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Gillette: il meglio di un uomo?

Il nuovo spot della Gillette, 20 milioni di visualizzazioni solo su Youtube, abbandona il claim “Il meglio di un uomo” per abbracciare un’idea di maschio poco virile e molto femminile. Lo spot è iniquo perché associa condotte oggettivamente riprovevoli – il bullismo e lo sfruttamento sessuale delle donne – con altre che invece appartengono lecitamente al mondo maschile: mostrare i muscoli, sentirsi cacciatore nei confronti delle donne, etc.

La Gilette invece vorrebbe gli uomini più femmine: capaci di mostrare i propri sentimenti, disposti a farsi difendere dalle donne, arrendevoli, piagnucolosi, etc. Insomma, “Gillette, il peggio di un uomo”. A breve per farsi la barba gli uomini dovranno usare le strisce depilanti. Inoltre secondo la Gillette solo i maschi-femmine e non i maschi-maschi sono capaci di prestare soccorso ai più indifesi. Migliaia di uomini offesi dallo spot hanno scritto alla Gillette chiedendo di sospenderlo.

Lo psicoterapeuta Alberto Pellai su Famiglia cristiana condivide il contenuto dello spot: “Ecco, io penso che non è più tempo di ‘Veri uomini’. Forse è arrivato il tempo di essere, e quindi diventare ‘uomini veri’”. Ma in realtà, per rispondere a Pellai, solo se sei un vero uomo puoi diventare un uomo vero. Per il maschio la sua umanità risplende appieno solo se davvero virile.

https://www.youtube.com/watch?v=koPmuEyP3a0

http://m.famigliacristiana.it/articolo/pellai-sullo-spot-gillette-uomo-vero-o-vero-uomo.htm