• APERITIVO LETTERARIO/10

Foscolo e la nostalgia della fede perduta

Foscolo non è un personaggio granitico e coerente. La coerenza, come ben sottolinea l’etimo del termine (dal latino cum e haereo, cioè «rimanere attaccato a»), non è un valore assoluto, ma relativo, ovvero la coerenza è positiva solo nel momento in cui si rimane attaccati ad un valore positivo. Pensiamo ad una persona che si stia indirizzando verso un burrone. Se fosse coerente con se stesso, finirebbe nel precipizio. Solo nel caso in cui si sia incontrata la verità, la coerenza diventa un valore. Sono parole, queste, che probabilmente scandalizzeranno molti, in una società come quella di oggi in cui la coerenza è additata come criterio per giudicare della grandezza di un uomo. Crediamo, invece, che la statura di una persona risieda nella capacità di mettere in discussione le proprie posizioni umane, politiche e culturali nel momento in cui mostrino la loro fallacia. In questo senso Foscolo è incoerente, perché cambia giudizio sulla realtà, sui personaggi storici, sulla politica, nel momento in cui l’evidenza dei fatti gli mostri il contrario di quanto abbia pensato.

Lo vediamo nel giudizio su Napoleone per il quale Foscolo scrive prima un’ode celebrativa. Poi, invece, lo denigra nella terza edizione dell’Ortis associandolo alla figura del principe di Machiavelli. Il progetto napoleonico è fallito e ha denunciato l’ambizione assolutistica del generale, i suoi finti propositi libertari che hanno pavoneggiato ideali e proclami di libertà per il raggiungimento del potere. Per questo Napoleone, come Foscolo scriverà più tardi nell’Ortis, è un leone dalla mente volpina, chiara allusione al principe di Machiavelli. 

 Un’altra esemplificazione dell’atteggiamento di Foscolo di fronte all’ideologia è il giudizio che esprime riguardo all’Editto di Saint Cloud. In un primo tempo l’Editto napoleonico (1804), che prevedeva la collocazione dei sepolcri fuori della cinta muraria senza iscrizione funeraria sulla tomba, viene accolto con favore da Foscolo, perché considerato di ispirazione libertaria e igienico-sanitaria. Nel confronto con l’amico Ippolito Pindemonte, che sta componendo al riguardo il componimento I cimiteri, Foscolo comprende che l’Editto si dimentica delle persone (sia del defunto che dei cari che visitano la tomba) in nome di principi astratti egualitari. L’Editto è, in poche parole, improntato all’ideologia ed è iniquo perchè «impone […] i sepolcri/ fuor de’ guardi pietosi, e il nome a’ morti/ contende», a detta di Foscolo. Oltre a violare «la corrispondenza d’amorosi sensi» non permette il giusto tributo ai grandi della patria, a quelle «urne de’ forti» che accendono «a egregie cose il forte animo». Nascerà, così, il carme I sepolcri.

Dal punto di vista affettivo la vita di Foscolo è caratterizzata da un’instabilità sentimentale, evidente qualora si accompagni lo studio della sua biografia con la lettura delle tante epistole inviate alle donne amate, da cui emergono una profonda sensibilità e un’accentuata propensione a vivere il rapporto affettivo come assoluto e totale. All’assolutizzazione del sentimento corrisponde una repentina dissoluzione del rapporto, come se l’idolatria della donna rivelasse in breve tempo l’inconsistenza della illusione dell’amore/idolo. Così, gli affetti principali della vita di Foscolo possono essere considerati la madre Diamantina Spathis e la figlia Floriana negli ultimi anni del soggiorno londinese.

Anche dal punto di vista lavorativo emerge un’instabilità analoga a quella affettiva. Foscolo fu poeta, giornalista, professore universitario, romanziere, finanche soldato. Potremmo, forse a ragione, affermare che anche in quest’ambito gli mancò un luogo cui appartenere. Quest’aspirazione all’appartenenza ad una patria, ad un popolo, ad un ideale per cui dare tutto rimarrà aspetto caratteristico dell’uomo Foscolo.

La sua ansia religiosa è espressione del desiderio e dell’aspirazione a trovare la vera patria, quella che mai perderemo. Sarà evidente nella lettura dell’Ortis. Formatosi una solida cultura classica e illuministica, Foscolo palesa nelle lettere e nelle opere una costante nostalgia della fede perduta. È l’argomento di questo aperitivo letterario.

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