a cura di Riccardo Cascioli
  • Infanzia a rischio

Bambini “invisibili”

Nel mondo si calcola che ci siano circa 166 milioni di bambini di età inferiore a cinque anni “invisibili”, di cui cioè i genitori non hanno registrato la nascita all’anagrafe. La percentuale più bassa di registrazione, 41%, si riscontra in Africa sub sahariana. In Africa orientale e australe il tasso è solo del 36%, in Africa occidentale e centrale è del 45%. La situazione peggiore è quella dell’Etiopia dove risultano registrati meno del 3% dei bambini. Seguono lo Zambia, con l’11%, e il Ciad, 12%. Inoltre, benché registrati, ben 237 milioni di bambini sono sprovvisti di certificato di nascita. Anche in questo caso a essere penalizzati sono soprattutto i piccoli africani. Tra i fattori che inducono le famiglie a non registrare i figli l’Unicef, che di recente ha svolto una indagine in 174 stati, elenca il costo dell’operazione, la distanza eccessiva degli uffici anagrafe, la difficoltà della procedura da svolgere. Molti genitori semplicemente non sanno come si fa, non danno importanza alla cosa o addirittura pensano che sia meglio non farlo. Le cause più frequenti del fatto che molti bimbi sono senza certificato di nascita, anche se sono stati registrati, sono che negli uffici anagrafe mancano spesso i certificati e che quelli consegnati ai genitori vengono irreparabilmente danneggiati o smarriti: succede soprattutto nelle aree rurali a causa delle condizioni abitative che non consentono di riporre il documento in un luogo sicuro. I danni che possono derivare dalla mancata registrazione sono molti. Se un bambino è “invisibile”, nessuno controlla se va a scuola oppure no, se viene regolarmente vaccinato, se subisce abusi ed è sfruttato. Il dato positivo, spiega l’Unicef, è che negli ultimi dieci anni a livello mondiale il tasso di registrazione è passato dal 60% al 75%, ma i bambini “invisibili” sono ancora troppi. Senza niente che ne attesti l’identità e la stessa esistenza, ha ammonito il direttore generale dell’Unicef nel presentare il rapporto, “i bambini spesso vengono esclusi da istruzione, cure mediche o altri servizi vitali e sono più vulnerabili a sfruttamento e abuso”.