Ancora rapimenti di fedeli in Nigeria
Altre nove persone, inclusi alcuni bambini, sono state sequestrate da malviventi mentre in una chiesa stavano partecipando a una veglia di preghiera
Il bollettino delle violenze contro i cristiani della Nigeria nelle ultime settimane ha assunto una cadenza quotidiana. È appena giunta notizia che il 6 febbraio, oltre al rapimento di un sacerdote e di dieci altre persone nella diocesi di Kafanchan nello stato di Kaduna, anche nella diocesi di Otukpo, nello stato di Benue, dei fedeli sono stati rapiti. È successo nella stazione missionaria di san Giovanni della Croce a Ojije-Utonkon che fa parte della parrocchia di San Paolo. “Nove parrocchiani erano in chiesa per una veglia di preghiera – si legge in un comunicato della diocesi pervenuto all’agenzia di stampa Fides – quando i rapitori sono piombati dentro il luogo di culto per poi trascinarli fuori per una destinazione sconosciuta”. Sembra che tra i rapiti ci siano anche dei bambini. Monsignor Michael Ekwoyu Apochi, vescovo di Otukpo, si è recato a Ojije-Utonkon per esprimere solidarietà ai famigliari delle persone sequestrate e ha chiesto ai fedeli di pregare perché possano tornare tutte presto sane e salve a casa. La polizia ha assicurato che unità tattiche e operative sono impegnate nelle operazioni di ricerca dei malviventi. È molto probabile che il sequestro sia a scopo di estorsione, come nella maggior parte dei casi. Quasi sempre, in questo caso, le persone rapite vengono rilasciate, in genere, ma non sempre, dopo il pagamento del riscatto richiesto. Per lo più fanno ritorno a casa nel giro di pochi giorni, ma a volte trascorrono settimane e mesi. È il caso di padre Bobbo Paschal, parroco della chiesa di Santo Stefano, nello stato di Kaduna, che è stato liberato soltanto dopo due mesi di prigionia. Era stato sequestrato il 17 novembre 2025 ed è stato rilasciato lo scorso 17 gennaio. Durante il sequestro i malviventi avevano ucciso il fratello del sacerdote.

