• LA MANIFESTAZIONE DI ROMA

A destra: tre leader divisi, solo il nemico è comune

La manifestazione del centrodestra in piazza San Giovanni, 200mila persone secondo gli organizzatori (50mila per la prefettura), ricompatta formalmente il centrodestra, ma alimenta dubbi sulla tenuta di una coalizione usurata. I tre leader, Berlusconi, Meloni e Salvini, sono compatti solo quando additano il nemico comune.

Berlusconi, Meloni, Salvini

La manifestazione del centrodestra in piazza San Giovanni ricompatta formalmente il centrodestra, ma alimenta forti dubbi sulla tenuta di una coalizione segnata da profonde tensioni interne. «Torneremo presto al governo e torneremo dalla porta principale, senza trucco e senza inganno. Ringrazio Berlusconi e Meloni, insieme si vince. Questa piazza era di Lama e della Cgil, ora è nostra. E guarda al futuro: le Leopoldine e gli incontri di Zingaretti e Di Maio guardano al passato. Vinciamo in tutte le regioni e li mandiamo a casa», ha assicurato Matteo Salvini dal palco del raduno, di fronte a 200.000 persone (anche se fonti di polizia parlano di 50.000 manifestanti).

Il Capitano non esclude quindi di tornare presto alle urne politiche, ma intanto prova a galvanizzare l’elettorato in vista delle regionali in Umbria e altrove: «Vinciamo in tutte le regioni, poi conquistiamo il governo del Paese». In effetti il voto di domenica prossima in Umbria è importante, ma non decisivo. Più importante sicuramente il test dell’Emilia Romagna, a gennaio. Se la Lega dovesse prevalere anche lì, certamente il fronte governativo si incrinerebbe perché si capirebbe che il vento è davvero favorevole al centrodestra e l’alleanza Pd-Cinque Stelle più di tanto non sfonda, soprattutto dopo la scissione dei renziani. E Italia Viva con ogni probabilità venderà caro il suo appoggio all’attuale maggioranza.

L’abbraccio finale tra i tre leader Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi non deve trarre in inganno. Le divisioni tra i tre sono marcate. Il leader del Carroccio ha governato per 14 mesi con i Cinque Stelle e Silvio Berlusconi non gliel’ha mai perdonata. Fratelli d’Italia si è profondamente irritata per la presenza soverchiante di simboli leghisti alla manifestazione di ieri. Dentro Forza Italia è guerra aperta tra i salviniani e gli anti-salviniani come Mara Carfagna, che ha condannato la presenza del Cavaliere ieri a Roma, poiché considera il leader leghista un estremista e non ritiene opportuno che gli azzurri seguano il Carroccio. Inoltre, la presenza di CasaPound al raduno di ieri ha provocato non pochi imbarazzi e ha confermato la torsione sovranista della coalizione di centrodestra, sempre meno in grado di intercettare i voti moderati.

Più che altro i tre alleati di centrodestra si sono compattati nell’opposizione al Conte bis, e hanno individuato come bersagli il “partito delle tasse  e delle manette” capitanato dal trio Conte-Renzi-Di Maio. Salvini ha provato a scuotere la piazza romana: «Dateci una mano a mandare a casa Raggi e Zingaretti, il duo sciagura per Roma e il Lazio». E a proposito di Bibbiano ha detto: «Mai più bambini rubati alle mamme e ai papà». Poi ha attaccato l'esecutivo sui migranti: «Al governo abbiamo gente con le mani sporche di sangue per aver permesso più partenze e più morti». Ed ha aggiunto: «Questa non è una piazza di estremisti, ma di italiani orgogliosi di esserlo».

Ma rimangono le incognite di una coalizione usurata, composta da personaggi politici che calcano le scene del centrodestra da troppi anni. Un po’ di rinnovamento nella classe dirigente non guasterebbe. La liquefazione di Forza Italia rappresenta un’ incognita per i moderati. Nascerà qualcosa di nuovo? Si parla di Urbano Cairo leader di un nuovo rassemblement di centrodestra che possa ridimensionare anche l’ala sovranista di Salvini. E’ fantapolitica? Per ora non ci sono elezioni politiche in vista, quindi ben difficilmente nuovi leader accetteranno di bruciarsi senza avere in tempi brevi la possibilità di conquistare il bottino elettorale.