Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Luigi Maria Grignion di Montfort a cura di Ermes Dovico
Spiritualità

Gli scritti del Montfort, un tesoro di fede

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L’amore dell’Eterna Sapienza, il Trattato della vera devozione a Maria, Il segreto di Maria, Il segreto ammirabile del Santo Rosario, la Lettera agli amici della Croce e i Cantici: una panoramica su alcune delle opere principali di san Luigi Maria Grignion de Montfort.

Ecclesia 28_04_2026

San Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716), di cui oggi ricorre la memoria liturgica, è spesso ricordato per il suo famoso Trattato della vera devozione a Maria: opera sicuramente importante per comprendere il pensiero teologico del grande missionario bretone, che pure non si esaurisce certo con il Trattato ma è sviluppato in tanti altri suoi scritti. Cerchiamo, allora, di fare una panoramica.

Nel 1703, vide la luce la prima opera teologica del Montfort: L’amore dell’Eterna Sapienza. Un’opera in cui è spiegata la vita cristiana come ricerca e unione con Gesù. Tra i vari “strumenti” per realizzare l’incontro con la Sapienza, l’autore privilegia la devozione alla Vergine Maria: è lei a purificare il cuore umano, rendendolo degno della Sapienza. Il testo si apre con una sorta di richiesta di perdono, che è allo stesso tempo una preghiera per poter scrivere del tema oggetto dell’opera: «O divina Sapienza, regina del cielo e della terra! Umilmente prostrato dinanzi a te, chiedo perdono se oso parlare delle tue grandezze, mentre sono così ignorante e peccatore. Ti prego, non guardare alle tenebre del mio spirito né all'impurità della mia bocca. (...) Tu sei tanto bella e dolce. Tu mi hai preservato da tanti mali e colmato di tanti beni. Eppure sei tanto sconosciuta e disprezzata! E come posso io tacere? Non solo la giustizia e la riconoscenza, ma il mio interesse mi spingono a parlare di te, anche se balbettando». In queste righe troviamo tutta l’umiltà dell’autore nell’accostarsi a un tema così alto, profondo e anche sconosciuto. Le pagine che scrive il Montfort sono assai interessanti principalmente per due aspetti: l’originalità del tema; poi, perché l’autore spiega al lettore come la Sapienza riesca ad “entrare” nel mondo e come guidi l’uomo verso il bene.

«Anima predestinata, ecco un segreto che l’Altissimo mi ha rivelato e che non ho potuto trovare in alcun libro antico o moderno. Te lo confido con l’aiuto dello Spirito Santo, a queste condizioni: lo comunicherai soltanto alle persone meritevoli per orazioni, elemosine, mortificazioni, persecuzioni, zelo per la salvezza delle anime e distacco da ogni cosa; te ne servirai per diventare santa e spirituale: questo segreto, infatti, si sviluppa in proporzione dell’uso che se ne fa. Sii molto attenta a non startene senza far niente, inoperosa, perché il segreto si trasformerebbe in veleno e sarebbe la tua condanna; - ringrazierai Dio ogni giorno della tua vita, perché ti ha fatto una grazia insegnandoti un segreto che non meritavi di conoscere. Solo nella misura con la quale te ne servirai nelle azioni ordinarie potrai valutarne il pregio e l’eccellenza». Con queste parole comincia uno degli scritti più interessanti del Montfort, Il segreto di Maria, una lettera spirituale scritta verso il 1712, indirizzata molto probabilmente alla direttrice di un ospedale di Nantes. Questo testo, meno conosciuto sicuramente del Trattato, potrebbe considerarsi un sunto del Trattato stesso. Pubblicato per la prima volta solo nel 1868, è stato tradotto in ben quaranta lingue e ha conosciuto più di 400 edizioni. Il titolo, Il segreto di Maria, non è quello dato dal Montfort, vista anche la pubblicazione posteriore alla morte, ma richiama comunque il senso delle pagine scritte. In queste, il santo francese, attraverso dei percorsi esegetici tra Sacra Scrittura e Tradizione, ma soprattutto grazie alle biografie dei santi, mette in evidenza il ruolo  materno di Maria. Nel testo, si parla dell’azione dello Spirito Santo, che opera in lei e attraverso di lei. Diviene allora fondamentale affidarsi completamente a lei, come un figlio appena nato fa con la madre: solo così la Santa Vergine può operare nella vita del fedele. Diviene una sorta di cooperazione con la Vergine: l’uomo deve accoglierla nel cuore per poter corrispondere alla grazia.

