guardia di Finanza. I clandestini, tutti uomini con una bimba iraniana di 11 anni, sono stati accompagnati nel Centro di prima accoglienza "Don Tonino Bello" di Otranto mentre lo scafista, un 38enne georgiano, è stato arrestato. 

Il 21 giugno a Crotone erano invece sbarcati in 43 pachistani, iraniani e iracheni fra cui sette bambini piccoli, da un veliero, avvistato a poche decine di miglia dalla costa crotonese, da una motovedetta della Guardia di Finanza. I migranti illegali sono stati posti in quarantena e due moldavi, presunti scafisti dell'imbarcazione, sono stati arrestati. 

Inutile stupirsi quindi se dall’inizio dell’anno sono giunti in Italia al 21 giugno 6.184 clandestini, oltre mille arrivati dall’inizio del mese, tra i quali le nazionalità più numerose sono Bangladesh e Tunisia. Per intenderci nello stesso periodo del 2019, con Salvini al Viminale, ne erano sbarcati appena 2.386.