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Unhcr

149 “persone vulnerabili” sono state trasferite dalla Libia a Roma dall’Unhcr

 

Il 30 maggio sono arrivate a Roma decine di persone bloccate a Tripoli in condizioni disperate a causa dei combattimenti in corso nella capitale libica. Molti i bambini anche con meno di un anno

Migrazioni 31_05_2019

Il 30 maggio sono arrivati a Roma, provenienti dalla Libia, 149 rifugiati e richiedenti asilo vulnerabili che erano rimasti intrappolati in alcune zone di Tripoli a causa degli scontri armati in corso da settimane nella capitale libica. Del loro trasferimento in Italia si è incaricato l’Unhcr, in collaborazione con le autorità libiche e italiane. Le persone evacuate provenivano da Eritrea, Somalia, Sudan ed Etiopia. Molte hanno bisogno di cure mediche e mostrano segni di malnutrizione. Il gruppo comprende 65 bambini, 13 dei quali hanno meno di un anno. Uno è nato soltanto due mesi fa. Qualche giorno prima l’Oim, Organizzazione internazionale per le migrazioni, ha trasferito altri 62 rifugiati e richiedenti asilo, originari di Siria, Sudan e Somalia, nel Centro di transito di emergenza dell’agenzia Onu a Timisoara, in Romania. Lì riceveranno cibo, abiti e cure mediche prima di essere portati in Norvegia. Dall’inizio dell’anno l’Unhcr ha evacuato più di 1.000 persone, ma più di 1.200 altre sono state riportate in Libia dalla Guardia costiera libica nel solo mese di maggio, dopo essere state intercettate nel Mediterraneo. “Servono più trasferimenti umanitari – ha detto Jean-Paul Cavalieri, responsabile della missione Unhcr in Libia – è il solo modo per il rifugiati di evitare di mettersi nelle mani di contrabbandieri di uomini e di trafficanti privi di scrupoli nel Mediterraneo”. L'Unhcr parla di rifugiati, tuttavia è presumibile che solo una piccola parte delle persone che l’Unhcr vorrebbe trasferire in Europa siano persone effettivamente in fuga da condizioni di guerra e persecuzione.