a cura di Anna Bono
  • Libia

Continuano nel Mediterraneo le operazioni di soccorso della Guardia costiera libica

Il 21 luglio la guardia costiera libica ha soccorso un gommone al largo della Tripolitania con a bordo 40 persone, 31 uomini, un bambino e otto donne. Appartengono a quattro diverse nazionalità: 15 uomini, tre donne e un bambino marocchini, quattro uomini egiziani, 11 uomini e cinque donne nigeriane, un siriano. Riportati a riva, hanno ricevuto assistenza dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni: acqua, cibo e cure mediche inclusa una visita ginecologica a due donne incinte. Poi sono stati trasferiti nel centro emigranti di Tajura. Stessa sorte è toccata ad altri 116 emigranti, 111 uomini e cinque donne, partiti in gommone il giorno successivo e anche loro intercettati dalla guardia costiera. Assistiti dall’Oim, quasi tutti soffrivano di mal di testa, dolori muscolari e scabbia. Sono originari di Sudan, Ghana, Mali, Nigeria, Costa d’Avorio, Ciad, Egitto e Gambia.  Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dall’inizio del 2018 un quinto dei nuovi arrivati è tunisino, in netto aumento rispetto al 2017, mentre sono in calo ma continuano gli sbarchi di emigranti da Eritrea, Sudan, Nigeria, Costa d’Avorio, Mali, Guinea Conakry, Pakistan, Iraq e Algeria. Non sorprende, a fronte di questi e di altri dati, che il numero delle richieste di asilo accolte in Italia continui a essere molto basso, nell’ordine del 6,5%. Quasi nessuno infatti dei richiedenti proviene da paesi in guerra.