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I VESCOVI CONTRO TRUDEAU

Eutanasia in Canada, la legge che uccide speranza e libertà

In Canada, la nuova legge sull'eutanasia (Bill C-7) non richiede più che la morte naturale di una persona sia ragionevolmente prevedibile per accedere all'assistenza medica nel morire (MAID). E vieta l'obiezione di coscienza ai medici. I vescovi cattolici canadesi hanno diffuso una lettera aperta a tutti i fedeli, per denunciare la tragica decisione del Parlamento. 

Vita e bioetica 12_04_2021
Legge eutanasia

Dal 17 marzo 2021, quando la nuova riforma della legge sull'eutanasia del Canada (Bill C-7) ha ricevuto il 'Royal Assent', il placet finale, la legge non richiede più che la morte naturale di una persona sia ragionevolmente prevedibile per accedere all'assistenza medica nel morire (MAID). I vescovi cattolici, dopo l'entrata in vigore della legge, lo scorso 8 aprile hanno diffuso una lettera aperta a tutti i fedeli per denunciare la tragica decisione del Parlamento, i pericoli insisti nelle nuove norme ed invitarli a contattare ogni parlmentare perchè si modifichino le norme appena approvate.

Il 24 febbraio 2020, il Governo federale aveva presentato il disegno di legge C-7, in risposta a una storica sentenza della Corte Superiore del Quebec del 2019 nella quale si era stabilito che limitare il suicidio assistito solo alle persone con una morte "ragionevolmente prevedibile" fosse una violazione dei diritti umani. La nuova legge amplia quella del 2016 sull'assistenza medica alla morte per includere coloro la cui morte non è "ragionevolmente prevedibile", consente la rinuncia al consenso finale e vieta l'obiezione di coscienza dei medici. Mercoledì 17 marzo 2021, il Senato del Canada ha accettato i pareri del Governo sugli emendamenti e ha approvato definitivamente la legge C-7. Dopo il passaggio del disegno di legge in tarda serata al Senato, il Governatore Generale in carica e il Capo della Corte Suprema hanno firmato il disegno di legge C-7, da qualche giorno la nuova legge sull'eutanasia è dunque efficace in tutto il Paese.

Una 'tabella informativa' del Governo Canadese spiega bene alcuni aspetti delle modifiche terrificanti introdotte. Fino ad ora si poteva accedere all'eutanasia  se la persona si trovava in una grave ed irrimediabile condizione medica o la sua condizione faceva prevedere una morte naturale ragionevolmente breve. Ora si può ancora chiedere l'eutanasia se si è in gravi ed irrimediabili condizioni mediche ma, dal 2023, si aggiungeranno anche le persone che soffrono di un disagio mentale. In ogni caso, non è necessario che coloro che facciano richiesta di eutanasia, si trovino in una condizione di gravità tale da farne prevedere ragionevolmente la morte. Certo per accedere a questa 'cura caritatevole finale' che il Governo canadese provvederà ai propri cittadini sarà necesario: avere diritto all'assicurazione sanitaria finanziata dal governo in Canada; avere 18 anni o più e avere capacità decisionale;  avere una condizione grave e irrimediabile; aver fatto una richiesta di MAID che non sia il risultato di pressioni esterne; dare il consenso informato a ricevere la MAID dopo aver ricevuto tutte le informazioni necessarie per prendere questa decisione, compresa una diagnosi medica, le forme di trattamento disponibili e le opzioni per alleviare la sofferenza (comprese le cure palliative).

Per essere in una "condizione medica grave e irrimediabile", una persona deve: soffrire di una grave malattia o disabilità (esclusa una malattia mentale fino al 17 marzo 2023);  trovarsi  in uno stato avanzato di declino fisico o mentale che non può essere invertito; sperimentare sofferenze fisiche o mentali insopportabili a causa di una malattia, un'infermità, una disabilità o uno stato di declino o depressione che non possono essere alleviate con cure che la persona consideri accettabili. Capite bene che già da ora, ancor più dal 2023, tutti i cittadini canadesi possono in ogni circostanza chiedere ed ottenere l'eutanasia. I vescovi cattolici del Paese, passato il Triduo pasquale, lo scorso 8 aprile hanno espresso la propria proccupatissima e contrarissima posizione per le decisioni prese da Governo e maggioranza (liberale) del Parlamento, chiedendo a tutti i fedeli (la lettera è stata letta nelle chiese ieri e distribuita a tutti i fedeli cattolici) di pregare e di contattare i propri parlamentari eletti perchè si oppongano (attraverso proposte abrogative) alla nuova legge. 

I vescovi si sono opposti a lungo all'eutanasia e ad altre forme di suicidio assistito, ha scritto, a nome di tutti i vescovi,  l'arcivescovo Richard Gagnon di Winnipeg nella sua lettera ai cattolici, "la nostra posizione rimane inequivocabile. L'eutanasia e il suicidio assistito costituiscono l'uccisione deliberata della vita umana in violazione dei Comandamenti di Dio... erodono la nostra comune dignità non riuscendo a vedere, ad accettare e ad accompagnare coloro che soffrono e muoiono... minano il dovere fondamentale che abbiamo di prenderci cura dei membri più deboli e vulnerabili della società... La vita umana deve essere protetta dal concepimento alla morte naturale, in tutte le fasi e in tutte le condizioni".

I vescovi cattolici lamentano anche la mancanza di protezione e rispetto del diritto umano alla libertà di coscienza ed obiezione di coscienza nel testo della nuova legge. Il disegno di legge C-7 non include protezioni di coscienza per i professionisti medici che non vogliono partecipare o fornire i medicinali per il suicidio assistito. Scrivono ancora i vescovi : "Troviamo  inaccettabile che i professionisti sanitari che si oppongono all'eutanasia e al suicidio assistito possano essere costretti a partecipare ad atti che la loro coscienza trova moralmente sbagliati. L'uccisione diretta di una persona non può mai essere considerata un dovere. Allo stesso modo, siamo categoricamente contrari a permettere che l'eutanasia e il suicidio assistito abbiano luogo in istituzioni (Ospedali od Hospice) che siano ispirati o gestiti da cattolici".

Sotto questo aspetto, ovvero la esplicita abolizione dell'obiezione di coscienza per personale sanitario e istituzioni , il Canada del Liberale Trudeau ha superato, in questa rincorsa alla folle istituzionalizzazione del diritto alla morte, persino Belgio ed Olanda. Dai prossimi giorni, settimane e mesi, vedremo i frutti di questa chiamata all'azione dei cattolici canadesi, per certo i pastori non si fermeranno davanti al Governo di Trudeau, tanto liberale dal liberalizzare l'omicidio compassionevole ed eugenetico. Il “trionfo della compassione”, così i promotori della 'morte con dignità' del Canada hanno definito il voto e l'entrata in vigore delle nuove norme, è l'ultima tappa per un paese che già permette l'aborto senza alcun limite. In Canada si ammazzano nascenti, morenti e disagiati, tornando così ai regimi del secolo scorso ed ai loro olocausti.