• SPAGNA E FRANCIA

Abusi, le "inchieste" un pretesto contro la Chiesa

Approvata dal Congresso spagnolo una commissione per indagare sugli abusi sui minori, ma solo nella Chiesa. Vescovi sconcertati. E così, sottolinea uno studio, si occulta la pedofilia in altri ambienti e istituzioni. In Francia, intanto, corretto in modo sostanziale il Rapporto Ciase che aveva puntato il dito contro la Chiesa.

Dolores Delgado + J.M. Sauvé

Le inchieste sugli abusi in Spagna e Francia vengono usate come armi politiche contro la Chiesa. Il Congresso dei Deputati spagnolo ha approvato lo scorso 10 marzo la creazione di una commissione d'inchiesta sui casi di abusi sessuali commessi all’interno della Chiesa cattolica e nominato alla guida il difensore civico nazionale, l’ex ministro socialista Ángel Gabilondo.

La proposta di istituire questa commissione, esterna al Congresso e formalmente indipendente, era stata presentata dal Psoe e dal Pnv e approvata da tutti i gruppi politici, tranne i conservatori di Vox. Nei giorni successivi, monsignor Luis Argüello, segretario generale della Conferenza episcopale spagnola, ha riferito in una conferenza stampa la posizione dei vescovi nei confronti della suddetta commissione d’inchiesta. In primo luogo, Argüello ha sottolineato la necessità di sapere quale sia l’obiettivo della commissione voluta dal Congresso. In secondo luogo, si è detto sconcertato perché l’indagine si occupa solo degli abusi all’interno della Chiesa e non delle altre istituzioni o ambiti sociali. Dalla Chiesa si conferma anche la piena collaborazione “nella misura in cui ci faranno una proposta, ma non per il momento per far parte della commissione. Valuteremo la collaborazione che ci chiederanno”.

Giova ricordare che la Chiesa spagnola aveva già istituito una propria commissione di esperti indipendenti ed esterni (tra cui anche ex magistrati del Tribunale costituzionale spagnolo), lo scorso 22 febbraio, incaricando lo studio di avvocati Cremades & Calvo Sotelo di indagare i casi di abusi su minori nella Chiesa. I sospetti sulla politicizzazione della commissione deliberata dal Parlamento, già di tutta evidenza sin dalle prime polemiche, come abbiamo già descritto sulla Nuova Bussola, si evidenziano in tutta la loro forza nello studio pubblicato in questi giorni dal centro di ricerca del movimento ecclesiale E-Cristians: “Rapporto alla maggioranza. La Chiesa come capro espiatorio e l’occultamento della pedofilia”.

Lo studio è riassumibile in alcuni punti. Primo: gli spagnoli vogliono un’indagine a tutto campo sulla pedofilia e gli abusi, solo il 6% vuole un’indagine esclusiva sulla Chiesa. Perché maggioranza parlamentare e governo vogliono indagare solo sulla Chiesa? Secondo: concentrarsi sui casi della Chiesa significa trascurare la maggioranza dei casi, come dimostra uno studio della Fondazione Anar. Terzo: cosa fa l’ufficio del procuratore? Nel 2019, El País aveva iniziato la sua campagna sulla pederastia nella Chiesa. Allora il Ministero della Giustizia spagnolo, guidato dalla socialista Dolores Delgado, aveva chiesto alla Procura un rapporto “sul numero e lo stato dei procedimenti attualmente aperti su aggressioni sessuali e abusi su minori commessi all’interno di congregazioni, scuole o qualsiasi altra istituzione religiosa”. La Procura Generale (Fiscalia) rispondeva di non avere dati sugli ambienti religiosi, ma solo dati sulle denunce in generale. Più tardi, nel febbraio 2022, proprio la socialista Dolores Delgado (dimessasi da ministro) divenne procuratore generale e chiese di nuovo a ogni procura della Spagna di informarla su quante indagini su casi di abusi sessuali su minori erano in corso contro le istituzioni cattoliche. Totale della ricerca? Sessantotto casi.

Quarto punto: si dimostra che El País e il governo socialista lavorano a braccetto pur di infangare la Chiesa. Quinto: c’è silenzio assoluto sugli abusi legati all’omosessualità. Sesto: nessuna considerazione sulle misure che solo la Chiesa cattolica ha introdotto per combattere gli abusi, nessun interesse sugli altri ambienti e istituzioni dove gli abusi continuano. Settimo: in Spagna ci sono tre indagini in corso, una della Chiesa, due delle istituzioni civili (Procura Generale e commissione ‘parlamentare’); per l’appunto solo la Chiesa è indagata e tutto viene amplificato da El Pais.

E-Cristians chiede dunque ai politici di studiare tutti i casi di pedofilia (non solo quelli sospetti nella Chiesa), che se ne specifichino con precisione l’“oggetto”, la “classificazione”, gli autori e gli ambienti dove vivevano, le responsabilità delle istituzioni pubbliche e, infine, l’arco di tempo di cui si occuperà l’indagine; come potrà la commissione parlamentare indagare su casi che la Procura Generale non ha nemmeno concluso di indagare? Una strumentalizzazione politica per colpire la Chiesa? Sì, la Francia ce ne dà un’altra dimostrazione.

Dopo l’assalto di ottobre scorso, le esplicite correzioni del Rapporto della Ciase nei giorni scorsi, in risposta alle critiche dell’Accademia Cattolica di Francia, lo dimostrano plasticamente. Nelle risposte agli accademici cattolici francesi, analizzate il 15 marzo, emerge senza ombra di dubbio come lo stesso Jean-Marc Sauvé metta in discussione le conclusioni essenziali e problematiche del rapporto Ciase: 1. Si riconosce che le cifre meritano ancora una grande revisione critica statistica e storica; 2. Alla parola “sistemico” (abusi sistemici) viene dato un significato molto diverso dal significato proprio; 3. Viene riconosciuto (in parte) il legame tra abuso e omosessualità; 4. Si riconosce che il fenomeno esista con la stessa intensità anche in altri luoghi di socializzazione; 5. La richiesta di riforme strutturali nella Chiesa (tra cui la sacrilega abolizione del segreto confessionale) viene abbandonata.

Rimane però un buco nero che Sauvé non vuole affrontare: riconoscere le lodevoli riforme della Chiesa negli ultimi vent’anni per combattere gli abusi, riforme che nessun’altra istituzione ha intrapreso. Perché, in Francia come in Spagna, si tace sulle riforme anti-abusi attuate e rafforzate da Benedetto XVI?

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