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Fuori casta

Concluso in India il sinodo dei dalit

Il sinodo è stato organizzato per dare voce ai dalit che anche nella Chiesa costituiscono una presenza ancora marginale

 

In India i dalit, i fuori casta,  non hanno posto nella società indù che è organizzata in caste, un sistema che ancora influenza la vita sociale del paese nonostante che sia stato abolito nel 1950. I dalit, specialmente nelle aree rurali, sono esclusi, discriminati, emarginati. Fin dal suo arrivo in India, la Chiesa cattolica si è impegnata a rivendicarne il valore in quanto figli di Dio e per questo li accoglie nelle proprie istituzioni scolastiche, sanitarie e assistenziali, per far sì che abbiano per quanto possibile una vita migliore. È uno dei motivi per cui i fondamentalisti indù perseguitano i cristiani e i dalit convertiti al Cristianesimo sono discriminati e perseguitati dagli induisti sia in quanto fuori casta che in quanto cristiani Ma anche nella Chiesa cattolica la presenza dei dalit è marginale e perciò quest’anno è stato deciso di coinvolgerli nel cammino sinodale. A tal fine l’Indian Social Institute di Bangalore, la capitale dello stato del Karnataka, ha organizzato un “sinodo dei fuori casta”, una conferenza dal titolo “Chiesa sinodale, la voce degli emarginati” che si è svolta il 16 e 17 ed è stata coordinata dall’Ufficio per le caste e le classi arretrate della Conferenza episcopale cattolica dell’India (CBCI) e dalla Commissione per le caste e le tribù riconosciute nel Consiglio episcopale dello stato del Tamil Nadu. Vi hanno preso parte rappresentanti dei dalit di otto stati indiani: oltre al Karnataka e al Tamil Nadu, gli stati di Andra Pradesh, Delhi, Maharashtra, Odisha, Kerala e Telangana. “I cristiani dalit sono vittime di un sistema che rifiuta di riconoscere loro dignità, rispetto, tutela – ha detto prendendo la parola durante la conferenza il cardinale Anthony Poola – una Chiesa sinodale non può lasciare indietro nessuno, soprattutto i gruppi emarginati che dovrebbero essere ascoltati e partecipare alla vita della Chiesa”. Il concetto di sinodalità – ha commentato monsignor Sarat Chandra Nayak, presidente dell’Ufficio per le caste e le classi arretrate della CBCI – implica la condivisione, il dialogo, la comunione, il rispetto reciproco e il dare dignità a tutti gli esseri umani. È giunto il momento di discutere la politica di empowerment dei dalit nel contesto della sinodalità”. A conclusione della conferenza è stato elaborato un Memorandum che sarà inviato alla CBCI e alla Santa Sede.