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Il libro

«Cose da maschi, cose da femmine»

Presentato in provincia di Imperia "Cose da maschi, cose da femmina" che insegna ai bambini che maschio e femmina sono solo costrutti sociali. Il solito approccio marxista.

Gender Watch 13_08_2026

Il 10 agosto scorso  a San Bartolomeo al Mare, in provincia di Imperia, Ginevra Van de Flor ha presentato, in occasione del settimo appuntamento di “Fiabe da colorare”, il suo ultimo libro dal titolo Cose da maschi, cose da femmine.

Il libro ripete lo stanco stereotipo LGBT secondo il quale il maschile e il femminile sono costrutti sociali e non identità naturali. Insomma il solito approccio marxista applicato, questa volta, all’identità sessuale. L'aggravante sta poi nel fatto che il libro è destinato ai bambini.

Secondo quanto riportato da La Voce di Imperia, la Van de Flor nutre una pregiudiziale positiva nei confronti delle inclinazioni dei bambini: «Anche se le scelte dei più piccoli – ha affermato – non sono sempre proprio quelle che gli adulti, guidati dagli stereotipi, si aspetterebbero, è giusto assecondare le loro passioni e i loro interessi perché i bambini sono perfetti così come sono».

Questo vale per i bambini e per i grandi: qualsiasi scelta compiuta non è valida semplicemente perché scelta. È valida se è consona alla sua dignità e, nel caso specifico, dignità fa rima con identità. Dunque sì, esistono giochi ed interessi più mascolini ed altri più femminili. Non sono stereotipi sociali, ma un dato di natura. E come potrebbe, poi, la cultura influenzare un bambino di 3 anni che guarda affascinato un escavatore al lavoro? Quindi concordiamo con il titolo del libro: ci sono cose da maschi e cose da femmine.