• L'EDITORIALE

Degrado morale oltre i "bunga bunga"

Circola sul Web il video girato con un telefonino in una classe che ritrae due ragazzi intenti a consumare un rapporto sessuale di fronte ai loro compagni...



Nonostante ciò che sta avvenendo in Egitto, nonostante siano diversi piuttosto gravi i problemi irrisolti del nostro Paese, il caso Ruby, il «bunga bunga» e lo squallore delle notti di Arcore continuano a tener banco su giornali e Tv. Bentinteso, la notizia c’è. L’ipotesi accusatoria di aver favorito la prostituzione minorile è grave per tutti, ma è gravissima per chi ricorpre cariche pubbliche, rappresenta il Paese, ha il compito di governarci. E lo «sgomento», per usare le parole del presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco, non viene certo diminuito dal constatare l’ingente apparato investigativo messo in campo dalla Procura di Milano, dallo scontro tra poteri dello Stato che paralizza la nostra vita politica.

C’è una notizia, diffusa sul Web nelle ultime ore, che fa comprendere quanto sia realista lo sguardo della Chiesa su queste vicende e quanto sia urgente, e dunque da prendere assolutamente sul serio, l’appello dello stesso cardinale Bagnasco, il quale la scorsa settimana ha richiamato tutti alla responsabilità educativa nella nostra società. La notizia è la messa in rete (rilanciata da Dagospia) di un video quasi certamente girato all’interno di una classe in una scuola. Ci limiteremo a dire che è una scuola italiana, senza delimitare meglio l’area geografica, perché certo degrado è fenomeno diffuso in tutto il Paese.

Si tratta di una ripresa fatta col telefonino che ritrae una ragazza intenta a un rapporto orale con un ragazzo, sotto gli occhi, gli schiamazzi e le risate dei compagni. Non ci interessa fare i bacchettoni, indignarci rimpiangendo il tempo che fu. Ma non si può non rimanere sgomenti, anzi scioccati, dal constatare quanto si sia abbassata la soglia morale e sia ormai in via di estinzione il comune senso del pudore.

Ovvio che i rapporti sessuali precoci, il sesso staccato dall’affettività, come pure la sua mercificazione, non sono invenzioni delle nuove generazioni e accadevano anche venti o trent’anni fa. Ciò che appare nuovo, e in questo il Web mostra una delle sue caratteritiche peggiori, è il fatto che dei ragazzi, a scuola, non abbiano alcun pudore né alcuna remora morale a fare ciò che hanno fatto, di fronte ai loro compagni, lasciandosi pure filmare da almeno due di loro con i telefonini.

Senza nulla voler togliere allo sgomento per lo squallore delle notti di Arcore e al giro di giovani e giovanissime ragazze coinvolte e foraggiate, pare difficile attribuire questo degrado soltanto a Berlusconi, o alle sue Tv, al «Drive in» e alle veline (quelle in carne e ossa, non quelle fatte filtrare sui giornali).

C’è un degrado morale diffuso, c’è un’emergenza educativa che dovrebbe allarmarci ben al di là della sacrosanta richiesta di sobrietà e decoro da rivolgere a chi ci rappresenta e governa. Sarebbe sbagliato giustificare il Cavaliere derubricando Ruby con il classico «così fan tutti» o ritenendo che il semplice fatto di essere popolari e molto votati consenta qualsiasi cosa.

Sarebbe altrettanto sbagliato pensare che con le dimissioni di Berlusconi il nostro Paese tornerebbe a essere faro di moralità. L’emergenza, comunque vada, rimane. E sarà interessante vedere se e come la si continuerà ad avvertire e la si affronterà passato il «bunga bunga».

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