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Cannabis, Biden mira alla legalizzazione. Ignorando i danni

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Il Dipartimento di Giustizia dà il via libera a riclassificare la marijuana come droga poco o per nulla dannosa. La proposta di modifica ora alla fase dei commenti pubblici. I Democratici ignorano le ricerche sui danni della cannabis, specie negli adolescenti.

Attualità 27_05_2024
Joe Biden e Kamala Harris (AP via LaPresse)

La Casa Bianca ha elogiato la decisione del Dipartimento di Giustizia relativa alla riclassificazione della marijuana da droga molto pericolosa a poco o per nulla dannosa per la salute, ai sensi della legge federale. Il testo, approvato dal procuratore generale Merrick Garland, non legalizzerebbe completamente la marijuana per il cosiddetto "uso ricreativo", ma sarebbe solo un passo intermedio in vista della legalizzazione e liberalizzazione totale, obiettivo finale dell’Amministrazione Biden.

Una decisione giustificata incredibilmente come un modo per contrastare l'ingiustizia razziale e che non tiene in alcun conto la pericolosità di questo stupefacente, dimostrata da ricerche sugli incrementi drammatici di dipendenze croniche, malattie mentali e morti. Declassare la marijuana rimuove «le barriere alla ricerca razziale», secondo la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre; al declassamento si aggiungerà la grazia e le commutazioni di pena che Biden ha concesso a persone condannate per reati federali legati al possesso di stupefacenti. «La realtà è che mentre i bianchi, i neri e i marroni usano marijuana, i neri e i marroni sono stati arrestati, processati e condannati a tassi sproporzionatamente più alti», ha detto giovedì 16 maggio la Jean-Pierre ai giornalisti. «Le azioni del presidente oggi rafforzano il suo impegno a invertire le ingiustizie di lunga data e a correggere i torti storici», ha concluso la portavoce.

Perfino il liberal New York Times ha ammesso di recente che il sostegno alla legalizzazione della marijuana è stato un «grande errore». Ma nonostante ciò, le pressioni continue di molti gruppi, anche economici, legati a George Soros, e le preoccupazioni elettorali dei democratici hanno avuto la meglio, a scapito delle future generazioni e della salute degli americani.

Biden e la vicepresidente Kamala Harris hanno condiviso video sui social media in cui si segnala la presentazione da parte della Drug Enforcement Administration, l’agenzia federale antidroga, di un avviso di proposta di regolamentazione al Federal Register, che dà inizio a un periodo di commenti pubblici non vincolanti di 60 giorni. Biden non è per nulla preoccupato che secondo i dati della National Survey on Drug Use and Health, analizzati sulla rivista Addiction, sia emerso come il numero di americani che usano marijuana ogni giorno o quasi ha superato il numero di quelli che bevono alcolici ogni giorno o quasi.  

L’aumento dei consumi di cannabis dovrebbe preoccupare il governo americano, invece il Partito Democratico ne favorisce la diffusione, nonostante le conseguenze devastanti per la salute dei cittadini. A confermarlo anche l’ultima ricerca pubblicata nei giorni scorsi dall’Università di Toronto e ripresa dalla rete televisiva NBC oltre che da diversi siti e riviste web, che dimostra come gli adolescenti che fanno uso di marijuana hanno 11 volte più probabilità di ricevere una diagnosi di disturbo psicotico rispetto a chi non ne fa uso. Inoltre, «quando l’analisi si limitava alle sole visite al pronto soccorso e ai ricoveri ospedalieri, si riscontrava un aumento di 27 volte dei disturbi psicotici negli adolescenti che avevano utilizzato la droga», aggiunge la NBC. «Penso che ci siano prove sufficienti per poter fornire raccomandazioni sul fatto che gli adolescenti probabilmente non dovrebbero usare la cannabis», ha detto Andre McDonald, il ricercatore e autore principale dello studio, che ha proseguito raccomandando di «chiedere agli adolescenti di ritardarne l'uso fino a quando il loro cervello non si sarà sviluppato un po' di più… ciò sarebbe positivo per la salute pubblica». Sarebbe bene scoraggiarne l’uso anche dopo l’adolescenza, ma è già qualcosa. Invece, Biden e compagni, nella loro rincorsa elettorale e nella compiacenza nei confronti di grandi “filantropi” e affaristi, sono disposti a sacrificare le giovani generazioni del Paese e favorirne depressioni, disturbi bipolari e gravi forme di malattie mentali permanenti.