• INTERVISTA

Burke: andare in pellegrinaggio per rafforzare la fede

Andare in pellegrinaggio approfondisce la fede e quello in Terra Santa è la madre di tutti i pellegrinaggi: «Mettendo umilmente il tuo passo dove il Figlio di Dio ha posto il suo, non solo si accresce la consapevolezza degli eventi della sua vita ma soprattutto del Mistero della sua presenza permanente sulla terra». Le riflessioni del cardinale Burke al termine di un pellegrinaggio da lui guidato.

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Il cardinale Burke durante la Via Crucis a Gerusalemme

“I pellegrinaggi ci avvicinano alla nostra fede e quindi ci portano la vera pace. Non andare in pellegrinaggio significa perdere il contatto con la nostra salvezza ". Il Cardinale Raymond L. Burke parla con Daily Compass (versione inglese della Nuova Bussola Quotidiana) al termine di un pellegrinaggio di 8 giorni che ha guidato in Terra Santa. Ha condiviso i suoi pensieri e alcune riflessioni personali sull'importanza dei pellegrinaggi, che sono diventati una parte significativa della tradizione cattolica fin dal IV secolo, quando i cristiani hanno iniziato a viaggiare nei diversi luoghi dove si era svolta la vita di Gesù o sulle tombe di martiri e santi

Cardinale Burke, molti testimoniano che il pellegrinaggio in Terra Santa è un punto di svolta. Perché, secondo lei?
Quella in Terra Santa è la madre di tutti i pellegrinaggi e i pellegrinaggi sono la più antica forma di devozione. Andare in pellegrinaggio è un'esperienza di stupore spirituale. In Terra Santa troviamo il fondamento della nostra fede, visitando i luoghi in cui avvenivano i miracoli e i luoghi in cui il Signore compiva il suo ministero pubblico; i luoghi dove visse, morì, risuscitò dai morti, e dove ebbe luogo l'istituzione dei Sacramenti. Mettendo umilmente il tuo passo dove il Figlio di Dio ha posto il suo, non solo si accresce la consapevolezza degli eventi della sua vita ma soprattutto del Mistero della sua presenza permanente sulla terra. I nostri cuori bramano quel mistero e soprattutto la pace e la certezza che proviene dalla fatica della ricerca di Dio sotto forma di pellegrinaggio.

Qual è il ruolo speciale di un pellegrinaggio in questa ricerca di Cristo?
Ricordo con affetto il pellegrinaggio annuale a cui partecipavo da ragazzo con la mia famiglia, ogni estate in Wisconsin. Un sacerdote della mia diocesi di origine aveva creato un santuario dedicato a Maria e alla Passione di Nostro Signore. Andare al santuario in pellegrinaggio ha approfondito la mia fede e aumentato la mia meraviglia per i misteri della nostra fede e dei sacramenti. I luoghi sacri dei pellegrinaggi ci danno la pace e rafforzano la nostra fiducia in Dio. Seguiamo l'esempio di Gesù, andava in pellegrinaggio a Gerusalemme ogni anno. Dobbiamo riscoprire questa antica forma di devozione che ci avvicina alla nostra fede e porta la vera pace. Non andare in pellegrinaggio significa perdere il contatto con la nostra salvezza.

Sembra però una consapevolezza che si sta perdendo. I tour operator lamentano il calo del numero di pellegrini che visitano i luoghi santi.
Il fatto che un minor numero di persone vada in pellegrinaggio è un segno visibile della secolarizzazione che ha investito la società e la Chiesa. Gesù ha presentato a uomini e donne la verità, il loro rapporto con Lui. Giovanni Battista rappresenta la resistenza della verità al potere. Dobbiamo seguire il suo esempio. Secondo una logica mondana, le relazioni sono percepite esclusivamente in termini umani allo scopo di costruire una società giusta. Se smettiamo di vivere la nostra fede, diventa solo un'idea, non è più una relazione con il Signore vivente. Di conseguenza, non c'è attrazione per andare nei luoghi santi. Divisione e scisma sono segni della necessità della conversione, che è ispirata e favorita dal pellegrinaggio.

Essere cristiani significa essere un segno di contraddizione come lo era Cristo. Tuttavia, questa contraddizione viene spesso percepita come contraddittoria dell'unità della Chiesa e causa di divisione. Come preserviamo l'unità della Chiesa pur essendo un segno di contraddizione?
Questa percezione è il prodotto della secolarizzazione nella Chiesa, che viene quindi vista come un corpo politico diviso in campi. San Paolo lamentava la divisione nella Chiesa di Corinto quando i gruppi si stavano identificando con diversi leader religiosi dell'epoca, la comunità non si considerava come un'unica Chiesa. Puoi affrontare la divisione solo dando testimonianza della verità, concentrandoti sul vivere la verità della nostra fede e testimoniandola. In tal modo, saremo accusati di causare divisione, ma dobbiamo accettare questa sofferenza per Cristo. San Paolo, nella Lettera ai Colossesi, ha espresso la sua gioia nel soffrire con e per Cristo. Difendere la fede non è essere un nemico della Chiesa o del Papa. La nostra fede inizia con il nostro rapporto con Cristo e la nostra obbedienza a Lui. Ogni membro del Corpo mistico di Cristo, a cominciare dal Papa, deve essere obbediente a Cristo, il Capo del Corpo. Siamo tutti membri viventi del Corpo di Cristo. Sappiamo che Cristo, non la nostra opinione, è la verità. Dobbiamo smettere piegare la verità alle idee politiche. Se la Chiesa è dedita a costruire una società di sola giustizia umana, allora ha chiuso la sua anima alla giustizia e al perdono di Dio.

Potremmo chiamare questo momento nella Chiesa una nuova ora di agonia nel Getsemani. Come possiamo essere più disposti a portare la croce?
Non esiste un modo umano di accettare la croce. È solo attraverso la preghiera, la penitenza e il digiuno nel nome di Cristo che ciò è possibile. Cristo ha chiamato i suoi discepoli a vegliare e pregare per non cadere in tentazione. Ogni persona secondo la propria vocazione e doni particolari è chiamata a camminare con e in Cristo fino al suo ritorno e al suo nuovo regno. Sappiamo per esperienza nella nostra famiglia e nel nostro lavoro che a volte prevale uno spirito mondano, non quello di Cristo. La Chiesa ha sempre affrontato sfide, ma abbiamo tutti la responsabilità di portare la croce per costruire il regno di Dio.

Sempre in tema di ritorno di Cristo, Don Bosco ha profetizzato che la futura vittoria di Cristo sarà ottenuta dal Cuore Immacolato di Maria e dalla Santa Eucaristia. Maria e Cristo insieme.
Il grande mistero dell'Incarnazione coinvolge essenzialmente la Divina Maternità di Maria. San Paolo dice che è stata predestinata a partecipare alla salvezza attraverso la sua maternità. Cristo venne come uomo, ma rimase divino, la Seconda Persona della Santissima Trinità. Dio ha dovuto preparare il giusto tabernacolo per il concepimento e la nascita del suo Figlio unigenito. Maria concepita senza peccato è stata scelta per essere il tabernacolo. Lei continua ad essere il canale attraverso il quale la grazia di Cristo raggiunge le nostre anime. Cristo, morendo sulla croce, ci ha donato sua Madre come nostra Madre nella Chiesa.

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