• L'EDITORIALE

Europa, se ci sei batti un colpo

Il cardinale Bagnasco richiama le responsabilità dell'Ue nel condividere la gestione della crisi libica, l'ondata migratoria e le sue conseguenze sugli equilibri interni del nostro Paese.



Il presidente dei vescovi italiani, in un’intervista al Giornale ha risposto a una domanda sulla crisi libica e sulle conseguenze per l’Italia con queste parole: «Quando i diritti delle persone vengono conculcati, prima o poi il popolo trova la strada per ritrovare la sua libertà. Quel che dà a pensare in questo caso è l’enorme tributo di sangue. Ma proprio questo chiama in causa, a maggior ragione, la politica internazionale perché stia attenta e non si distragga dietro questioni secondarie. La drammaticità del Medio Oriente e della regione nordafricana è un appello a tutto l’Occidente e, nel caso della Libia, al nostro Paese per la vicinanza geografica. L’ondata migratoria va collocata dentro quest’assunzione di responsabilità. Quindi bisognerà vigilare perché non abbia un impatto devastante sui fragili equilibri interni, e all’ospitalità doverosa faccia da contrappeso la necessaria legalità. L’Italia è la porta dell’Europa e l’Europa deve essere presente in modo adeguato, tempestivo ed efficace».

L’Europa, ha detto il cardinale, deve esserci in modo adeguato, tempestivo ed efficace. Sapete invece che fino ad oggi i Paesi nostri confratelli nell’Unione, hanno offerto soldi ma non la disponibilità a condividere concretamente il peso dell’eventuale migrazione, ospitando rifugiati. Che strana questa europa, così distante, a volte, dallo spirito dei suoi grandi fondatori cristiani. Abbiamo un supergoverno centrale dell’economia e della finanza europea, un esercito di burocrati ed esperti, parametri, leggi e leggine da rispettare. Abbiamo persino istituzioni di garanzia europee alle quali ci si può appellare, che emettono sentenze sulla vita di casa nostra, come nel caso del divieto di esporre il crocifisso nelle scuole.

Ma di fronte a un problema come quello esploso in Nord Africa, e alla possibilità che un’ondata migratoria imprevista raggiunga le nostre coste, ecco che l’Europa gioca a scaricabarile. Gli altri Paesi si rammaricano, stanziano dei fondi per aiutarci, ma per carità, che non si pensi di distruibuire concretamente le presenze degli immigrati. Il cardinale, con realismo e senza indulgere in alcun modo alla demagogia e al politicamente corretto, chiede accoglienza ma al tempo stesso vigilanza perché l’ondata – se ci sarà nelle temute dimensioni – non abbia «un impatto devastante» sugli equilibri interni già «fragili» del nostro Paese. Chiede doverosa ospitalità e insieme attenzione alla legalità. L’Europa, se c’è, dovrebbe battere un colpo.

Dona Ora