• ATTACCO AI PICCOLI

Abuso di minori: al centro delle presidenziali Usa

I repubblicani accusano gli Obama, legati a Netflix, e la Rice, nel board della società, di silenzio sul film Cuties che sdogana la pedofilia. Intanto, Biden bacia sulla bocca la nipote, mentre sostiene la corsa di un ex gay che parlava delle sue “vittime sessuali” e di bambine in perizoma. Ma già la Cnn ci aveva provato: la macchina per normalizzare l’abuso di minori è partita da tempo.

La polemica su Netflix che ha mandato in onda un film che sessualizza bambine di 10 anni o poco più ha invaso anche la campagna presidenziale americana. Al silenzio dei democratici sull’accaduto, sono seguiti i rimproveri di repubblicani come Ted Cruz, senatore federale dello stato del Texas, e lo stesoo figlio di Donald Trump (Donald Jr.). Sia Obama, infatti, sia il suo consigliera per la sicurezza nazionale, Susan Rice, hanno taciuto sull’accaduto, pur essendo strettamente legati al servizio di streeming. L’ex presidente democratico ha infatti firmato un accordo pluriennale nel 2018 per aiutare la promozione di film e serie della piattaforma, mentre la Rice è membro del suo consiglio di amministrazione. “Penso che 100 milioni di dollari siano abbastanza per chiudere gli occhi sulla pedofilia”, ha twittato il figlio di Trump, continuando così: “E Susan Rice ha detto qualcosa?”. Mentre Cruz ha scritto: “Perché @BarackObama tace sul fatto che Netflix distribuisca un film che sfrutta sessualmente ragazze di 11 anni? Quanti milioni di $$ (dollari, ndr) ha pagato Netflix a Obama? Fermare lo sfruttamento dei minori e/o la pornografia infantile è una priorità per @JoeBiden? Perché anche Biden tace?”.

Oltre al tema dell’aborto e della libertà religiosa anche quello legato al traffico di bambini e alla pedofilia e pedopornografia stanno occupando la campagna elettorale repubblicana, dato che i numeri di arresti in tutto il mondo e di scoperta di traffici minorili sta aumentando vertiginosamente. 

Sicuramente non giova ai democratici che il loro candidato, JoeBiden,abbia sostenuto la corsa di Jon Hoadley al congresso federale. L’astro nascente del partito democratico e già deputato dello Stato del Michigan è infatti stato accusato per aver riportato qualche hanno fa sul suo blog, “Rambling Politics”, (che gestiva prima di venire eletto nel 2014) opinioni a dir poco malate. Hoadley parlava apertamente della sua condotta omosessuale, definendo alcuni dei suoi partner come “vittime” sessuali e includendo conversazioni su una bambina di quattro anni con indosso un perizoma. Il blog è stato rimosso dal web alla vigilia delle primarie democratiche del Michigan, ma il New York Post ha salvato i contenuti scandalosi. Fra questi anche il riferimento dispregiativo alle donne che fanno figli (le etoresessuali cattive e allevatrici di bambinig) e il racconto di incontri erotici omosessuali a base di droghe. Hoadley non potendo smentire si è difeso dicendo che sono cose vecchie, opinioni di anni fa.

Ma che la tolleranza verso la pedofilia stia lentamente crescendo (o che comunque si lavora perché questo accada), lo dice il fatto che già nel 2012 emittenti come la Cnn, sicuramente non di destra, cominciavano a mettere indubbio la naturale repulsione e rabbia contro chi commette reati contro i bambini. In questo servizio, ad esempio, si sente parlare così: “La Cnn solleva una questione provocante. I pedofili dovrebbero godere di qualche misura di compassione prima che vittimizzino i nostri bambini?...probabilmente molte persone mi invieranno email di odio”, ma continua il giornalista in riferimento ad un noto pedofilo arrestato, “quando lo vedo in manette mi dispiace per lui perché penso, caspita ora la sua vita è finita…”. Lo psicologo James Cantor risponde sostenendo “che per qualche ragione c’è chi nasce così, nessuno sceglie di essere pedofilo”. Poi si parla della disperazione di chi, non trovando alcuno a cui rivolgersi, non resistono e commettono il delitto. “Sono respsonsabili per il loro comportamento ma non per quello che provano”, continua lo psicologo, sotendendo che se trovassero sostegno da parte della società chiederebbero aiuto senza vergogna: in sintesi la tesi è che la tolleranza verso la pedoflia dovrebbre ridurre gli atti pedofili.

Mentre che è chiaro che la tolleranza verso un crimine (o una tendenza malata) non fa che promuoverlo. Inoltre, tutti nasciamo con l’istinto naturale di proteggere e non abusare dei bambini, perciò chi commette atti pedofili deve essere passato di depravazione in depravazione oppure deve averla subita. Nessuno nasce pedofilo, la pedofilia è contro la legge inscritta nel cuore di ogni uomo, pedofili si diventa. Il pericolo di un ragionamento contrario è evidente quando si pensa che proprio grazie al “così si nasce” privo di fondamenti scientifici le tendenze omosessuali, sono passate dall’essere considerata anormali ad essere digerite dal pubblico come innate. Pare quindi che si voglia usare lo stesso processo mentale per sdoganare il crimine peggiore (proprio perché il più innaturale) che un uomo possa compiere.

In un contesto simile, dove la sinistra risponde all’accusa pubblicano vecchie foto di Trump con il pedofilo Jeffrey Epstein (che però è stato arrestato insieme alla Maxuel durante l'amministrazione attuale che ha anche emanato una commissione e diversi ordini esecutivi contro l'abuso di minori) o mentre abbraccia sua figlia Ivanka adolescente, la campagna elettorale di Biden è quanto meno inopportuna. A parte il recente plauso alla norma californiana che strizza l'occhio alla pedofilia omosessuale, il candiato democratico, ama apparire con la nipote 15enne che si tiene a fianco durante i comizi per poi finire sempre con il baciarla sulla bocca. Sarà pure l’amore innocente di un nonno che segue la moda del bacio in bocca a tutti (non più solo fra uomo e donna che si amano), ma è di immagine in immagine che l’assuefazione cambia lentamente la prospettiva di chi guarda senza giudicare. E’ di mattone in mattone colpito che il muro di protezione viene abbattuto.