E sempre di segreto si parla per un altro testo mariano del Montfort, Il segreto ammirabile del Santo Rosario, molto apprezzato dalla mariologia tanto da essere citato da san Giovanni Paolo II nella lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae: un testo definito, nel documento del papa polacco, «prezioso». Ed è proprio così. Pagine di altissima teologia ma che, grazie a uno stile diretto e che raggiunge vette poetiche, riesce ad entrare nel cuore di tutti. Il Rosario e la sua importanza per procedere nel cammino di perfezione: non poteva che essere così. Montfort vede in questa preghiera la possibilità non solo di contemplare i misteri di Cristo in relazione alla Vergine Maria, ma anche la possibilità di progredire nella strada per la santificazione. Dobbiamo ricordare che lo stesso santo francese faceva parte del terz’ordine domenicano e ha sempre predicato nelle sue molteplici missioni la preghiera del Santo Rosario. E dai domenicani fu autorizzato a costituire, laddove predicava, le confraternite del Rosario. Proprio per questo suo carisma, propose cinque metodi o sussidi pratici per recitare la preghiera mariana per eccellenza, oltre a commentare il Padre nostro e l’Ave Maria. A questi commenti, si aggiungono anche le meditazioni sui misteri della vita di Gesù e Maria. Ma non solo: ci sono, poi, i racconti di conversioni, i prodigi e i miracoli, ottenuti grazie alla recita di questa preziosa preghiera alla Madre di Dio. Racconti che interessano anche intere nazioni. Montfort scrive: «E così ad opera della preghiera di Domenico, a me carissimo, e della potenza di questo Salterio, i paesi dominati dall’eresia si sottomisero alla Chiesa. In virtù di questo Salterio si elargivano abbondanti elemosine, si costruivano, si edificavano ospedali, si conduceva una vita onesta e casta, si compivano meraviglie. Fiorivano pure una esimia santità e il disprezzo del mondo, l’onore della Chiesa, la giustizia dei governanti, la pace dei cittadini, l’onestà delle comunità e delle famiglie». Questi, fra tanti, i prodigi del Santo Rosario.

Val la pena almeno accennare ad altre due perle della teologia del santo. La prima, la Lettera agli amici della Croce (1714), redatta durante un ritiro spirituale e indirizzata all’associazione Amici della Croce, fondata da lui stesso a Saint-Similien nel 1708: una meditazione profonda sul senso della Croce per ogni cristiano. La seconda perla, la serie di Cantici: 164 poesie (per un totale di 23.000 versi) che si trasformavano, all’epoca, in canto su musica di alcune arie popolari. Era questo un modo assai moderno per poter fare evangelizzazione: un dato che rende questi Cantici un vero e proprio tesoro di teologia in versi. In uno di questi Cantici, il numero 22, è possibile trovare quella che potrebbe considerarsi un’autobiografia “breve” del santo: «Ho scelto: me ne vado per il mondo. / Son divenuto un vagabondo / per annunciare ai poveri il Vangelo».



IL SANTO

Montfort, in una lettera il programma per la santità

28_04_2023 Ermes Dovico

Nella Lettera agli abitanti di Montbernage, san Luigi Maria di Montfort racchiude in nuce la sua dottrina spirituale. Centrali la devozione a Maria come via perfetta per amare Gesù, il Rosario quotidiano, la riparazione dei peccati, il riposo festivo, la fiducia nella Provvidenza. Tutto per Dio e la salvezza delle anime.

FEDE E MUSICA

Il Montfort e il canto religioso popolare

31_01_2023 Massimo Scapin

Il grande missionario bretone, noto per i suoi ispiratissimi scritti sulla Madonna, è pure autore di un canzoniere di oltre 23.000 versi, 163 cantici a rima alternata, composti per far cantare il popolo. Perché il buon canto dà gloria a Dio, è terribile per il mondo e per il diavolo, apre il cuore allo Spirito Santo.

ARMA SPIRITUALE

Il segreto del Rosario, spiegato dal Montfort

27_05_2022 Ermes Dovico

In uno dei suoi ispiratissimi scritti, san Luigi Maria di Montfort confuta gli orgogliosi che screditano il Santo Rosario, la cui nobiltà discende direttamente dalla SS. Trinità. Se recitato devotamente, meditandone i misteri, fa vincere le tentazioni, converte i cuori e «ci rende conformi a Gesù», attirando ogni tipo di grazia.

AD IESUM PER MARIAM

La consacrazione del Montfort, per affrontare questi tempi

28_04_2020 Ermes Dovico

San Luigi, nel “Trattato”, propone la consacrazione per le mani di Maria quale via diretta per unirsi a Gesù. Il fedele rende così la Vergine «depositaria» dei propri meriti. È un cammino pensato per tutti, religiosi e laici, e quantomai necessario in quest’epoca di intensa battaglia spirituale: gli «ultimi tempi», li chiama Montfort, in cui la Madonna appare «terribile contro il demonio e i suoi seguaci».