• LA VOCE DEL FAMILY DAY

Fase 2, Gandolfini: «Il Governo ha dimenticato le famiglie»

L’esecutivo sta pensando a una Fase 2 per i lavoratori senza considerare contemporanee misure per gli studenti. «In Italia ci sono 12 milioni di famiglie con 8,4 milioni di figli a carico in età scolastica: se le scuole restano chiuse, chi terrà i minori?», chiede il leader del Family Day, Gandolfini. Che propone misure su assegni familiari, congedi parentali e salute dei bambini. Il Governo agirà?

Manifattura, costruzioni, attività commerciali, studi professionali. La lista delle imprese che dopo il 4 maggio riaccenderanno il motore è ancora tutta da definire ma ancora più incertezza c’è per quanto riguarda il prossimo futuro dei genitori. Perché, con i nonni in isolamento e le scuole chiuse, la domanda viene spontanea: se i genitori torneranno al lavoro con chi staranno i figli?

In due mesi di lockdown, l’interrogativo non sembra essere balenato nelle menti dei super-esperti che animano le task force nominate dal governo Conte e che dovrebbero mettere a punto le soluzioni per la ripartenza. Insomma, la famiglia, questa sconosciuta. Anche il Ministero dell’Istruzione non ha mai fatto cenno alle difficoltà e agli impedimenti che sarebbero scaturiti con la chiusura definitiva degli istituti fino al termine dell’anno scolastico.

Con l’approssimarsi dell’allentamento delle misure di contenimento e la riapertura di fabbriche e uffici, l’incubo ha iniziato a prendere forma nella testa dei genitori, che rischiano di dover scegliere tra la cassa integrazione e l’eventualità di lasciare buona parte dello stipendio a una babysitter che copra il loro turno di almeno 8 ore. Senza contare il fatto che in molti hanno speso tutti i giorni di ferie in questo periodo per aiutare le aziende in cui lavorano.

Valutazioni di buonsenso che però nessuno aveva ancora affrontato con la debita attenzione. A destare le istituzioni preposte alla ripartenza ci ha pensato il popolo del Family Day con un video-appello (in poche ore diventato virale sui social) del suo leader Massimo Gandolfini, che ha lanciato una serie di proposte per conciliare lavoro e famiglia, riportando i diritti dell’infanzia al centro del dibattito. “Non può esistere una Fase 2 per i lavoratori e, come ha dichiarato il presidente dell’ISS Brusaferro, una Fase 2 per alunni e studenti in un secondo momento: le due cose vanno insieme o non vanno da nessuna parte”, ha detto il numero uno del movimento di piazza. “Il Governo - continua Gandolfini - ha nominato 15 task force con 450 consulenti speciali: nessuna si occupa nello specifico di coordinare le varie misure in chiave familiare. Come si fa a non capire che il lavoratore che potrà tornare al lavoro e l’alunno la cui scuola elementare resta chiusa altri non sono che il genitore e il figlio di una stessa famiglia?”.

Secondo Gandolfini, “il Governo non sta minimamente guardando alla crisi sociale causata dall’epidemia in ottica familiare. In Italia ci sono 12 milioni di famiglie con 8,4 milioni di figli a carico in età scolastica: se le scuole restano chiuse, chi terrà i minori? Non si può dire ai genitori di tornare a lavorare senza alternative, né ai nonni - i soggetti più a rischio contagio - di occuparsene”.

Le proposte indicate all’esecutivo dal Family Day sono tese a consentire il lavoro dei genitori, a stipendio pieno, senza abbandonare i figli per strada: assegno di 200 euro mensili per ogni figlio di 0-15 anni, indipendenti dal reddito, per le spese causate dalla chiusura delle scuole (babysitting, dotazioni tecnologiche per didattica a distanza, intrattenimento estivo, etc.); estendere fino a fine anno scolastico la possibilità di fruire del congedo parentale straordinario con indennità all’80% della retribuzione dei genitori (e affidatari) costretti a non lavorare per accudire a casa i minori fino a 12 anni; inserire in forma stabile nella task force del MIUR per la riapertura i rappresentanti dei genitori.

Infine, Gandolfini accende i riflettori anche sulla salute dei bambini e il loro diritto di poter fruire di spazi aperti, soleggiati e salubri. Per questo chiede di consentire l’accesso ai parchi con precedenza per le famiglie con bambini, che hanno più bisogno psicofisico di muoversi all’aria aperta.

In altre parole, il Family Day chiede al governo di assumere una prospettiva familiare sulla ripartenza, ma risposte concrete al momento non se ne intravedono. Tuttavia, l’appello ha avuto il merito di aver aperto un dibattito considerato marginale fino a questo momento. Non a caso il video di Gandolfini è stato rilanciato anche dai profili social della presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

La risposta del ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, non si è fatta attendere: “Dobbiamo evitare che accada lo scenario-incubo di tante famiglie: i genitori che vanno a lavorare e non sanno dove lasciare i figli, con uno dei due che poi è costretto a stare a casa”. Il ministro ha poi detto che auspica di far approvare: “Da una parte estendere i congedi parentali divisi tra le mamme e i papà, poi io ho proposto il voucher babysitter già nel primo decreto ed ora l'assegno per i figli”. “Il tema grande da strutturare - ha proseguito la Bonetti - è quello di una rete di servizi a sostegno delle famiglie, con la possibilità di riattivare quelle esperienze educative che creino delle attività ludiche, ricreative e di custodia per i figli. Specie per i mesi di giugno, luglio e agosto”.

Nel frattempo, il Governo, su indicazione della task force guidata da Vittorio Colao, ha fatto sapere che “il prossimo step mobiliterà tra i 2,7 e i 2,8 milioni di italiani”. Le spalle delle famiglie non potranno reggere tutto il peso di questa ripartenza. In questi dieci giorni, agli esperti non basterà ripetere di stare a casa e mettere le mascherine. Forse, però, sarà la volta buona che i vertici dello Stato comprenderanno il valore e il ruolo insostituibile svolto dall’istituto familiare, unico vero ammortizzatore sociale del nostro Paese e base antropologica del nostro vivere comune.