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I DOCUMENTI DI TULSI GABBARD

Come Fauci e l'intelligence insabbiarono le origini del Covid

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La direttrice uscente dell'Intelligence Nazionale, Tulsi Gabbard, pubblica documenti da cui risulta un rapporto simbiotico fra Fauci e parte dell'intelligence, per insabbiare le ricerche più sospette in Cina. Quelle che potrebbero aver causato il Covid.

Esteri 20_06_2026
Tulsi Gabbard (AP)

Tulsi Gabbard, direttrice uscente dell’Intelligence Nazionale (un ruolo di coordinamento delle agenzie di intelligence e figura di raccordo fra esse e il presidente) lascerà l’incarico il 30 giugno. Mentre volano stracci fra Trump e il Partito Repubblicano per la nomina del successore, la Gabbard, che ormai non ha più niente da perdere, sta togliendosi qualche soddisfazione personale e politica.

La settimana scorsa, il 12 giugno, aveva reso pubblici i documenti che provavano l’esistenza del finanziamento pubblico di 120 biolaboratori all’estero, in 30 paesi partner fra cui l’Ucraina (e dunque «a rischio di compromissione a causa della guerra in corso tra Russia e Ucraina»). La denuncia è passata abbastanza in sordina. È una pratica che dura, da quel che dice la Gabbard, almeno da una decina d’anni. Dunque a finanziare quei laboratori all’estero sono state le amministrazioni di entrambi i partiti, compresa la prima di Trump dal 2017 al 2021.

La nuova rivelazione, di ieri, 19 giugno, è invece una potenziale “bomba”, anche se la grande stampa nazionale non l’ha diffusa molto, ad eccezione di New York Post e pochi altri quotidiani. Secondo i documenti appena declassificati, infatti, Anthony Fauci, il super consulente della politica pandemica, avrebbe mentito al Congresso, nelle audizioni, sul finanziamento di pericolosi esperimenti nel laboratori di Wuhan, in Cina, probabile punto di partenza del Covid-19.

Nel comunicato stampa della Direzione Nazionale dell’Intelligence, si legge che «Prima della pandemia di Covid-19, Anthony Fauci, in qualità di direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), ha stanziato milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di tipo "guadagno di funzione" sui coronavirus dei pipistrelli presso il Wuhan Institute of Virology (Wiv), un lavoro che ora è ampiamente considerato la fonte della fuga accidentale dal laboratorio che ha scatenato la pandemia».

Ma di questo si parla da anni. La vera novità, invece, è la prova che l’insabbiamento c’è stato ed è avvenuto con la complicità di parte dei servizi segreti americani di allora. Si legge infatti che sono stati declassificati: «comunicazioni e documenti inediti che svelano come Fauci abbia collaborato con i vertici politicizzati della Comunità dell'Intelligence (Ic) per sopprimere la verità sulle sue azioni, sulle origini del virus, ovvero la fuga di laboratorio, e sul suo ruolo nell'assegnazione dei finanziamenti statunitensi a questa pericolosa ricerca che ha causato danni incommensurabili e innumerevoli perdite di vite umane. Questi documenti rivelano il ruolo diretto di Fauci nell'influenzare e manipolare le valutazioni dell’intelligence sul Covid-19 e come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024, quando sotto giuramento negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell'intelligence sulla ricerca».

E qualcuno sta iniziando a parlare, a quanto risulta, dopo aver subito intimidazioni: «Durante questo processo – di raccolta delle prove, si legge nel comunicato - i funzionari dell'Odni (Direzione Nazionale Intelligence, Dipartimento dell'Ohio, ndr) hanno raccolto testimonianze da numerosi informatori della comunità dell'intelligence che hanno denunciato ritorsioni per aver contestato la manipolazione delle informazioni sull'origine del virus da parte della stessa. Ciò ha rivelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, di silenziamento dei critici e di occultamento di prove che hanno minato l'integrità della comunità dell'intelligence e danneggiato il popolo americano».

La storia della pandemia andrebbe riscritta, secondo la Gabbard, perché tutta l’informazione di allora sarebbe stata viziata da questo rapporto illegittimo fra Fauci e parte dei servizi segreti: «Durante la pandemia, Fauci e i leader politicizzati all'interno della comunità dell'intelligence hanno creato un circolo vizioso di comunicazione autoreferenziale. Fauci ha fornito scienziati da lui selezionati e finanziati dal Niaid per consigliare la comunità dell'intelligence. Questo contributo ha influenzato le valutazioni ufficiali dell'intelligence, che sono state poi citate pubblicamente come consenso scientifico per confutare la teoria della fuga di notizie dal laboratorio. Secondo centinaia di e-mail esaminate, la comunità dell'intelligence ha quasi sempre recepito le sue raccomandazioni». E di qui anche l’accusa più grave, quella di aver mentito al Congresso: «a Fauci fu ripetutamente chiesto se avesse parlato con "Fbi, Cia, Dia o qualsiasi altra agenzia di intelligence statunitense in merito alla ricerca sui virus" prima, durante o dopo la pandemia. Fauci eluse ripetutamente le domande, prima di affermare falsamente: "a mia conoscenza, no, riguardo al Covid"».

Una risposta definitiva sull’origine del Covid non c’è ancora, nemmeno dopo la pubblicazione di questi documenti dei servizi segreti. Ma si inizia, se non altro, a ricostruire la storia di chi ha avuto tutto l’interesse ad allontanarci dalla verità. E solo negli Usa se ne parla. In Cina no.