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IL FENOMENO

Boom di oppioidi durante il Covid, la distopia è realtà

Con i lockdown sono cambiate anche le tossicodipendenze e cresciuti gli acquisti di sostanze sul web. Dai dati presentati al 54° Congresso della SIBioC emerge che è aumentato l’uso di oppioidi sintetici, le droghe più pericolose per il cervello. La distopia descritta da Huxley è sempre più reale.

Attualità 20_10_2022

Ormai è noto come il Covid - o, per meglio dire, la gestione della pandemia - abbia cambiato in peggio molti aspetti della vita quotidiana delle persone. L’epidemia - come ha scritto Klaus Schwab, ingegnere, economista e accademico tedesco, fondatore e presidente del World Economic Forum (WEF) - può e deve costituire una grande occasione di cambiamento, di accelerazioni di processi già in atto. E questi processi comprendono comportamenti e stili di vita.

In tempo di Covid sono cambiate anche le tossicodipendenze. È quanto emerge dai dati presentati negli scorsi giorni al 54° Congresso di SIBioC (Società Italiana di Biochimica Clinica e Medicina di Laboratorio), dai ricercatori del Centro Nazionale per le Dipendenze e il Doping dell’Istituto Superiore di Sanità. Con la pandemia è calato l’uso di eroina e cocaina, e sono aumentate le droghe sintetiche.

Che l’uso di droghe nel mondo sia in aumento è stato confermato anche dal World drug report 2022 dell’Unodc, l’Agenzia delle Nazioni Unite sulle droghe e il crimine. Durante il periodo pandemico, la produzione e la diffusione delle droghe non si sono affatto fermate, si sono semplicemente adattate alle nuove situazioni.

A causa delle restrizioni alla circolazione e ai lockdown, gli spacciatori avevano meno possibilità di circolare per le strade, ma i prodotti hanno continuato a diffondersi, e l’acquisto di sostanze stupefacenti ha avuto luogo soprattutto sul web. Ciò ha comportato - rileva la SIBioC - una decisa differenziazione dell’offerta: meno eroina e cocaina, derivati da materie prime difficili da trasportare in periodi di restrizioni di movimento per uomini e merci; calo anche nel consumo di hashish per lo stesso motivo, e di conseguenza si è registrato un vero e proprio boom di nuovi oppioidi sintetici e benzodiazepine. Questi ultimi sono per altro farmaci normalmente reperibili nelle farmacie, e il loro acquisto non sembrava così anomalo, specie in tempo di nevrosi diffuse indotte dal terrorismo psicologico di Stato. Ma dall’uso come tranquillante e ansiolitico all’abuso e alla creazione di vere e proprie tossicodipendenze il passo è stato brevissimo.

Nei dati emersi nel Congresso di SIBioC, tenutosi a Genova (5-7 ottobre 2022), si osserva che si tratta di un problema in continua espansione, che necessita di aggiornamento e ricerca da parte di diversi soggetti, dagli psicologi fino ai biochimici e medici di laboratorio. «Nei campioni analizzati durante e dopo il periodo del lockdown - spiega il presidente di SIBioC, Tommaso Trenti - abbiamo rilevato l’aumento nell’uso di droghe ad azione narcotica, analgesica e tranquillizzante, nuove benzodiazepine e oppioidi».

Gli oppioidi, non bisogna dimenticarlo, sono le droghe più pericolose, più dannose per le funzioni cerebrali. Inoltre sostanze a base vegetale come cannabis, cocaina ed eroina sono state miscelate in centinaia di droghe sintetiche, che stanno avendo una grande diffusione. Queste droghe del tempo pandemico, con tutto ciò che il loro consumo rappresenta, rischiano di aggravare uno dei problemi più annosi a livello globale nei suoi vari aspetti, dalla produzione allo spaccio al consumo, con profonde ricadute sulla salute pubblica. Il rischio è anche quello dell’ulteriore diffusione di una cultura del permissivismo: in fondo la gente è sempre più stressata, viviamo nell’epoca delle emergenze, da quelle virali a quelle belliche, e così un po’ di “fuga dalla realtà”, un uso “consolatorio” di queste sostanze potrebbe essere sempre più tollerato, e perfino raccomandato.

La tossicodipendenza che si rifornisce via Internet, o magari con l’acquisto diretto di psicofarmaci, ripulita dalle figure dello spacciatore di strada, consumata nella solitudine e nell’isolamento della propria casa, e quindi più “rispettabile”, potrebbe avere conseguenze spaventose sulla salute mentale delle persone, determinando il formarsi di veri e propri zombi. Uno scenario già raccontato da Aldous Huxley nel suo romanzo distopico Brave New World (Il mondo nuovo) dove viene descritta questa droga di Stato, chiamata Soma, che agisce come un gigantesco anestetizzante individuale e sociale.

Ma ora la distopia è diventata la realtà quotidiana: si è avuta, come detto, un’accelerazione di processi avviati da tempo. Ora si vuole che le nuove abitudini acquisite durante la pandemia diventino il nuovo paradigma di una società impaurita, soggiogata, che trova dei surrogati di consolazione nell’anestesia farmacologica.