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Come gli Lgbti dettano l'agenda della Commissione

La Commissione Giuridica ha avallato le candidature degli ‘indagati candidati’, ma ha bocciato due canidature di ministri con la fedina penale pulita, ma colpevoli solo di essere troppo conservatori sulla famiglia. Parte così la nuova Commissione Ue, mentre è tutto un moltiplicarsi di conferenze sul tema gender e diritti Lgbti

Ursula von der Leyen

Mentre tutti attendiamo lo svolgimento delle audizioni al Parlamento europeo dei ‘Commissari designati’, dal 30 settembre all’8 ottobre, prendiamo atto del ‘vietnam’ che si è scatenato alla Commissione Giuridica che avrebbe dovuto valutare, mercoledì 25 e giovedì 26 settembre, il rispetto delle norme etiche e l’assenza di conflitti di interessi di tutti i Commissari. Ebbene, come avevamo previsto il ‘vietnam’ è scoppiato e deflagrerà ancor più.

La Commissione Giuridica ha avallato le candidature degli ‘indagati candidati’ Reynders (Liberale) e Goulard (Socialista), ma bocciato i ‘candidati non indagati’, l’ungherese László Trócsányi , colpevole di essere stato Ministro della Giustizia che negli scorsi anni ha difeso il proprio paese contro le prepotenze di Soros e di Timmermans, e la romena Rovana Plumb, gradita al Governo ma non al Presidente della repubblica di Romania, né al Capogruppo dei Liberali europei Ciolos. Le vendette politiche di giovedì avranno conseguenze pesanti, ma spetta ora ai due Governi indicare nuovi nomi alla Presidente Von der Leyen. Non ci sono precedenti in materia. ‘Vietnam’ provocato per ragioni solo politiche, visto che l’Olaf (Organismo che vigila su violazioni e corruzione) non aveva segnalato nulla sui due candidati bocciati dal Parlamento.

Questa non è stata l’unica novità degli ultimi giorni, prendiamo atto di una serie di altre inquietanti coincidenze e una precisa programmazione negli eventi che sono accaduti a Bruxelles. La giornata del 23 settembre è stata una delle più plastiche dimostrazioni di come sia seria e preparata la lobby Lgbti in Europa e cosa stiano facendo per ‘condizionare seriamente’ i prossimi anni. Quanto poi essa riuscirà a determinare le politiche e le iniziative della prossima Commissione, lo vedremo e lo misureremo in seguito. Tuttavia il triplice colpo assestato martedì è quanto di meglio ‘i figli della luce’ dovrebbero imparare velocemente da questi signori per nulla ‘ottenebrati’.

Sin dal mattino del giorno 23 settembre, il sito della Presidenza del Consiglio Europeo finlandese mostrava tutto il suo impegno per la non discriminazione delle persone Lgbti e annunciava la Conferenza di Alto livello che si sarebbe svolta nelle ore successive, con a tema l’avanzamento dei diritti Lgbti sino al 2020 e oltre. La Conferenza svoltasi martedi dalle 13.00 alle 18.00 ha visto la partecipazione di diversi Ministri (Finlandia, Olanda e Malta), del Segretario di Stato portoghese, della attuale Commissaria Europea alla Giustizia, Consumatori e Uguaglianza di Genere Vera Jurova (nella prossima Commissione Von der Leyen si dedicherà ai ‘Valori e Trasparenza’), e tutti i più importanti leaders delle organizzazioni Lgbti europee. Come far avanzare l’eguaglianza e i diritti delle persone Lgbti in Europa? Oltre al famoso ‘Manuale’ promosso dalla Jurova già nel 2015, c'è la bozza di documento sulle Azioni necessarie per le persone Lgbti del dicembre 2018 (sottoscritta da Belgio, Francia, Lussemburgo, Malta, Spagna, Svezia, Regno Unito, Grecia, Germania, Finlandia, Cipro, Rep.Ceca, Danimarca, Estonia, Olanda, Portogallo e Slovenia), promossa dalla futura commissaria all'Eguaglianza Helena Dalli. Tra queste iniziative d’impegno comune, la proposta non è vincolante per ora, segnaliamo a futura memoria la richiesta che: “La prossima Commissione europea (attuale Von der Leyen) dovrebbe salvaguardare l'assegnazione delle risorse appropriate al finanziamento agli Stati membri e alla società civile per un duplice obiettivo; sostenere la prospettiva Ue nel campo dei diritti e dell'uguaglianza Lgbti nonché misure delineate nei piani d'azione nazionali; il servizio europeo per l'azione esterna (Seae) dovrebbe continuare a promuovere e proteggere le persone Lgbti e rafforzare la cooperazione tra l'Ue e altre organizzazioni internazionali organizzazioni che lavorano su questioni Lgbti e la salvaguardia della libera circolazione delle persone Lgbti, delle coppie dello stesso sesso e dei loro figli”.

