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Discriminazioni

A proposito della risoluzione dell'ONU su diritti umani ed orientamento sessuale, non escludo che tra qualche tempo possiamo sentire il seguente discorso:....

Caro direttore,

A proposito della risoluzione dell'ONU su diritti umani ed orientamento sessuale, non escludo che tra qualche tempo possiamo sentire il seguente discorso:
 
"Denuncio un'intollerabile discriminazione: l'azienda per cui lavora il mio vicino di casa si rifiuta tassativamente di corrispondermi un salario, col pretesto che io non sono un suo dipendente. Questa è un'evidente discriminazione tra dipendenti e non dipendenti, che contravviene al secondo articolo della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, in cui è vietata ogni discriminazione di qualsiasi genere. Trattandosi oltretutto di un'azienda statale la cosa appare particolarmente grave".
 
Un uomo e una donna, si impegnano a procreare e a garantire la stabilità di un sostegno materiale, morale e psicologico ai nuovi membri della famiglia umana. La società ritiene che essi stanno facendo qualcosa di utile per tutti, e quindi offre loro dei sostegni concreti. Essi sono come il dipendente dell'azienda.

Altre due persone, non importa se dello stesso sesso o no, convivono senza assumersi impegni analoghi (di cosa fanno a letto, sinceramente, non ci interessa; affari loro, come essi stessi non mancano di sottolineare). Essi si sentono discriminati e reclamano gli stessi sostegni. Proprio come il laborioso signore che pretende lo stesso salario del vicino di casa: che l'ONU decida di prendere a cuore anche la sua causa?
Cordiali saluti

Antonio Meo