• LA LETTERA

Cardinale Mamberti: «Non c'entro nulla con la lobby gay»

In una lettera alla nostra redazione il cardinale Dominique Mamberti smentisce qualsiasi cedimento all'ideologia omosessualista e ricorda un suo intervento del 2013 a nome della Segreteria di Stato. Così diverso da quello inviato in questi giorni a spiegare le unioni civili.... Intanto anche il sito Lgbt che lo aveva inserito nell'elenco dei gay-friendly riconosce l'errore

Il cardinale Mamberti

Egregio Direttore, 

Nell’articolo dal titolo “Semeraro & Co., la lobby gay alla conquista di San Pietro”, pubblicato il 29 ottobre su La Nuova Bussola Quotidiana, appare il mio nome in un elenco di Cardinali pro LGBT, pedissequamente ripreso dal sito “New Ways Ministry”. Ciò che, da parte di “New Ways Ministry” è un complimento immeritato, nel contesto del succitato articolo della Nuova Bussola Quotidiana è un insulto del tutto gratuito.  La pregherei, infatti, di indicarmi quali sarebbero le mie “prese di posizione pubbliche” a favore  “dell’omosessualità e delle unioni civili”. Tra l’altro, in un intervento al Consiglio dei diritti umani a Ginevra, in veste di Segretario per i Rapporti con gli Stati, sottolineavo l’urgenza di proteggere “the rights of the child, especially the right to have a family, founded on marriage between one man and one woman.” (Bolletino della Sala Stampa della Santa Sede, 27 febbraio 2013) e, nel mio ultimo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dichiaravo che gli obiettivi dell’ONU nell’ambito del “Programma di sviluppo per il dopo 2015”, allora in discussione, dovevano: “partir de la promotion de la famille, fondée sur l’union d’un homme et d’une femme, et de la protection de ses droits, en tant que cellule sociale de base et fondement de tout développement stable et durable” (Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, 2 ottobre 2013). Sfido chiunque di dimostrarmi che mi sono successivamente discostato da tale posizione. 

Con distinti saluti. 

Dominique Card. Mamberti 

Eminenza reverendissima,

prendo atto con soddisfazione della sua smentita, ma sarebbe più giusto che il destinatario delle sue rimostranze fosse New Ways Ministry, il sito statunitense degli Lgbt cattolici che l'ha inserita nell'elenco dei cardinali Lgbt-friendly. Io ho citato il sito Lgbt in fondo a un articolo che si soffermava sulle aperture alla legittimazione dell'omosessualità di tre dei nuovi cardinali nominati. Non ho comunque alcuna difficoltà a riconoscere che le sue parole sono chiarificatrici ed evidentemente New Ways Ministry in questo caso non è affidabile.
Mi permetto di aggiungere che le citazioni dei suoi interventi in favore della famiglia naturale vanno senz'altro bene, ma non toccano il vero punto della questione. Per gli Lgbt sono dalla loro parte tutti quei vescovi e cardinali che, oggi, sono in favore delle unioni civili o anche solo del riconoscimento dell'omosessualità come orientamento naturale; ovvero di tutto ciò che in un modo o nell'altro superi il Catechismo, il documento della Cogregazione per la Dottrina della Fede del 1986, la Nota sui progetti di unioni omosessuali del 2003, e anche le Scritture, San Paolo in primis. È su questo punto che oggi vescovi e cardinali dovrebbero pronunciarsi con chiarezza, invece di preoccuparsi di essere politicamente corretti difendendo sia la famiglia naturale sia le unioni fra persone dello stesso sesso.
A questo proposito devo darle anche atto che in un successivo scambio, lei mi ha segnalato un altro suo intervento relativo ad alcune sentenze della Corte Europea dei diritti umani, in cui si rivendica il diritto dei cattolici di opporsi alla legittimazione delle unioni civili. Testo chiarissimo. Siamo nel gennaio 2013, regnante ancora papa Benedetto XVI. Possiamo solo notare con una certa perplessità che il comunicato della Segreteria di Stato inviato alle nunziature il 30 ottobre scorso e che commentiamo in questa pagina contraddice ampiamente quello da lei redatto sette anni fa. A riprova che l'indirizzo attuale sul tema delle unioni fra persone dello stesso sesso è in chiara discontinuità con il magistero precedente. (Riccardo Cascioli).
Aggiornamento del 5 novembre 2020: Rispondendo alla nostra richiesta di chiarimenti, Francis DeBernardo, direttore del sito New Ways Ministry, dopo una verifica, ha riconosciuto che «l'inclusione del nome del cardinale Mamberti nella lista è un errore», per cui il suo nome è stato espunto dall'articolo citato.