a cura di Riccardo Cascioli
  • Epidemie

Allarme febbre gialla in Etiopia

Non è ancora emergenza, ma la scoperta di casi di febbre gialla sta destando allarme in Etiopia, tanto più che i 3 casi riportati a marzo erano diventati 85 il 6 aprile e che non sono persone straniere o che hanno soggiornato all’estero. I primi tre casi sospetti sono stati registrati in un piccolo centro rurale della zona di Gurage. Si trattava di membri della stessa famiglia, padre, madre e figlio, due dei quali sono risultati positivi al test. Gli altri casi sono stati individuati grazie alle rilevazioni disposte dall’Istituto di salute pubblica etiope che nel frattempo ha rapidamente attivato una campagna di vaccinazioni che dal 26 al 31 marzo ha raggiunto 32.000 persone nel centro rurale colpito e in quelli confinanti. Per una campagna su più vasta scala il governo etiope ha sollecitato la formazione di un Gruppo di coordinamento internazionale. Secondo l’Oms il rapido moltiplicarsi dei casi rende  il rischio di epidemia è elevato, tanto più dato il fatto che la malattia ha colpito un contesto in cui praticamente non c’è immunità di gregge. Gli studi epidemiologici recenti e quelli condotti nel 2018 indicano la presenza nella regione dei vettori responsabili del contagio, le zanzare delle specie Aedes, tra le più pericolose perche vettori anche di dengue, chikungunya e Zika. L’approssimarsi della stagione delle piogge può aumentare la presenza di zanzare aumentando il rischio di epidemia. Per contro la diffusione a livello regionale dell’epidemia presenta un rischio basso grazie agli spostamenti limitati della popolazione sia a livello nazionale che internazionale a causa delle misure di contenimento adottate per combattere il Covid-19 che comprendono controlli alle frontiere sia aeree che terrestri. Nel 2020 è previsto che si proceda regolarmente alla vaccinazione contro la febbre gialla. L’ultima epidemia in Etiopia si è verificata nel 2018.