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Alle paritarie 25 milioni in più. Una goccia, ma preziosa

In Commissione Bilancio al Senato, è stato approvato un emendamento al disegno di legge di Stabilità che destina 25 milioni di euro quali risorse aggiuntive per le scuole paritarie. Una goccia nel mare delle scuole non statali, ma un ulteriore passo positivo e una indubbia inversione di tendenza dopo anni solo di tagli.

La scuola paritaria ha qualche aiuto in più

In questi ultimi giorni, in Commissione Bilancio al Senato, è stato approvato un emendamento al disegno di legge di Stabilità che destina 25 milioni di euro quali risorse aggiuntive per le scuole paritarie. Sicuramente i senatori che si sono spesi per conseguire questo risultato hanno dovuto remare controcorrente: sino all'ultimo l'approvazione è stata oggetto di opposizione in particolare da parte  del sottosegretario Miur Davide Faraone, e la cifra è stata ridimensionata da 28 a 25 milioni di euro. 

L'intento di chi ha redatto l'emendamento era, evidentemente, quello di richiamare l'attenzione della politica sullo stato di sofferenza in cui versano le scuole non statali, e di riavvicinare le risorse complessive al fondo "storico" destinato alle paritarie, che si aggirava intorno ai 530 milioni di euro. Fondo storico che, già ampiamente insufficiente per garantire anche nel nostro paese una reale libertà di scelta educativa, era stato progressivamente e drammaticamente tagliato in questi ultimi anni.Le risorse che, grazie a questo emendamento, spettano ora alle paritarie, ammontano a 497 milioni di euro. É evidente che si tratta ancora di una cifra esigua per le 13.498 scuole coi loro 961.166 alunni, sia per quanto detto sopra, sia perché non esiste la benché minima proporzione con quanto destinato alla scuola statale. Se a quest'ultima, infatti, vanno oltre 50 miliardi di euro, alla paritaria che accoglie l'11,2% degli alunni va solo lo 0,8% delle risorse.  Ciascuno giudichi se questa è vera parità....

Occorre tuttavia riconoscere che, dopo l'introduzione delle sia pur modeste detrazioni sulle rette prevista nella L.107 sulla "Buona Scuola", questo nuovo piccolo aumento di risorse segna un ulteriore passo positivo e una indubbia inversione di tendenza (anche culturale) dopo anni caratterizzati unicamente da tagli. E, anche se la strada appare ancora lunga, si conferma la sensazione che si stia lavorando nella direzione giusta. Forse, e ci auguriamo che non si tratti solo di una fugace speranza, qualcosa inizia davvero a cambiare anche nella mentalità. Certo, i cambiamenti di mentalità procedono lentamente e richiedono tempo, quel tempo che molte scuole paritarie hanno l'impressione di non avere più; si è sperato in tutti questi anni che lo Stato potesse intervenire con provvedimenti radicali per introdurre anche in Italia una reale parità scolastica, ma un po' alla volta ci si è dovuti rendere conto che troppe e troppo radicate sono le opposizioni ideologiche da superare.  

Questa politica dei piccoli passi, probabilmente è l'unica che nel nostro Paese può realisticamente ottenere dei risultati e introdurre impercettibilmente, ma progressivamente, un modo nuovo di concepire il sistema di istruzione. Alle scuole paritarie resta il compito, non facile, di stringere i denti e rinnovarsi, migliorando costantemente la propria capacità di razionalizzare le risorse senza rinunciare ad una elevata qualità del servizio. Esempi di questo tipo ne esistono numerosi, a conferma che questa è una strada percorribile.

A quanti, invece, occupandosi della politica, hanno a cuore la libertà di scelta educativa, resta il compito altrettanto arduo di continuare a sostenere questa causa con tenacia e determinazione, sperando che la loro azione contribuisca sempre di più a consolidare in Italia, così come accade negli altri paesi progrediti, una effettiva libertà di scelta e una reale parità all'interno di quello che è già riconosciuto dalla legge come sistema pubblico unitario di istruzione, fatto di scuole statali e paritarie. A questo proposito, ricordiamo loro che nel passaggio della legge di stabilità alla Camera, sarà già possibile fare altri passi avanti, per esempio a beneficio degli alunni disabili che frequentano le scuole non statali, come pure per garantire anche alle paritarie la possibilità di accedere alle iniziative promozionali previste dal Miur (Progetti Operativi Nazionali -Pon- con fondi strutturali europei, progetti per alternanza scuola-lavoro, innovazione tecnologica, valutazione, etc...). C'è lavoro per tutti, andiamo avanti