Ovviamente è solo una coincidenza che la Presidenza di turno finlandese abbia organizzato la Conferenza di Alto Livello su questo tema e che oltre alla Commissaria Jurova presente, in questi stessi giorni la nuova Commissaria alla Eguaglianza sia la stessa persona che promosse 9 mesi orsono il documento per ulteriori azioni a favore delle persone e coppie Lgbti. Terza coincidenza, veramente sorprendente, è la distribuzione e pubblicazione della prima parte della indagine di Eurobarometro sulla ‘Percezione delle minoranze nella Ue’ sulle persone Lgbti. La ricerca completa, inclusi i dati relativi al numero id interviste per paese, metodologia etc., verrà pubblicata a fine ottobre, giusto all’inizio della attività della nuova Commissione Von der Leyen. Ebbene, martedì 23 poco prima che la Conferenza di Alto Livello aprisse le danze, Eurobarometro pubblicava i principali risultati della sua indagine: amplissima maggioranza di 20 paesi concordi nel riconoscere stessi diritti a persone Lgbti (98% in Svezia, 53% in Estonia) e solo in 7 paesi meno del 50% è d’accordo (49% Polonia, 31% Slovacchia). 70% di tutti gli europei d’accordo verso le relazioni dello stesso sesso e a favore di un riconoscimento europeo del matrimonio tra persone dello stesso sesso, solo la maggioranza di Polonia, Estonia, Croazia, Grecia, Cipro, Ungheria, Lituania, Romania, Lettonia, Slovacchia e Bulgaria non condivide una possibile promozione europea del matrimonio gay. Il 60% di europei sarebbe d’accordo nel permettere alle persone ‘trangender’ di cambiare la propria identità di genere nei documenti pubblici e quasi il 50% (46%) nell’includere il ‘terzo genere’ nei documenti ufficiali. Amplissima maggioranza tra gli europei, con poche differenze tra i paesi…, non è contraria all’insegnamento scolastico della ideologia gender (orientamento sessuale, essere trangenders e intersessuali), solo la maggioranza di ungheresi e bulgari si dicono contrari a questa proposta.

Questa serie di coincidenze certo non prova nulla, ma dimostra quanto meno una forza e una tenacia impressionanti delle lobbies Lgbti nel perseguire i propri scopi e finalità. Dobbiamo attenderci presto almeno due gravi e pericolose decisioni europee vincolanti sin dal prossimo anno, lo strumento giuridico verrà presto trovato: l’obbligo di legiferare su matrimonio gay (non più unioni civili) e l’obbligo di introdurre l’educazione di genere nelle scuole per tutti e in tutti i paesi. Immaginiamo la felicità dei nostri ministri italiani [Fioramonti (Educazione), Bonetti (Famiglia), Spadafora (Giovani)]. Attenzione però, con lo scoppio del ‘vietnam’ nelle Commissioni parlamentari, tutto può succedere e anche il progetto di ‘liquefazione sessuale’ predisposto per il futuro uomo europeo potrebbe essere a sua volta ‘bombardato’.