Artemis II, difficile godere della bellezza spaziale nell'era dei fake
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Missione Artemis II: l'equipaggio della Integrity ha compiuto un'orbita attorno alla Luna e battuto il record di distanza dell'uomo dalla Terra. Ma nell'era dei deep fake dovrà convincere scettici e complottisti di esserci andato davvero.
Missione Artemis II, il modulo Orion, chiamato “Integrity”, ha compiuto la sua orbita attorno alla Luna con successo e ha iniziato la fase di rientro verso la Terra. Due sono i primati raggiunti dai quattro astronauti dell’equipaggio. È il punto più lontano dalla Terra mai raggiunto dall’uomo: 406.771 chilometri. Ed è la prima volta che l’occhio umano può vedere, a una quota di 6500 km dal suolo, tutta la superficie del lato nascosto del nostro satellite. Non è la prima volta in assoluto che un uomo lo può vedere, è già accaduto, per esempio, nel 1970, durante la fase d’emergenza della sfortunata missione Apollo 13. Non è neppure la prima volta che viene fotografato il lato nascosto, perché ci hanno pensato diverse altre sonde (senza equipaggio) nel passato. Tuttavia è la prima volta che un equipaggio umano può osservare il lato nascosto della Luna da una distanza tale da poterlo abbracciare tutto con un unico colpo d’occhio, abbastanza da mapparlo interamente.
Quando il modulo Orion ha raggiunto il giusto allineamento, le foto scattate all’eclisse totale di Sole, riprese da quella posizione, sono mozzafiato. È un’incredibile eclisse solare “alla rovescia”, non osservata dalla Terra verso la Luna, ma viceversa dalla Luna verso la Terra. Un cratere, al confine tra il lato visibile da Terra e quello nascosto è stato battezzato Carroll, dal nome della moglie defunta (morta di cancro nel 2020) di Reid Wiseman, il comandante della missione. Un altro cratere è stato battezzato Integrity, dal nome del modulo Orion su cui viaggiano i quattro astronauti.
Quando torneranno sulla Terra, sperando che da qui all’atterraggio vada ancora tutto bene, gli americani Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen dovranno compiere una seconda missione impossibile: convincere tutti gli scettici che hanno realmente compiuto un’orbita attorno alla Luna. Anzi: convincerli che sono veramente andati nello spazio.
Il lancio del missile STS (con a bordo “Integrity”) da Cape Canaveral, secondo gli scettici, è un video di intelligenza artificiale. Per dimostrare che fosse tutto vero, Michael Knowles di The Daily Wire è uscito dal tendone dei reporter, è andato sull’erba, si è messo a fare esercizi di ginnastica, ha preso in mano ciuffi d’erba. Ma, nei commenti, tantissimi, forse la maggioranza, sono ancora convinti che anche quella scenetta, girata sul posto, a Cape Canaveral, durante il lancio, sia a sua volta finta, ricostruita con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.
Per gli scettici, un’altra “prova” che sia tutto finto è il video della prima intervista dei quattro astronauti. Sul pupazzo di peluche, chiamato “Rise”, lasciato fluttuare nella navicella a bassa gravità, sono apparse scritte innaturali, le lettere Tan e Ow, che dimostrerebbero quanto sia tutto finto e ricostruito in studio. Ma nel video originale non si legge alcuna lettera nel pupazzo. Semmai è la versione che è circolata sul Web che è artefatta. La spiegazione più probabile è che il filmato sia stato registrato da uno schermo televisivo con l'elaborazione chroma key attiva. Il chroma key è comunemente utilizzato dalle emittenti televisive per inserire sottotitoli, grafica e testo in sovrimpressione nelle riprese in diretta.
In un altro collegamento video in diretta, un barattolo di Nutella ha iniziato a fluttuare nella navicella. E per i teorici del complotto anche questa è una prova che, non solo la missione Artemis II è finta, ma che si tratta di una trovata pubblicitaria della Nasa, d’accordo con altri marchi celebri, fra cui evidentemente anche la Ferrero. Secondo gli scettici, infatti, un barattolo di vetro della Nutella non può entrare in una navetta spaziale (se si rompesse, sarebbero guai seri per gli astronauti alle prese con i frammenti, anche microscopici, a gravità quasi zero). Ma i barattoli di Nutella che si possono comprare in America sono di plastica, dunque permessi e non pericolosi. E per quanto riguarda l’aspetto marketing, per placare la polemica ha dovuto scomodarsi il portavoce della Nasa, Bethany Stevens, per spiegare che non c’è alcun accordo con la Ferrero e che, in generale, «la Nasa non seleziona pasti o alimenti per l'equipaggio in partnership con i marchi».
Nulla di nuovo sotto il Sole e nemmeno sotto la Luna: negli anni ’70 erano molti gli americani che non credevano all’allunaggio. Ad oggi la percentuale degli statunitensi che non ci credono è attestata al 10% e raggiunge un record del 24% fra i millennials, nati dopo il 1980. I complottisti di oggi fraintendono volutamente le parole di Reid Wiseman, in un’intervista rilasciata a settembre, facendogli dire che “l’uomo andrà per la prima volta sulla Luna”. In una intervista in cui, solo pochi minuti prima, il comandante di Artemis II parlava ampiamente delle missioni Apollo e dei precedenti allunaggi.
Le teorie del complotto e le leggende nere, nel passato, si diffondevano soprattutto a causa della mancanza di immagini, di prove visive affidabili. Oggi si diffondono in un’epoca di iperinflazione delle immagini, di intelligenza artificiale e di social network che permettono ad ogni singolo gruppo di crearsi la propria realtà. Peggio ancora: anche sulla stessa missione Artemis II stanno circolando sul Web molte foto false, ritoccate o generate con AI, come crateri inesistenti, prospettive impossibili, finte foto della superficie lunare, il tutto diffuso con scarsa o nulla attenzione da siti acchiappa-click e giornalisti sprovveduti. E allora a chi credere?
Quel che accomuna il complottismo del passato e del presente è soprattutto la sfiducia nelle autorità e nella cosiddetta “informazione ufficiale”. Lo scetticismo sull’allunaggio dilagò soprattutto dopo gli scandali Watergate e Pentagon Papers, quando gli americani scoprirono che le massime cariche dello Stato avevano mentito, sullo spionaggio personale del presidente e sulla guerra del Vietnam. In questo 2026, dopo sei anni di disillusioni e rivelazioni, fra Covid, condizioni mentali di Joe Biden, fiumi di disinformazione sui grandi conflitti in corso, il pubblico occidentale è più che disorientato: semplicemente non crede più a nulla. Neanche a un grande successo dell’umanità nello spazio, nemmeno a uno splendido tramonto della Terra visto dalla Luna, neppure a un’incredibile eclisse totale di Sole fotografata dal lato nascosto del nostro satellite.

