• LA SVOLTA IN SENATO

«Basta ricoveri». La Lega punta sulle cure domiciliari

In assenza di risposte da parte del Ministero, la Lega ha messo attorno a un tavolo alcuni specialisti per mettere a sistema le esperienze di cura domiciliare del Covid con lo scopo di indirizzare l'azione del governo. Il persistere dei ricoveri e l’evidente fallimento delle politiche di lockdown, portano l’attenzione sul problema delle cure. 
-IL DOSSIER: COVID AT HOME

"Per rispondere alle criticità di ospedalizzazione dovuta all'emergenza covid-19 è necessario guardare alle terapie domiciliari per alleggerire il sistema sanitario nazionale le cui strutture sono purtroppo in affanno. Occorre coinvolgere e valorizzare la medicina territoriale, stanziare i fondi necessari per progetti di ricerca e creare banche di dati clinici territoriali per registrare le azioni terapeutiche e i risultati ottenuti". Così Luca Coletto, responsabile del dipartimento Salute della Lega di Salvini, a margine della presentazione del documento Gestione domiciliare dei pazienti COVID-19 avvenuta durante la conferenza stampa di ieri mattina a Palazzo Madama.

"Il Dipartimento salute della Lega – ha spiegato Coletto, ha convocato ad un tavolo rappresentanti scientifici che hanno portato avanti con successo strategie di terapia domiciliare per mettere a sistema le loro esperienze, nella speranza che questa analisi apra un pubblico dibattito e che possa indirizzare l'azione del governo".  

Si tratta di un documento straordinario, un unicum, al momento, in cui una parte politica che attualmente fa parte della compagine di governo ha voluto affidare a dei tecnici una disamina accurata del corso della pandemia nel nostro Paese. Il persistere di un numero importante di casi, di ricoveri, e l’evidente fallimento delle politiche di semplice lockdown, portano necessariamente l’attenzione sul problema delle cure. L’evidenza che emerge dalle esperienze terapeutiche che sono confliute nello studio del tavolo di lavoro corrdinato da Coletto, dimostrano che se si vogliono diminuire drasticamente i casi, i malati, i ricoverati, i decessi, occorre puntare con decisione sulle terapie domiciliari, quanto più precoci possibili.

Altro che “tachipirina e vigile attesa” (come confermato anche dall'ultimo studio dell'Istituto Mario Negri). Il tema delle strategie terapeutiche di contrasto al COVID-19 si presenta come elemento cruciale per garantire che la ripresa delle attività economiche possa avvenire in sicurezza, senza compromettere la salute dei cittadini né direttamente né indirettamente, attraverso il differimento di cure per altre patologie determinato dalla saturazione dei presidi ospedalieri.

Per portare questo tema all’attenzione del dibattito politico la Lega ha dunque favorito finalmente l’incontro di medici portatori di diverse specializzazioni ed esperienze sul campo in un gruppo di lavoro che consentisse di mettere a fuoco opportunità e criticità dei possibili approcci terapeutici. Data la rilevanza dell’argomento per l’economia del Paese, ai lavori ha assistito anche il responsabile del Dipartimento Economia della Lega, senatore Alberto Bagnai mentre tra i medici invitati c'erano il dottor Andrea Mangiagalli, creatore della prima chat di cura domiciliare covid e il dottor Allegri in rappresentanza del gruppo Ippocrate.org.

Il documento presentato nella conferenza stampa al Senato sintetizza e offre al dibattito, in uno spirito di stimolo costruttivo, i principali contenuti del confronto. Dal confronto realizzato nell’ambito del gruppo di lavoro è emersa la necessità che lo Stato e le Regioni coinvolgano e valorizzino sempre di più la medicina territoriale per incrementare e organizzare la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19, quale strumento indispensabile per contrastare detta patologia. Tenuto conto anche delle indicazioni per il trattamento domiciliare dei pazienti con COVID-19 da ultimo emesse dalla Società Italiana di Medicina generale e delle cure (SIMG), ove si legge che “nessuno studio è stato finora proposto, condotto o pubblicato sulla terapia domiciliare dei pazienti con COVID-19” (salvo appunto quello uscito martedì del Mario Negri che conferma le intuizioni dei MMG ndr.), è necessario che il medico di fronte ad una patologia nuova e complessa come quella in esame - considerando le prove scientifiche disponibili, la plausibilità biologica e la situazione particolare del paziente - possa adottare gli approcci terapeutici che ritenga in scienza e coscienza necessari.

Non più dunque dei meri esecutori di protocolli ministeriali, ma medici impegnati a curare, ad assistere, a utilizzare quegli strumenti terapeutici che esistono, che sono a disposizione, e che il documento illustra anche nel dettaglio. Viene richiamata nel documento la recente sentenza del TAR del Lazio che ha riconosciuto ai medici la fondatezza dell’invocato “diritto/dovere, avente giuridica rilevanza sia in sede civile che penale, di prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza, e che non può essere compresso nell’ottica di una attesa, potenzialmente pregiudizievole sia per il paziente che, sebbene sotto profili diversi, per i medici stessi”.

E’ tempo dunque di una svolta politica: è tempo di sostenere quelle esperienze di singoli o di gruppi che si dedicano con risultati efficaci e che danno grandi speranze alle terapie a casa dei pazienti Covid.

A sostegno delle cure domiciliari, ha concluso Luca Coletto,  devono inoltre essere avviati progetti di ricerca che abbiano per oggetto gli approcci terapeutici al domicilio e siano proposti da gruppi di medici e altri operatori della salute operanti nel contesto delle cure domiciliari; deve essere inoltre prevista  una “Banca Dati Clinici Territoriali” che registri le azioni terapeutiche attivate e i conseguenti risultati, se possibile messi a confronto con appropriate popolazioni di controllo.

La gestione dei pazienti a domicilio può aprire opportunità su cui “la politica ha l'obbligo di confrontarsi in una seria ed approfondita discussione che non sia basata su percezioni astratte, ma su analisi specialistiche ed esperienze che hanno portato risultati concreti", ha concluso l’esponente leghista. Speriamo che sia l’inizio di una grande svolta nella strategia nei confronti dell’epidemia, la svolta decisiva.