a cura di Benedetta Frigerio
  • India

Accuse al premier cristiano dell’Andra Pradesh di favorire le conversioni forzate al Cristianesimo

Kanna Lakshminarayana, presidente del partito nazionalista indù al governo, il Bharatiya Janata Party dell’Andhra Pradesh, ha dichiarato che, da quando lo scorso maggio nella carica di primo ministro del suo stato si è insediato il leader  cristiano del YSR Congress Party, Yeduguri Sandinti Jaganmohan Reddy, le “conversioni forzate” al Cristianesimo sono aumentate perché il governo le favorisce e anzi le “sponsorizza”. Lo ha detto il 18 novembre all’inaugurazione di alcuni uffici del suo partito a Vijayawada aggiungendo che l’attuale governo sta facendo demolire i templi indù. In India l’accusa ai cristiani di convertire a forza, con espedienti, gli indù è spesso pretesto di denunce, intimidazioni e violenze, soprattutto negli stati in cui sono state emanate leggi che le proibiscono. Nell’Andhra Pradesh i nazionalisti indù hanno da poco lanciato la campagna “Ghar wapsi”, “Ritorno a casa”, un programma di ritorno all’induismo dei dalit e dei tribali convertiti al Cristianesimo. Intervistato dall’agenzia AsiaNews Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians, ha negato le affermazioni del leader induista e ne ha condannato il comportamento sostenendo che il suo obiettivo è creare tensione “attizzando questioni divisive tramite l’identità religiosa”. Secondo Sajan K George nell’Uttar Pradesh invece i cristiani sono diminuiti. “Nell’India laica – ha osservato – ai dalit cristiani e musulmani vengono negati i posti riservati perché le caste svantaggiate vengono discriminate per la loro fede. È una lotta quotidiana quella contro la discriminazione, l’oppressione e l’umiliazione dei nostri dalit cristiani che li tiene della fascia più bassa delle condizioni socio-economiche. È molto sciagurato e da irresponsabili pronunciare commenti senza cognizione di causa sull’incremento delle conversioni religiose, solo per alimentare il sospetto e la divisione”.