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E ai bambini il Vaticano offre il trasformista drag queen

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Le parole del Papa sulla "frociaggine" mostrano che nella Chiesa l'omoeresia è dilagata. Fino ad arrivare anche ai bambini, ai quali vengono proposti anche spettacoli di trasformismo di un artista in abiti femminili. Come è successo sabato nel corso della Giornata Mondiale dei Bambini. 

Ecclesia 29_05_2024

Frociaggine in seminario? Fosse solo lì. La verità è che da ormai molto tempo la Chiesa è pervasa da un’ondata di omosessualismo che attraversa tutti gli ambienti. Il clamore delle parole del Papa sulla “troppa frociaggine nella Chiesa” non fa altro che rivelare al mondo che qualcosa della penetrante agenda omoeretica esplosa e favorita durante questo pontificato con cardinali e vescovi e preti protetti che hanno fatto carriera si è stabilmente insediato diventando costume.

É il martellante, ossessivo e diabolico tentativo di accettare la tendenza, la pratica e la vita gay dentro la Chiesa. In fondo chiamarla frociaggine o più correttamente omoeresia è solo una questione di stile. Ma non è solo un fatto dei seminari. Attraversa tutto e va dalle veglie contro l’omotransfobia alle pubblicazioni sulla Bibbia queer; passa dalle benedizioni omo per approdare ai cammini dei gruppi di preghiera Lgbt per ridisegnare così una nuova teologia in chiave arcobaleno.

Questa okkupazione ha ricadute dirette anche nelle proposte concrete che poi arrivano al popolo di Dio. Come dimostra ad esempio quanto accaduto alla Giornata Mondiale dei Bambini, dove ad esibirsi davanti ai bambini in attesa del Papa è stato niente meno che un “artista” - adesso si chiamano performer – a metà tra il trasformista e la drag queen.

Ad accorgersene è stato il quotidiano americano Lifesitenews che ha mostrato la sua esibizione nello spazio del Foro Italico antistante lo Stadio Olimpico. Lui, Carmine De Rosa, 23 anni, di Salerno è un trasformista che non disdegna di presentarsi al pubblico come ha fatto sabato alla Gmb con sgargianti abiti femminili. Il suo spettacolo, poi, è decisamente più adatto ad un gay pride che ad un pubblico di bambini cattolici che aspettano il Papa.

Nel video mostrato dal quotidiano e pubblicato sul profilo TikTok dell’artista si vede lui che annuncia con gioia di potersi esibire nell’ambito della kermesse che di lì a poco avrebbe visto protagonista il Papa. Poi le immagini vanno sulla sua performance: un giro del mondo con pose e “sculettamenti” vari che hanno mandato in visibilio i bambini. 

«Ho soltanto portato un sorriso ai bambini e ci sono riuscito», ha replicato De Rosa. Quello dei travestimenti è la specificità di questo artista, che sul suo canale Instragram ha postato le sue numerose apparizioni televisive alternate a feste private quali prime comunioni di bambini – e parenti – in visibilio.

Al di là dell’esibizione più o meno riuscita, la domanda posta dal giornale agli organizzatori, è molto terra terra: possibile che questo sia un modo di intrattenere i bambini all’interno di una proposta cristiana quale era quella della Giornata Mondiale dei Bambini? In effetti, visto il clamore suscitato dalle parole del Papa, è una domanda legittima. Alla quale però nessuno ha voglia di dare risposta.



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