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Rotte dell’emigrazione illegale

Dallo Sri Lanka ai territori d’oltremare francesi nell’Oceano Indiano

Mayotte e La Réunion sono destinazioni dell’emigrazione illegale dallo Sri Lanka, ma la maggior parte di chi le raggiunge viene rimpatriato quasi subito senza neanche poter chiedere asilo

 

Migrazioni 03_01_2020

Nel 2019 almeno 300 cittadini dello Sri Lanka hanno lasciato il paese a bordo di barche da pesca e imbarcazioni di fortuna per raggiungere navigando per 4.000 chilometri nell’Oceano Indiano le isole di La Réunion e di Mayotte, entrambe territori francesi d’oltremare, e chiedervi asilo. I viaggi verso queste isole si sono moltiplicati di recente in parte a causa delle misure più restrittive nei confronti dell’immigrazione illegale adottate dai paesi del sud est asiatico. Tuttavia la maggior parte dei nuovi arrivati sono stati respinti e rimpatriati prima che formulassero la richiesta di asilo. Secondo le autorità francesi infatti le loro richieste erano “evidentemente infondate”. Ad esempio, tutti i 70 srilankesi arrivati a La Réunion nel febbraio del 2019 hanno chiesto asilo, ma solo sei hanno ottenuto il permesso di restare sull’isola e tutti gli altri sono stati riportati nello Sri Lanka entro pochi giorni. Metà dei 120 arrivati su un peschereccio malandato il 13 aprile sono stati rimpatriati entro la fine del mese, 34 hanno potuto presentare richiesta di asilo, 26 sono stati trattenuti per molte ore in un centro e poi autorizzati a restare, assistiti da alcune associazioni. La Cimade, una organizzazione non governativa francese che difende rifugiati ed emigranti, sostiene che un comportamento del genere è una violazione dei diritti umani senza precedenti: “degli emigranti sono stati riportati indietro illegalmente – protesta un comunicato dell’ong – senza che avessero potuto chiedere asilo e aspettare che le loro richieste fossero esaminate, senza poter consultare un avvocato e senza essere stati informati suoi loro diritti”. Ma la legge francese prevede che ai richiedenti asilo sia impedito l’ingresso sul territorio nazionale se la loro pretesa di essere profughi con diritto allo status di rifugiato è appunto “evidentemente infondata”. Anche a Mayotte la legge viene applicata e il presidio dei confini marittimi è stato intensificato rendendo l’accesso sempre più difficile. A denunciarlo è Anafé, un’altra ong che assiste rifugiati ed emigranti. Per il viaggio ogni emigrante paga da 2.000 a 5.000 euro ai contrabbandieri di uomini che provvedono alla traversata. La scelta di molti cade su La Réunion perché nell’isola già abita una consistente comunità di tamil.