• NICARAGUA

Comunisti sempre gli stessi: chi odia Dio odia anche il popolo

Dalla Rivoluzione Francese in poi, ogni volta che si è abolito Dio e incatenato la Sua Chiesa, in nome dell'uguaglianza e della nuova società si sono decapitate libertà e affamati popoli. Il socialismo rivoluzionario nicaraguense non è diverso. La devastazione della Cattedrale di Managua (capitale del Nicaragua) del 31 luglio, causata dall’incendio che ha distrutto non solo la Cappella del Sangue di Cristo ma anche il suo venerato Crocifisso del 1638, non è solo un "sacrilegio ed una profanazione condannabile", ma anche un “atto terrorista”.

Dalla Rivoluzione Francese in poi, ogni volta che si è abolito Dio e la incatenato la Sua Chiesa, in nome della uguaglianza e della nuova società si sono decapitate libertà e affamato popoli. Il socialismo rivoluzionario nicaraguense non è diverso. Figlio della lotta armata e del sogno di instaurare in terra l’eguaglianza e l’equità sociale, dopo soli 40 anni dalla conquista del potere del Frente Sandinista de Liberacion Nacional (1979), ha mostrato ancora una volta il suo vero volto: bruciare le Chiese e affamare il popolo. La devastazione della Cattedrale di Managua (Capitale del Nicaragua) del 31 Luglio, causata dall’incendio che ha distrutto non solo la Cappella del Sangue di Cristo ma anche il suo venerato Crocifisso del 1638, non è solo un ‘sacrilegio ed una profanazione condannabile’, ma anche un “atto terrorista”, ha giustamente dichiarato il Cardinale Brenes.

Non è un fatto casuale, si teme il peggio e perciò il porporato ha chiesto ai fedeli e sacerdoti di tutta la nazione di vigilare particolarmente le cappelle ed i tabernacoli dove è venerato il “Santissimo Sacramento”. Negli ultimi 20 mesi sono state registrate 24 profanazioni, distruzioni, atti vandalici in tutto il paese, senza contare le violenze ed intimidazioni frequenti nei confronti di fedeli e sacerdoti. Il rapporto tra il regime socialista di Ortega e la Chiesa Cattolica non è mai stato facile, tuttavia dall’inizio delle proteste civili che hanno coinvolto gli studenti e tutta la società civile e produttiva del paese nel 2018, la furia socialista di polizia, forze armate e bande para governative verso Chiesa e popolo si è moltiplicata.

Proprio all’inizio delle proteste, tra il 14 ed il 16 maggio del 2018, era stata la Chiesa cattolica ad assumere l’iniziativa pubblica e promuovere un ‘Tavolo di Dialogo Nazionale’, tra tutti gli attori della società civile ed il Governo che portasse a riforme democratiche, elezioni trasparenti, giustizia sociale. Tutti gli ideali rivoluzionari socialisti, imbracciati dal popolo e dalla Chiesa, hanno trovato una unica risposta da parte di Ortega e del suo regime: la persecuzione.

Da allora oltre alle migliaia di morti e decine di migliaia di incarcerati tra i leaders e partecipanti alla infestazioni di protesta, si contano molte decine di attentati, violenze ed intimidazioni in tutte le Diocesi del Paese. Da allora, la Conferenza Episcopale denuncia la sistematica persecuzione del Governo. Gli Stati Uniti di Trump nel giugno 2019, sono stati i primi a denunciare questa inaccettabile persecuzione mentre la socialista Michelle Bachelet (Rappresentante ONU per i Diritti Umani) ha voluto attendere sino al febbraio 2020, mentre il ‘capo’ della diplomazia europea e socialista Borrell ha atteso sino ad aprile per rilasciare una laconica nota stampa in cui si duole per la ‘mancanza di democrazia’. Sarà un caso o magnanimità verso i ‘cari compagni’?

Fatto sta che l’attentato terroristico e sacrilego degli scorsi giorni ha mostrato ancora una volta inequivocabilmente il legame strettissimo tra la Chiesa Cattolica e il popolo nicaraguense. La Chiesa non si è piegata, ma seppur martoriata, si è rafforzata. Una Chiesa che da sola si è mostrata pronta sin dai mesi scorsi ad informare ed aiutare i bisogni della maggioranza dei cittadini in questi mesi di Pandemia Covid 19, denunciando pubblicamente ancora lo scorso 20 giugno, disinformazione,  negazionismo e sfrontata indifferenza di Ortega ed il suo Governo.

L’esemplare tragedia che vive il Nicaragua non è solo economica e sociale, questo lo certificano già i dati del Banco Mondiale. Il dramma nicaraguense, non dipende dalla inadeguatezza di Ortega, bensì dimostra ancora una volta come una ideologia che pretenda l’abolizione di Dio (e la distruzione della Sua Chiesa) non possa che attuarsi concretamente in un regime persecutorio nei confronti del popolo. Odiare Dio è odiare il popolo e viceversa, lo dimostrano anche i fatti recenti negli Usa e in Francia. Il susseguirsi di azioni di ‘Antifa’ e ‘BLM’ negli Stati Uniti contro i simboli, i testi, i santi e le chiese cristiane in nome della nuova società egualitaria e socialista; lo dimostra la cronaca francese con suo moltiplicarsi di atti blasfemi e vandalismi contro le Chiese e la volontà di creare una ‘nuova umanità inumana’ con la nuova Legge Bioetica.