• VENERABILE

Enrique Shaw, un imprenditore al servizio di Cristo

«L’imprenditore cattolico deve essere capace di distaccarsi dalla paura di perdere i beni nei quali confida per avere sicurezza economica e confidando in Dio, e con prudente ottimismo, assumersi qualche rischio, soprattutto se si tratta di sviluppare ricchezze naturali o di creare nuove e autentiche fonti di lavoro che possano contribuire al bene comune». Ritratto di Enrique Shaw, dichiarato venerabile da Papa Francesco. Un esempio di Dottrina sociale incarnata. 

«Beata è la nostra patria perché in essa un cristiano può arrivare a diventar Santo. Beatitudine è una parola che vuole dire felicità e con questo significato l'ha spiegato nostro signore Gesù Cristo nel discorso della montagna. Felici siamo allora noi, gli argentini, che possiamo compiere tutte e ognuna di queste beatitudini. C'è molto di buono da fare nel nostro paese anche se a volte non sembra. È alla nostra portata e nelle nostre possibilità far trionfare il cristianesimo e per questo dobbiamo fare tutto quello che è in nostro possesso in un modo o in un altro. Se usiamo bene tutti i mezzi esistenti a nostra disposizione, siamo più forti di quello che pensiamo. Agiamo! Le Sacre Scritture dicono che i santi giudicheranno la terra».

Queste parole furono pronunciate da Enrique Shaw, l'imprenditore argentino nato a Parigi il 26 febbraio del 1921 è morto Buenos Aires il 27 agosto del 1962. Sabato 24 aprile, Papa Francesco ha approvato il decreto delle sue virtù eroiche dichiarandolo venerabile. A proposito di questo riconoscimento, monsignor Santiago Olivera, delegato per le cause dei santi della conferenza episcopale argentina e attuale vescovo castrense, ha sottolineato la felice coincidenza della data, dato che la causa fu iniziata nell’Arcidiocesi di Buenos Aires «e tanto in quella, quanto nella diocesi di Cagliari oggi 24 di Aprile si celebra la madre di Dio sotto l'invocazione di Bonaria» (lettera del 24 aprile del 2021).

In questo contesto di gioia ha aggiunto: «Vorrei chiedervi anche di continuare con la preghiera e che si studierà a partire da ora a Roma un presunto miracolo attribuito all' intercessione del venerabile Enrique Shaw».

Fedele laico e padre di famiglia come sottolinea lo stesso decreto di riconoscimento delle sue virtù eroiche e potremmo aggiungere servitore della patria nell'armata argentina nell’esercito argentino e imprenditore esemplare come direttore delle cristallerie Rigolleau.

Come afferma Sara Shaw De Critto in Vivendo con allegria: testimoni e breve biografia di Enrique Shaw suo padre era un entusiasta di Dottrina sociale della Chiesa. Organizzò una libreria per diffondere libri e considerava che la sua conversione si dovesse alla lettura di un libro sulla DSC.

E aggiunge: «Anche se morì prima dell'inizio del Concilio Vaticano II ne ebbe una visione da precursore, specialmente riferita all'apostolato dei laici».

«In questo scenario imprenditoriale apparve e vedemmo in lui qualcuno che poteva rendere effettiva la Dottrina sociale della Chiesa - ha testimoniato padre Pedro Richards –. Ciò che le settimane sociali avevano introdotto, aveva bisogno di incarnatori. In questo clima appare Enrique. E aggiunse: «La sua figura, il suo aperto cattolicesimo, il suo coraggio nell'essere portavoce di una soluzione cattolica nella relazione tra -il capitale e il lavoro, erano tratti per i quali la Chiesa gridava in mezzo ai tumulti rivoluzionari».

In questa breve nota ci interessa sottolineare l'impegno di Enrique ella diffusione della Dottrina Sociale della Chiesa, segnalare la sua applicazione allo studio della messa in pratica del magistero sociale nella vita imprenditoriale. Come ricorda Sara, sua figlia maggiore, suo padre aveva un grande interesse che nascesse un giornale cattolico per l’evangelizzazione attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Nel 1954 cominciò a contribuire a sostenere il giornale cattolico Il Pueblo diffuso nel paese e l'unico cattolico nel circuito nazionale”. Il pueblo fu fondato da padre Federico Grote, sacerdote e religioso redentorista tedesco nel 1901. Il giornale aveva problemi a coprire le spese, Enrique allora comprese l'importanza di questo mezzo di comunicazione e aiutò a sostenerlo dal 1954 al 1956.

Sara, inoltre, aggiunge che suo padre, con un gruppo di amici prese il controllo della editoriale Haynes che era sul punto di chiudere i battenti nel 1957. Questa impresa era stata proprietaria di 8 mezzi di comunicazione, tra questi Radio El Mundo e anche del giornale El Mundo, che aveva una tiratura di 300.000 copie.

Shaw affermò: «L’imprenditore cattolico deve essere capace di distaccarsi dalla paura di perdere i beni nei quali confida per avere sicurezza economica e confidando in Dio e, con prudente ottimismo, assumersi qualche rischio, soprattutto se si tratta di sviluppare ricchezze naturali o di creare nuove e autentiche fonti di lavoro o quelle forme d'impresa, come il giornalismo, ad esempio, che anche se rischiose e improduttive, possono contribuire al bene comune».

Enrique Shaw lasciò scritto che «bisogna essere nei problemi temporali, ma non restare prigionieri dei problemi temporali».

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