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È la politica del governo a favorire i contagi

Ulteriori restrizioni sui Green pass e la proposta di lockdown solo per i non vaccinati. Si inasprisce sempre più la guerra dichiarata dal governo e dalle Regioni a chi non si vaccina. Ma i numeri e le ricerche ci dicono che ad essere più pericolosa è la circolazione libera di chi si è vaccinato e non viene più controllato.

Non dovevamo certo aspettare oggi per rendercene conto, ma appare sempre più evidente che la nostra classe politica ha dichiarato guerra al popolo. Come altro definire la richiesta, prima sussurrata e ora gridata, di misure sempre più punitive nei confronti di chi non si vaccina? Misure che inevitabilmente si allargheranno anche a coloro che, dopo aver fatto le prime due dosi di vaccino, rifiutano la terza.

I governatori delle Regioni, che vedono avvicinarsi lo spettro dei colori che sanciscono aperture e chiusure sul proprio territorio, chiedono con forza al governo che in caso di cambiamento di colore scatti il lockdown solo per i non vaccinati. Misura che per oggi il governo vede improponibile, ma ormai abbiamo capito che si comincia con il parlarne, qualcuno lo chiede e qualcun altro frena, poi bastano poche settimane e diventa realtà. D’altra parte il governo, ormai lanciatissimo sulla terza dose del vaccino, parte all’attacco del Green pass: l’idea è riportare a nove mesi la libera circolazione per chi è vaccinato e ridurre a 24 ore la validità del tampone rapido. Poi c’è anche chi – come il consulente del governo Walter Ricciardi – reputa necessario eliminare del tutto il tampone come possibilità per ottenere il Green pass. E quando si comincia a parlarne....

Come solito, quando si tratta di colpire la libertà dei cittadini, non c’è né destra né sinistra, anzi pare esserci una gara a chi è più severo con i non vaccinati. E se c’è qualche resistenza – in questo caso vedi i leader della Lega Salvini e dei 5Stelle Conte – dura dalla sera alla mattina e viene spazzata via con facilità, visto che anche nei loro partiti soffia forte il vento dell’autoritarismo. La giustificazione è sempre la stessa: se il virus circola la colpa è di chi non è ancora vaccinato. È la semplificazione venduta da politici e media, che serve a dirottare su una fascia di popolazione l’eventuale rabbia popolare se del virus non ci si libera come era stato promesso.

La realtà è invece ben più complessa e i numeri dicono ben altro quanto a cause della diffusione del contagio. E ora c’è anche uno studio pubblicato nei giorni scorsi da The Lancet (Community transmission and viral load kinetics of the Sars-Cov-2 delta variant in vaccinated and unvaccinated individuals in the UK: a prospective, longitudinal, cohort study), che conferma autorevolmente ciò che già l’osservazione empirica suggeriva. Mettendo a confronto la possibilità di contagio da variante delta tra vaccinati e non vaccinati nel Regno Unito, la conclusione è che sebbene la vaccinazione riduca la possibilità di infezione da variante delta, nei vaccinati contagiati la carica virale è simile a quella dei contagiati non vaccinati. Vale a dire che i vaccinati che si contagiano possono trasmettere l’infezione nell’ambiente familiare, anche ad altri vaccinati, allo stesso modo dei non vaccinati.

Non è dunque scatenando la caccia a chi non si fa il vaccino che si ferma il contagio ed è mistificatorio continuare a parlare di persone immunizzate: il vaccino anti-Covid non immunizza e non garantisce nulla. Semmai è proprio l’attuale gestione tutta politica dei Green pass che facilita i contagi. Alla luce di quanto sopra infatti, i vaccinati con Green pass, che hanno piena libertà di circolazione malgrado possano essere contagiati, sono molto più pericolosi di quanti, non essendo vaccinati, sono costretti a effettuare regolarmente il tampone e sono quindi continuamente controllati.

Non solo, la validità del Green pass per i vaccinati non ha alcuna relazione con la situazione sanitaria, ma solo con il calendario delle vaccinazioni decise dal governo. Lo scorso agosto la validità del Green pass per i vaccinati era stata portata da nove a dodici mesi, malgrado fosse già chiaro che l’efficacia del vaccino calava drasticamente già dopo 5-6 mesi dall’inoculazione. L’unico motivo per l’estensione del permesso era legata al fatto che sarebbero scaduti milioni di lasciapassare prima di raggiungere l’obiettivo della massima vaccinazione con due dosi. Ma così facendo milioni di cittadini con due dosi godono attualmente della libera circolazione pur senza avere una vera copertura.

Ora invece che il governo ha deciso di concentrarsi sulla terza dose, verrà di nuovo accorciata la validità del lasciapassare per i vaccinati, e si può stare certi che si useranno tutte le forme di ricatto possibili per costringere la popolazione a questa ulteriore inoculazione, in attesa della quarta e della quinta già programmate per il 2022.
Dai non vaccinati la guerra si estenderà rapidamente ai vaccinati con sole due dosi, oltre che ai bambini che già sono nel mirino.

Chi pensava davvero che bastasse un vaccino per tornare alla normalità è servito. C’è solo da vedere quante persone, davanti a queste continue giravolte politiche che giocano con la salute della gente, si renderanno finalmente conto di essere costantemente prese in giro e reagiranno prima che la deriva totalitaria si compia. All’inizio della pandemia, quando il governo decise il lockdown duro, scrivemmo che chi pensa di poter cedere la libertà in cambio della salute, alla fine perde l’una e l’altra. È quello che puntualmente sta avvenendo.

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